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La vera storia della Befana

befana

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Ciao,

mentri intingi le mani nei dolciumi della calzetta che ti ha portato la Befana, ti racconto la sua storia.

Mentre la leggi puoi anche continuare ad immergerti in piaceri zuccherosi e cioccolatosi,  sarò contenta di essere in compagnia di un uditore dal palato dolce!

:-)

La Befana ha origini antiche e parentele assai strette con il mito della strega. Con questa condivide un aspetto ossuto e vecchio, la capacità di volare a cavallo di una scopa, doti magiche e la sua indole ambigua: buona/cattiva, ma sempre giusta ed equa.

Ne “La strega e il crocifissoPaolo Portone, fine conoscitore degli aspetti antropologici, storici ed etnografici della strega, ha suggerito un’analogia tra la Befana ed una figura mitica del folklore mitteleuropeo chiamata Perchta nella Germania meridionale ed Holda nella Germania del Nord.

Con questi due nomi – riporta Portone -

Era conosciuta prima dell’avvento del cristianesimo una divinità femminile della vita e insieme della morte, associata alla latina Diana/Ecate dea della vegetazione, e quindi della fertilità, guida dell’esercito furioso o caccia selvaggia, cioè della schiera dei morti anzitempo, che percorre di notte implacabile e terribile, le vie dei villaggi, mentre gli abitanti sbarrano le porte in cerca di protezione“.

La strega non è nient’altro che una variazione sul tema della Dea primigenia, creatrice del Tutto, il cui culto fu smembrato con l’avvento della società patriarcale che diede vita ad una galleria di dee (si veda il pantheon egizio, quello ellenico o anche quello celtico) e poi ancora diluito nella venerazione delle sante e della Vergine Maria con la diffusione del Cristianesimo.

La Dea celebrata dal periodo del Paleolitico fino all’Età del Bronzo conserva caratteri sia maschili che femminili, sia positivi che negativi, è sia creatrice che distruttrice giacchè ella è Utero e Tomba del Tutto che qui genera e qui decompone, in un alternarsi ciclico ed eterno.

Ella è accogliente e divoratrice, non conosce il concetto di dualità, nè di categorie dicotomiche (si/no, bianco/nero, buono/cattivo, bello/brutto, giovane/vecchio e così via).

La dualità non era conosciuta ai tempi in cui si celebrava il culto della Grande Dea Madre, l’approccio alla realtà era olistico e si faceva fatica a prendere familiarità con il concetto di Separazione giacchè, in quel tipo di pensiero (erroneamente definito primitivo) Tutto era connesso al Tutto.

Questo tipo di deità al femminile era inevitabilmente connesso tanto al principio di vita quanto a quello di morte (che allora non era vissuto come un tabù, ma come un elemento inestricabile dell’esistenza, la quale fluisce sanamente laddove c’è morte e rigenerazione continua).

Il Cristianesimo, che è tuttora permeato da elementi pagani e dell’antiqua religio, ha epurato dalla numinosità al femminile l’aspetto distruttivo e legato alla morte.

Secondo Portone:

Sembrerebbe che la sopravvivenza della divinità pagana nella società cristianizzata sia stata possibile solo a condizione di una sua inversione simbolica e di una sua metamorfosi in grottesco spauracchio.

Parafrasando Propp, gli spiriti femminili, archetipi delle divinità della fertilità politeiste, subirono, nel passaggio dal politeismo al monoteismo, una radicale trasformazione di significato che li tramutò in autentica diavoleria, non diversamente da quanto era accaduto, nella transizione del Paleolitico al Neolitico, quando: la madre e signora degli animali diventa una strega che s’impadronisce dei bambini per divorarli non simbolicamente“.

Ecco perchè nell’immaginario cristiano la divinità al femminile ha soltanto i caratteri positivi legati alla creazione, ma non alla distruzione. Questi ultimi sono stati demonizzati e relegati in figure malvagie come quelle delle strega.

La strega come la befana ha in serbo ancora la duplicità che contraddistingue la Grande Dea Madre.

