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Il senso di meritevolezza e la Legge di Attrazione

meritevolezza

Scrivo questo post per tutti coloro ai quali non sempre riesce di padroneggiare la nota Legge di Attrazione.

Un piccolo suggerimento per far lavorare la LOA (Law of Attraction in inglese) a proprio vantaggio  consiste nell’innalzare la soglia della meritevolezza ovvero sentirsi adeguati rispetto agli obiettivi sognati.

Il brano che segue è tratto dal mio ebook “Dipingi la tua vita con Legge

dell’ Attrazione” e tratta esplicitamente del concetto di Merito, una chiave formidabile che apre molte porte (se non lo si confonde con la presunzione).

Condizione essenziale per far lavorare la LOA a nostro favore è aumentare il senso di meritevolezza.

Sentirsi meritevoli di ottenere ciò che più desideriamo è un passo obbligato per raggiungere gli obiettivi preposti.

Non si spenderanno mai abbastanza parole sull’importanza del concetto di “merito” e di “adeguatezza”.

Sentiti all’altezza di perseguire i tuoi scopi.

Senti davvero che puoi ottenere tutta la felicità che desideri, perché la meriti.

Sei perfetto e amabile ed ogni tuo singolo capello è degno di essere amato.

Non c’è niente che non vada in te.

L’universo non attende altro momento che l’attimo in cui ti ricoprirà dei suoi doni.

L’universo ha un atteggiamento benevolo nei tuoi confronti e non vede l’ora di prodigarsi per regalarti il meglio.

Ogni cosa posta dinanzi a te è a tuo servizio.

La Natura collabora alla tua felicità.

Il cielo che ti copre la testa ed il profumo dei fiori sono stati posti lì per te.

Non c’è nessun motivo per cui tu non possa godere di ogni situazione, poiché anche la più apparentemente nefasta conserva il suo lato prezioso.

L’unica cosa che può complottare contro il tuo benessere risiede nel tuo percepirti inadeguato.

Ma in realtà non c’è alcun motivo per sentirsi immeritevole di un successo.

Ogni congettura contro il senso di meritevolezza, in realtà è stata costruita e come tale può essere rimossa.

(stralcio tratto daDipingi la tua vita con La Legge dell’ Attrazione“)

Ogni giorno imparo un pò di più come l’amore ed il rispetto per se stessi siano una medicina insostituibile per lenire tanti dolori e guarire dal senso di manchevolezza.

Con amore

Simona

:-)

<3 <3 <3

L’arte di far accadere le cose

leggero

Sai chi sei veramente?

Sei un Dio che ha dimenticato di esserlo. Sei pura divinità che cammina, ma che ha perduto il ricordo della sua essenza più profonda.

La storia su come abbiamo dimenticato della nostra regalità divina è descritta da Mike Dooley (uno dei tanti autori di “The Secret“) nell’introduzione del suo libro “L’arte di far accadere le cose” di cui riporto la genesi dell’umanità.

Non molto tempo fa, nelle distese sotto l’Infinito si formò un consiglio di impavidi esploratori - soldati di ventura molto simili a voi – che avevano preso a noia la perfezione, l’immensità e la beatitudine senza limiti.

Potevano possedere qualsiasi cosa volessere possedere. Potevano cambiare qualsiasi cosa volessero cambiare.  Potevano diventare qualasiasi cosa volessero essere.

La loro esistenza era diventata così insopportabilmente monotona che ormai facevano fatica a sentirsi i grandi Avventurieri che erano. Non erano abbastanza, convennero tutti: bisognava fare qualcosa. Quindi, essendo quelli che erano, decisero di inventare per la loro realtà una dimensione nuova“.

(…)

Così…”cominciarono ad esplorare le infinite possibilità che improvvisamente si aprivano davanti a loro” arricchendo il loro gioco di nuove sfide ed opportunità.

Inventarono ad esempio LO SPAZIO, giacchè prima erano in tutti i luoghi contemporanamente ed inventarono LA MATERIA.

Ogni pensiero e desiderio prendeva così una forma e la materia cominciò a riempire lo spazio fisico.

Per rendere ancora più stimolante l’esperienza allora gli Avventurieri si nascosero nella Materia e cominciarono a riferirsi a se stessi, da quel momento, come UMANI.

Questo portò alla necessità di ritrovarsi l’un l’altro nella materia esistente; fu così che finalmente si creò IL TEMPO.”

Gli Avventurieri trascorsero così tanto tempo a giocare ed esplorare le nuove possibilità della creazione che dimenticarono di essere essi stessi delle proprie creazioni e dimenticarono finanche di essere dappertutto, infiniti ed immortali.

“Man mano che il tempo passava, caddero in una trance sempre più profonda che cominciarono a sentirsi intrappolati nei loro corpi, privi di ogni potere all’interno delle loro creazioni.

