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L’incatesimo delle parole

Oggi parlerò di quelle frasi e di quei modi di dire che influenzano la nostra realtà.
Elencherò in particolare quelle parole che hanno un impatto forte sul nostro corpo e ne determinano lo stato di salute.
Le parole, come detto nel precedente post, lasciano sempre un segno, specie se ripetute e a volte contribuiscono addirittura all’insorgere di un disturbo fisico.
Come dice Roberto Re in Leader di te stesso:
“L’uso sbagliato delle parole nel descrivere le esperienze della nostra vita può distruggerci emotivamente tanto quanto la scelta di parole più produttive può far scaturire in noi emozioni assoultamente positive.
Le cose che ci diciamo costantemente e intensamente poco per volta diventano la nostra realtà”.
Come fare allora? Prendendo coscienza di ciò che diciamo, scegliendo accuratamente le nostre parole prima di proferirle a noi stessi e agli altri.
Suggerisce ancora Re infatti: “Una buona pratica quotidiana che potremmo fare relativamente a questo è cercare di diventare più consapevoli del linguaggio che utilizziamo ogni giorno, accentuando l’uso di colori brillanti in tutte le loro sfumature e attenuando il più possibile i toni cupi”.
Da una maggiore consapevolezza deriva pertanto un maggior controllo non solo sul fluire delle parole, ma anche delle emozioni che si celano dietro di esse.
Alcune frasi da evitare nascondono il nostro modo di vedere il Mondo che poi appare ai nostri occhi a conferma di come lo immaginiamo.
Tra queste programmazioni inconsce ci sono quelle che hanno una ripercussione sfavorevole come ad esempio i modi dire che dipingono la vita come difficile e faticosa:
- La vita è una lotta
- Nella vita bisogna lavorare duro
- I soldi non si trovano dietro l’angolo
- Per essere belle bisogna soffrire
- Nella vita non si può fare tutto quello che si vuole
- Non si può avere tutto
- Le disgrazie non arrivano mai da sole
-Prima o poi tocca a tutti
-Quando uno nasce disgraziato…
- Chi nasce servo non nasce padrone
- Ridi oggi, piangi domani
- Tutte le cose belle finiscono
- Non si diventa ricchi senza sporcarsi le mani
- Non si impara niente gratis
- Quando smetti di lavorare sei finito
…e così via.
Una volta presa coscienza della potenziale dannosità di certe espressioni andrebbe poi corretta con un affermazione dal carattere depotenziante.
Se diciamo ad esempio: “Da questa situazione non ne uscirò mai” andrebbe sostituita con una frase del tipo: “Non so come, ma ne uscirò“.
Oppure invece di dire: “Questa cosa mi ha colpito“ sarebbe più opportuno cambiarla con “Questa cosa mi ha parecchio interessato” ecc.
Alcune parole poi, per la loro carica simbolica che il subconscio capta e traduce in senso letterale, se reiterate nel tempo possono provocare malanni.
E’ il caso dell’elenco che segue, meravigliosamente redatto dalla psicoterapeuta Claudia Rainville nel libro “Metamedicina -Ogni sintomo è un messaggio” con tanto di suggerimenti su come contrastare l’effetto nocivo delle parole:
DA ANNULLARE
Non ho forza
SINTOMO
Debolezza
DA UTILIZZARE
Sono un pò più forte ogni giorno
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Non ho energia
SINTOMO
Stanchezza
DA UTILIZZARE
Sono ogni giorno più energico
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Devo sempre trattenermi
SINTOMO
Stitichezza
DA UTILIZZARE
Mi lascio sempre più libero di essere me stesso
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Mi sento soffocare
SINTOMO
Problemi respiratori
DA UTILIZZARE
Mi prendo il mio spazio sempre di più
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Non riesco a digerirlo
SINTOMO
Mal di stomaco
DA UTILIZZARE
Non mi è facile accettarlo
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Ce l’ho ancora nel gozzo
SINTOMO
Mal di gola
DA UTILIZZARE
Mi concedo del tempo per assimilarlo
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Questa faccenda mi brucia ancora
SINTOMO
Bruciore di stomaco
DA UTILIZZARE
Per me non è facile da accettare
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Mi prende alle viscere
SINTOMO
Mal di pancia dolorosi o emorragie
DA UTILIZZARE
Questa cosa mi tocca in profondità
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Ho il morale a terra
SINTOMO
Depressione
DA UTILIZZARE
Domani andrà meglio
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Mi prende alla gola
SINTOMO
Asma, probemi respiratori
DA UTILIZZARE
C’è sempre una soluzione
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Mi sembra di non andare avanti
SINTOMO
Male ai piedi
DA UTILIZZARE
Sto studiando quale è il passo migliore da fare
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Mi faccio un fegato grosso così
SINTOMO
Problemi al fegato
DA UTILIZZARE
Ho fiducia che le cose migliorino
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Ho sempre dovuto mandare tutto giù
SINTOMO
Cancro alla laringe
DA UTILIZZARE
Imparo ad esprimermi
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Mi faccio cattivo sangue
SINTOMO
Setticemia, Colesterolo
DA UTILIZZARE
Non sono del tutto tranquillo, ma sto imparando ad avere
fiducia
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Devo sempre combattere
SINTOMO
Malattie del sangue, leucemia
DA UTILIZZARE
Bisogna che cerchi delle soluzioni
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Non c’è mai nessuno che mi sostenga
SINTOMO
Disturbo all’arco dei piedi
DA UTILIZZARE
Ho imparato a contare su me stesso
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Ingrasso anche solo bevendo acqua
SINTOMO
Obesità
DA UTILIZZARE
L’acqua elimina i grassi superflui
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Mi fa cagare
SINTOMO
Diarrea
DA UTILIZZARE
Non mi piace
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Mi rode, mi logora
SINTOMO
Cancro, amputazione
DA UTILIZZARE
Non mi dà tutto ciò che vorrei
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Finanziariamente sono nella merda
SINTOMO
Problemi al colon
DA UTILIZZARE
Le cose si sistemeranno
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Questa non è vita
SINTOMO
Polmonite
DA UTILIZZARE
Bisogna che trovi delle soluzioni per facilitarmi la vita
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Mi spezza il cuore
SINTOMO
Problemi cardiaci
DA UTILIZZARE
Mi rattrista
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Mi hanno trascinato nel fango e coperto di merda
SINTOMO
Problemi al retto
DA UTILIZZARE
Questa storia mi ha toccato nella mia integrità
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Come vedi sono davvero numerose le espressioni di uso comune che contribuiscono a creare a nostra insaputa le condizioni per l’instaurarsi di una patologia.