Come ricorda ancora Portone:

La protagonista della notte dell’Epifania manteneva una duplice personalità: di dispensatrice premurosa di doni ai bambini buoni ma anche di severa castigatrce dei monelli, sebbene le sue punizioni si limitassero al carbone, quello vero“.

In questo contesto mi piace riabilitare la figura delle streghe che:

dopo la grande censura dell’immaginario operata da cattolici e protestanti, continuano, sebbene in grotteschi simulacri a rivivere nella familiare figura della nonnina dispensatrice di doni“.

;-)

Con una strizzata d’occhio alla nostra storia più antica della quale amo riappropriarmi sempre, ti abbraccio e ti auguro una felice notte della befana!

Simona

PS

Se non l’hai ancora fatto e ti interessa approfondire la storia del Culto della Grande Dea Madre iscriviti alla mia pagina:

http://www.simonavitale.com/

PS2

Grazie a Paolo Portone per il suo libro “La strega e il crocifisso. Radici Cristiane o Cristianizzate?”  e per averci raccontato una storia in parte perduta, in parte volutamente omessa.

La Strega e il Crocifisso

Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina

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Ciao,

sono stra-felice di presentare il mio e-book (MacroEdizioni) dal titolo “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina“.

L’e-book è parte del progetto “Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” di cui ho già ampiamente parlato nei post precedenti e costituisce un progetto di recupero delle specificità di genere al fine di diffondere una forma pensiero egualitaria e di pace tra i sessi.
Nel libro si parla della storia del culto della dea dal Neolitico all’età del bronzo. Ci si occupa inoltre del pensare/sentire al femminile. Della questione del ciclo mestruale e dei suoi tabù. Si parla inoltre della storia omessa delle donne, quella che i libri di storia ufficiale hanno censurato.

Il libro, come vedrai, è una sorta di percorso iniziatico che va dal recupero di una storia sepolta (e qui dissotterrata) alla riscoperta delle tre chiavi per far pace con il femmineo:

1) Consapevolezza (in termini di centratura, equilibrio tra le parti del sè, coscienza del proprio essere, lucidità, concentrazione, armonia, presenza nel qui ed ora)

2) Creatività (in termini di riversamento dei proprio talenti all’esterno, sviluppo di curiosità, propensione per il fare e l’agire, dinamismo e tutto ciò che comporta movimento ed esteriorizzazione dei propri sogni)

3) Autorità interiore (in termini di contegno, recupero della dignità, sviluppo del senso della meritevolezza, fiducia nelle proprie scelte, decisione e fermezza d’animo)

Ecco l’indice del testo:

- Chi è la Dea

- Un po’ di storia

- Pensare Ginoide

- Flussi Magici

- L’altra faccia della Dea

- Come diventare una Dea

- Fare pace

- La consapevolezza

- La creatività

- L’autorità interiore

- Conclusioni

- Bibliografia

Quello che segue è un estratto del testo:

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Un po’ di storia

Quasi tutte le culture antiche adoravano la Dea in una forma oppure in un’altra. Durante l’era paleolitica, dal 50.000 all’8.000 le persone adoravano la Dea come la madre di tutte le cose esistenti. Questi popoli, più di 35.000 anni fa, dipingevano immagini della Dea nelle caverne dove vivevano e costruivano delle statue per renderle omaggio[1]”.

Prima dell’insediamento del pensiero patriarcale si riteneva che la Dea si fosse auto-creata (fenomeno che va sotto il nome di partenogenesi) e che da essa poi sarebbe scaturito il Tutto.

“In parecchi libri di storici della religione, mitologi e psicologi la Dea è stata descritta come la Grande Madre che dal proprio ventre dà vita a tutte le cose. Generalmente è raffigurata come le ben note Veneri paleolitiche e come le statuette dell’Europa neolitica e dell’Anatolia o dell’Età del Bronzo cretese[2]”.

Naturalmente il termine “Veneri” per definire queste statuette è improprio poiché il mito di Venere verrà molto tempo dopo con la cultura greca.