Non si rendevano più nemmeno conto che erano loro stessi, con i loro pensieri a creare gli oggetti e gli eventi della loro vita e, sebbene rispetto a prima nulla fosse cambiato, iniziarono a considerare quegli oggetti ed eventi come qualcosa da combattere.”

Scaturirono così una molteplicità di emozioni, alcune piacevoli ed entusiasmanti, altre angoscianti e destabilizzanti come LA PAURA.

Dopo un pò scoprirono poi che queste emozioni erano tutte utili per la propria evoluzione e per sperimentare nuove forme di sentire.

Alcuni di essi si risvegliarono dal torpore e continuarono a partecipare al gioco cosmico dell’esistenza con un grado di consapevolezza maggiore ed un maggiore divertimento.

Altri cominciarono a ricordare che “solo smarrendo se stessi e diventando schiavi delle loro illusioni quegli Avventurieri hanno potuto essere condotti emotivamente – grazie ai loro ardenti desideri – a riconoscere e rivendicare la loro profonda divinità.”

Questa storia, narrata da Mike Dooley e da me elaborata e riassunta qui, non è solo una favola, ma ha più analogie con il vero di quanto si possa immaginare.

L’origine del motto, ormai noto in ambito di legge di attrazione secondo cui “I pensieri diventano cose” è da ricercarsi nella nostra genealogia divina e nelle nostre dormienti facoltà di operare sulla realtà.

Qualunque cosa tu stia facendo non dimenticare la parte divina che in te dimora, benedicila e rispettala così come faresti con la divinità che alberga negli altri individui.

Che le tue presenti e future creazioni siano consapevoli ed animate da uno spirito gioioso e gaio.

Che i tuoi pensieri più raggianti possano allinearsi con ciò che il tuo cuore desidera.

<3 <3 <3

Namastè

Simona


Protetti e felici

Ti senti protetto? Al sicuro? Hai fiducia negli altri?

Se hai risposto no alle tre domande di cui sopra, allora questo articolo fa per te.

Viceversa se senti che non c’è nulla da cui tu debba difenderti, allora puoi anche non leggere ulteriormente e goderti la vita che già sai apprezzare.

:-)

Una frase – tormentone che si ascolta molto spesso  in giro (sopratutto in relazione a temi di natura amorosa) è la seguente: “Io devo difendermi. Perchè poi..cioè..mica posso apririrmi..è un meccanismo di autoprotezione…Io devo proteggermi“.

E così sono tutti lì a proteggersi dagli altri e non si sa il perchè. Chi erige palizzate, chi si nasconde dietro cortili recintati, chi indossa armature, chi si addestra per la lotta, chi costruisce elmetti e scudi di diffidenza.

Siamo un esercito pronto all’attacco, l’un contro l’altro armato.

Siamo pronti per la guerra, ma la guerra non c’è.

A me fa un pò ridere l’immagine di tutti questi uomini e queste donne post-moderni che, prima di uscire di casa, indossano le loro metaforiche tute mimetiche fatte di sfiducia e di aggressività pronta ad emergere.

A parte l’aspetto comico, la mancanza di fede nella bontà altrui è controproducente.

Ma lo è sempre? Anche quando le persone sono “cattive” e ci hanno fatto del male in passato? – qualcuno potrebbe domandare.

Si, è sempre controproducente pensar male della gente ed essere diffidenti. E poi, le persone per così dire “cattive”, in senso assoluto, non esistono.

Ma allora dovremmo essere degli sciocchi, dei creduloni, degli ingenui che si fidano degli altri? – qualcun altro potrebbe chiedere.

Aver paura degli altri e di ciò che potrebbero farci, temere il loro giudizio, credere che gli altri ci faranno soffrire, rischia di attrarre (per la pluricitata legge dell’attrazione) proprio quelle situazioni di disagio interpersonale che tanto temiamo. E questo sì che è sciocco.

Facciamo un esempio.

IL PARADOSSO DELLA DETERRENZA BELLICA

Mi hanno raccontato che il Mondo è un posto pericoloso, abitato da gente che vuol fregarti e farti del male e che per vivere su questo pianeta bisogna armarsi e sparare prima che lo facciano gli altri.

Con queste lezioni circa il mondo e con tale indottrinamento su come comportarsi, decido di uscire di casa armato di una pistola.

Non ho motivo di sparare, nessuno mi ha provocato, non c’è ragione di ferire alcuno, ma mi aspetto che altri lo facciano, così sono munito di un’arma che, all’occorrenza, mi difenderà e mi preserverà dal soccombere.

Anche tutti gli altri sono stati formati con le medesime raccomandazioni e le stesse esortazioni su come difendersi ed essere pronti all’attacco, ergo, anche loro escono di casa muniti di pistola.