Ogni linguaggio gergale o dialettale ha poi espressioni diverse che qui per ovvi motivi non potevano essere tutte contemplate.
Me ne sovviene una tipica delle mie parti che sta and indicare una condizione di sofferenza penosa: “gettare il sangue” espressione che allude metaforicamente ad un’emorragia e di conseguenza perdita di vita e di gioia.
L’elenco sarebbe lunghissimo, ma spero che questi esempi siano stati utili, così quando starai per pronunciare una parola -incantesimo ne sarai cosciente e ad avrai tutto il tempo per sostituirla con un’espressione più felice.
Buone chiacchiere consapevoli!
Simona
PS
Non è che alla sola pronuncia di una frase di questo tipo magicamente si manifesta il disturbo, ma la verbalizzazione ripetuta nel tempo predispone all’insorgenza di un malessere. Ovviamente gli esempi hanno un valore illustrativo e gli effetti non sono immediati, così come l’insorgenza delle malattie è solo potenziale.
Il potere della parola

Si parla tanto di Legge dell’attrazione e dell’importanza dei pensieri che creano la realtà.
Si consiglia in molti testi di scegliere accuratamente i pensieri e di essere consapevoli delle emozioni che da questi scaturiscono.
A ragione si dà importanza alla presa di coscienza di questi due importanti strumenti (pensieri ed emozioni) mediante i quali si costruisce il nostro quotidiano.
Ma se il pensiero è capace di costruire la realtà così come fa l’emozione ad esso associata, c’è un altro strumento altrettanto importante con cui consci o non, creiamo il nostro destino: la parola.
La parola è del resto pensiero fatto suono e la sua vibrazione è potente.
Tutta la nostra realtà del resto nasce da un suono, un suono primigenio, come sanno coloro che intonano l’AUM meditativo o chi conosce i sacri testi su cui è scritto:
“In Principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv, 1, 1-18).
Se le parola (sia scritta che parlata) ha una risonanza nel cosmo tanto forte, perchè allora non imparare a sceglierla con cura?.
Scrive Rinaldo Lampis in un testo che ho molto amato e dal titolo L’uso cosciente delle energie :
“La parola è un tipo di energia ancora più potente del pensiero, perchè è pensiero con in più l’energia del suono; è importante quindi prestare attenzione non solo ai pensieri che provengono dal nostro programma, dal nostro modo di pensare, ma anche al nostro modo di esprimerci (eliminando quelle parole e frasi fatte che usiamo automaticamente durante la giornata) fa sì che emaniamo un’energia debole, imprecisa o dannosa al nostro benessere mentale”.
In pratica come descriviamo a parole il Mondo così questo si presenta ai nostri occhi.
Se i pensieri sono la penna con cui scriviamo la nostra realtà intinta nell’inchiostro delle emozioni, la parola allora è il segno che poniamo sul foglio bianco della nostra esistenza.
Attenzione allora alle parole, attenzione a tutte. Non lasciare che escano dalla tua bocca senza che tu sia consapevole delle conseguenze che esse possono scatenare.
Anche le parole creano karma, lo creano eccome, nel bene e nel male.
Prendiamo l’esempio di una parolaccia, una parola di disprezzo verso qualcosa o qualcuno.
La diciamo. La buttiamo lì in un discorso, credendola innocua, magari di cattivo gusto per alcuni, ma pur sempre innocua. E invece la brutta parola comincia il suo viaggio, risuona nell’universo ed espande il suo messaggio nel cosmo.
Ritornerà a noi prima o poi, in una forma o nell’altra.
La parolaccia è come una carta buttata in terra. Non è la fine del Mondo, ma a te cittadino o passante tornerà una città sporca.
Con questo non voglio incitare ad un linguggio bigotto, ma ecologico, pulito, consapevole e dettato unicamente dall’amorevolezza.
Si legge in La luce sul sentiero, un trattato sul percorso interiore la cui origine si perde nella notte dei tempi (la sua forma originaria era quella di un manoscritto di foglie di palma su cui erano redatti i preziosi aforismi, ciascuno dei quali può essere considerato una perla di saggezza dal valore universale e immortale):
“Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, essa deve aver perduto il potere di ferire. Prima che l’anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono essere lavati nel sangue del cuore”.
Che le tue parole siano come la musica degli angeli.
Simona
PS
Nel prossimo post farò degli esempi concreti sui modi di dire più comuni e le frasi fatte che influenzano negativamente la nostra realtà.