Ritrovamenti di statue della Dea sono stati effettuati in tutta Europa, “dalle montagne dei Pirenei, in Francia, sino alle pianure della Siberia. La maggior parte di esse sono di piccola dimensione, raffiguranti donne nude e incinte, immagini della Dea nel suo aspetto di donatrice di vita[3]” (si veda la Dea di Willendorf, rivenuta in Austria nel 1908 e risalente ad oltre 30.000 anni fa).

Molte di esse sono rappresentate senza volto a riprova del fatto che la Dea è l’incarnazione del sacro femmineo, ovvero di tutte le donne.

La Dea concepisce se stessa come connessa al Tutto ed è per questo che vive armoniosamente.

Molti sono i nomi della dea, molte sono le caratteristiche che le sono state attribuite, molti sono gli animali che ad essa si associano: il serpente, la civetta, il gatto (associato alla dea egizia Bastet), il cavallo (associato ad Epona), la scrofa (associata a Demetra), l’orso (associato ad Artemide), la farfalla, il pesce, il toro (quest’ultimo per via del fatto che il suo cranio e le corna ricordano la forma dell’utero).

L’utero in tempi antichi è stato associato al bucranio (cranio e corna del toro)

Molte sono le storie in cui la Dea è rappresentata da o con un suo animale, simbolo di abbondanza, rigenerazione, morte e vita.

Secondo Propp: “Nelle storie mitiche la donna-dea “conserva il potere sugli animali e dal momento che l’intera vita del cacciatore dipende dall’animale, ella conserva il potere sulla vita e sulla morte dell’uomo[4]”.


[1] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.

[2] Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, Venexia Copyright, Roma, 2008, pag.XVI

[3] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.

[4] Vladimir J, Propp, Morfologia della fiaba. Le radici storiche dei racconti di magia, Ed. Grandi Tascabili Economici Newton, 2006, pag. 197.

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Tratto da “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina

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E’ stato scritto con amore e gratitudine per tutte le donne che ho conosciuto senza le cui storie (come ricordo nelle prime pagine del testo) non avrei potuto scrivere la mia!

:-)

Alla tua felicità!

Simona

Meditazione sulla Dea

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Quella che segue è una meditazione sulla Dea tratta dal libro di Catherine WishartGiovani Dee“, un libro eccezionale per ritrovare la divinità dell’energia femminile.

In questi tempi, la Terra sta rilasciando un enorme potenziale rivestito anche, e sopratutto, dall’energia femminile.

Familiarizzare con questa energia è un percorso auspicabile sia per gli uomini che per le donne che vogliono integrare nel proprio sè la parte del femmineo più vicina al divino.

Ogni donna è un’incarnazione della Dea Madre, raffigurata di volta in volta nei secoli e dalle culture, da Iside, Afrodite, Maria la Madre di Gesù etc. etc.

Recuperare il divino femmineo o semplicemente affidarsi ad esso per ascoltare la voce della Dea, è una pratica che infonde autostima, senso di protezione e completezza.

Riscrivo i passi di questa meditazione guidata così come riportata nel volume, sperando che la Dea possa condurvi su sentieri luminosi e lieti.

:-)

Leggete una volta questa meditazione o registratela prima di iniziare. Create uno spazio sacro, se volete. Accendete una candela, mettete della musica rilassante e accendete dell’incenso.

Dite una preghiera: “Dea, guidami mentre faccio questo viaggio per incontrare la mia Dea interiore”.

Adesso immaginate di essere nel luogo della natura che preferite. Può essere un posto reale dove siete già state, uno che avete visto alla televisione, in un giornale di viaggi, oppure che esiste solo nella vostra immaginazione.

Usate tutti i vostri sensi per percepire questo luogo. Guardatevi attorno: cosa vedete? Ascoltate: cosa sentite? Osservate come percepite il luogo e gli odori.

Passate un minuto semplicemente godendovi la pace e la solitudine. Lasciate che il vostro corpo si rilassi completamente, con l’aiuto della bellezza del luogo.

Adesso cominciate a camminare nella vostra immaginazione. Continuate a camminare finchè arriverete a un albero molto grande.  Come vi avvicinate, notate che vi è una porta in esso, con dei simboli magici sopra. La aprite, è abbastanza pesante, ma riuscite a ogni modo a entrare senza tanti sforzi.