Cosa accade allora? Scorgi un passante armato, per difenderti metti mano alla fondina e il passante, credendo in un tuo attacco, spara un colpo.

e..BANG E SEI MORTO…

Sembra una storiella surreale, ma è precisamente ciò che capita alle persone diffidenti. Sostituisci l’arma da fuoco con parole pungenti, attacchi verbali, critiche, silenzi prolungati e avrai provocato un ferito a morte seppur metaforicamente.

E’ ciò che accade alle persone che temono costantemente di essere feriti dagli altri, i quali richiamano o fraintendono parole, comportamenti e situazioni che poi finiscono per ferirli davvero.

Disarmiamoci allora dalla paura degli altri che innesca solo equivoci e disagi immotivati.

Usciamo senza scudi e senza elmetti perchè forse il braccio proteso verso di noi vuole cingere semplicemente i nostri fianchi in un abbraccio e non in un colpo mortale.

Scrive Roberto Re in “Smettila di incasinarti” a proposito delle protezioni di cui ci copriamo:

Per ironia della sorte questo meccanismo di difesa, invece che proteggerci, alla lunga ci impedisce di crescere e quindi, in ultima analisi, ci mantiene deboli e in balia delle circostanze, poichè l’unica protezione nella vita è la nostra crescita personale.

Infatti, è solo crescendo e sviluppando la nostra autostima che possiamo gestire meglio le nostre emozioni, vivere positivamente la critica altrui, affrontare serenamente le difficoltà, sentirci OK anche quando sbagliamo, rapportarci positivamente con il mondo esterno o assumerci con entusiasmo le responsabilità.

Ma per crescere dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort, affrontare ciò che ci crea disagio ed essere in grado di convivere con l’insicurezza che naturalmente proviamo quando affrontiamo una situazione nuova o difficile.

Non c’è nessun lì fuori che vuole farti del male, nessuno ha il potere di farlo, solo tu puoi permetterglielo, associando al suo comportamento un valore negativo.

Solo chi si protegge da qualcosa avrà infatti qualcosa da cui proteggersi: un nemico immaginario, un gesto, una frase letti come un affronto.

Lì fuori non ci sono nè nemici, nè cattivi, ma solo altri esseri umani a volte impauriti, altre volte desiderosi di condividere con te un tratto di vita in comune.

Con affetto da Simona non schermata.

:-)

Segui la corrente…

corrente

Recentemente ho comprato e letto uno degli ultimi volumi pubblicati dai coniugi Hicks: “La legge dell’attrazione e l’incredibile potere delle emozioni“.

Esther  e Jerry Hicks da anni pubblicano testi scaturiti dalle canalizzazioni di Abraham una serie di entità amorevoli che istruiscono il mondo su come padroneggiare efficacemente la legge dell’attrazione e vivere felicemente.

Amo molto Abraham e quando leggo le sue parole immediatamente mi allineo alla sua potente vibrazione.

Abraham parla attraverso la voce Esther. I suoi insegnamenti sono semplici e alla portata di tutti.

Abraham ci ricorda che siamo destinati ad una’esistenza gioiosa e che meritiamo tutti di realizzare i nostri sogni.

Nell’ultimo libro espone un concetto che ho fatto mio perchè lo condivido in pieno e che aiuta a vivere immersi nella serenità.

Il concetto si potrebbe riassumere nella frase: “segui la corrente e non opporti ad essa. Tira i remi in barca e sii fiducioso che tutto ciò che cerchi non è controcorrente”.

Ogni sforzo, ogni dolore, ogni frustazione infatti nasce dal nuotare (o remare se utilizziamo la metafora della barca) controcorrente ovvero all’opporsi alla realtà, alle situazioni esistenti, ignari che ciò che viviamo è il meglio che ci possa accadere e che ogni cosa è posta lì per la nostra evoluzione.

Questo concetto potrebbe essere visto come l’ennesima variazione sul tema dell’apprezzare il qui ed ora e costituisce un valido insegnamento per ogni aspetto dell’esistenza: lavoro, famiglia, figli, amore, soldi..etc.

Più remiamo controcorrente (ovvero non accettiamo la situazione che stiamo vivendo e cerchiamo di cambiarla con tutti gli sforzi possibili) più la forza che si oppone ai nostri tentativi è dirompente e procura stanchezza.

Dice Abraham:

Quando permettete a voi stessi di lasciarvi trasportare dalla Corrente, senza opporre resistenza, colmando così il divario tra il punto in cui vi trovate in questo momento e ciò che la parte più vasta di voi è diventata, avvertite l’allineamento sotto forma di emozione positiva. Ma se continuate a remare controcorrente, opponendovi alla Corrente naturale della vostra evoluzione, la resistenza al Flusso e a ciò che la parte più vasta di voi è diventata, si manifesta sotto forma di emozione negativa”.

La chiave per la felicità è accettare semplicemente il mondo (le persone che lo abitano e gli eventi che lo animano) così come è, osservarlo e amarlo nel suo meraviglioso e variegato dispiegarsi di forme, colori e situazioni sempre diverse.

Dice ancora Abraham:

“Quando smettete di remare controcorrente – quando lasciate andare i remi e vi rilassate nello stato di Benessere che vi è naturale  – la Corrente, che scorre sempre nella direzione di ciò che siete diventati e di tutto ciò che desiderate, vi porterà verso i vostri desideri”.

Lasciar andare, far fluire, accettare, contemplare, non controllare, non voler cambiare provoca uno stato di sollievo dalla tensione verso ciò per cui si lotta e ci si affanna e ci conduce dritti dritti verso la realizzazione dei nostri obiettivi.

Che tu possa goderti il paesaggio mentra la tua barca costeggia rive verdeggianti, che tu possa essere fiducioso che il viaggio ti sta portando esattamente dove vuoi essere perchè già ci sei.

Un augurio di felice Pasqua e di soprese di amore e ricchezza.

Simona

La Legge dell’Attrazione e le scienze sociali

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E’ indubbio che stia avanzando un nuovo paradigma, una nuova forma- pensiero, profetizzata (e forse anche per questo realizzata) da molti vaticinii (si veda a tal proposito il post dedicato a Gioacchino da Fiore e le tre Ere).

Questa nuova forma -pensiero è rivoluzionaria al pari della scossa tellurica portata dalla scienza di Newton, poi dal relativismo di Einstein, poi nei giorni nostri da Noam Chomsky, teorico della comunicazione e della politica, finissimo analista della globalizzazione.

Il nuovo pensiero che avanza ha i seguenti caratteri:  è olistico, transdisciplinare, sacro, ma non legato ad istituzioni religiose, è magico nonchè fondato sul concetto (molto ben espresso dalla rete) della condivisione (la logica della proprietà è stravolta a favore di un bene collettivo non sorretto da ideologie comuniste bensì da un comunitarismo apolitico).

Il nuovo pensiero che avanza è morbido, abbraccia filosofie e culture diverse, rimescola in un calderone neopaganesimo, salutismo e spirito ecologista.

Appena vent’anni fa, essere ecologista oppure no, pareva una scelta da fricchettoni, ora pare essere l’unica strada percorribile.

Nel nuovo scenario globale dove si incontra il villaggio allargato di Mcluhniana memoria, i movimenti per la pace, i life coach (sacerdoti della nuova era) i siti di controinformazione, è esplosa da alcuni anni a questa parte una vera e propria mania letteraria: è il caso della letteratura sulla legge dell’attrazione.

La letteratura sull’argomento è divenuta in brevissimo tempo così vasta, da far sì che la catena di negozi Feltrinelli dedicasse uno scaffale a parte per questo argomento, chiamato per l’appunto LEGGE DELL’ATTRAZIONE dove trovare testi ispirati al caso letterario del decennio:

THE SECRET  di Rhonda Byrne.

Chi conosce la legge dell’attrazione, sa che questo principio non è un’invenzione New Age, e la sua conoscenza è stata divulgata mediante testi antecedenti a quello della Byrne (ma meno sorretti da una macchina di marketing così efficiente), come il superbo testo di Charles Haanel, La chiave suprema (datato 1909).

La legge dell’attrazione prima ancora che fosse conosciuta con questo nome, era un concetto grezzo usato inconsapevolemente nel sentire comune e nei detti popolari.

Si pensi solo alle frasi…”piove sempre sul bagnato“… “i soldi vanno dove ci sono altri soldi” ….”non c’è due senza tre“… etc…

Tutti modi di dire popolari che esprimono il medesimo concetto: energia attira energia simile.

Anche nelle scienze sociali (all’interno delle quali guai a parlare di legge dell’attrazione o si rischia di essere tacciati quali studiosi privi di un metodo scientifico) alcuni concetti che spiegano il corollario della legge dell’attrazione, sono accettati e condivisi, anche se non vengono mai associati alla legge.

E’ il caso della teoria del vetro rotto, del potere dell’autosuggestione in psicologia, della profezia che si autoavvera, del Teorema di Thomas e di molte altre impalcature teoriche che spiegano come, a livello sia individuale che collettivo si innescano processi mediante cui la forza del pensiero, associata all’emozione, produce risultati incredibili, forse anche più incredibili dell’azione stessa.

Ciò che ho tentatato di fare in “La legge dell’attrazione e le scienze sociali” è di prendere in rassegna i principali concetti che afferiscono a questo principio universale, menzionati con altri nomi nelle scienze sociali.

Ho cercato di far fare la pace tra la scienza ufficiale e la scienza del quotidiano, tra le leggi scritte dagli uomini e quelle scritte in Cielo.

Simona

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