Dentro l’albero è molto buio. C’è un raggio di luce che proviene da una fenditura sulla cima dell’albero. I vostri occhi a poco a poco si abituano all’oscurità, e notate che davanti a voi c’è un grande specchio. Vi sentite attratte verso di esso. Avanzate lentamente, fin quasi a toccarlo. A questo punto una forza indescrivibile vi attira ancora più vicine.

Sentite il vostro corpo che viene portato su, sempre più in alto, da un vortice roteante e turbinante di energia. Quest’energia è al tempo stesso gentile e forte. Vi sentite calme e speranzose. Vi muovete sempre più in alto, su, oltre l’albero, attraverso il cielo e le stelle… finchè vi starete muovendo così velocemente che la vostra visione diventerà confusa.

Alla fine atterrate con un tonfo sul terreno. Sapete che siete senza ombra di dubbio nel regno incantato della Dea. Vi guardate attorno: qui tutto è bellissimo. Prendetevi un attimo per assorbire la bellezza di ciò che vi circonda. Qui vi sentite perfettamente a casa, tranquille e al sicuro. Sentite la leggerezza dell’essere presente in questo luogo, percepite la saggezza e l’amore perfetto del luogo che emana tutt’intorno a voi e attraverso di voi.

Dopo un pò notate una donna seduta in terra davanti a voi. E’ la donna più bella che abbiate mai visto. Ha gli occhi più dolci del mondo e vi è una sorta di luminosità che la circonda. Siete certamente alla presenza della Dea.

:-)

Colei che ha creato l’abbondanza e la bellezza dell’universo. Vi sorride e vi porge la mano. Voi gliela stringete. “Figlia mia” – vi dice – “Raccontami cosa c’è nel tuo cuore“. Iniziate a parlare con lei. Ditele quello che volete.

La Dea vi accarezza i capelli, le spalle, e poi mette le sue mani sopra il vostro cuore. “Figlia mia” – vi dice – “Il mio amore, la mia bellezza, la mia saggezza scorrono attraverso di te, poichè siamo fatte della stessa materia. Tu provieni da me. Sei la mia amata figlia e sei preziosissima.. L’amore divino ti riempie, la saggezza divina ti guida e la bellezza divina ti circonda. Adesso senti dentro di te il potere del tuo sè di Dea“.

La Dea tiene la mano su di voi per diversi minuti e vi sentite caricate del suo potere. Dopodichè vi consegna uno specchio. “Guarda figlia mia, questo è il tuo sè di Dea, questo è il tuo sè spirituale. Hai il potere di creare qualunque cosa desideri per la tua vita. La mia divinità scorre attraverso di te. Sono sempre con te. Non c’è un momento della tua vita nel quale io non ci sia, che tu te ne accorga o no. Sono sempre con te e per mezzo di me tutte le cose sono possibili. Fidati di me figlia mia. Dai a me le tue preoccupazioni, perchè io possa tirarti su di morale, dammi i tuoi sogni perchè io possa renderti capace di realizzarli, rendi la tua visione chiara, perchè tu possa vederti come sei realmente puro spirito, la manifestazione della Dea“.

Con una mano tiene lo specchio di fronte a voi, mentre l’altra la tiene fermamente sulla vostra schiena. “Tu sei la Dea” vi istruisce, “non lo scordare mai“.

Mentre fissate lo specchio vedete chiaramente il vostro sè di Dea, l’immagine diventa sempre più limpida finchè non riuscite a vedere senza dubbi il vostro sè spirituale, il vostro sè di Dea. Questo è il sè che volete mostrare di più nel mondo.

Trascorrete qualche minuto connettendovi con la vostra Dea interiore. Fatele delle domande, potete anche farne alcune alla Dea che sta seduta accanto a voi.

Qundo avrete detto tutto ciò che avete bisogno di dire, guardate negli occhi il vostro sè di Dea e chiedetele che cosa avete bisogno di fare in questo momento per portarla più alla luce nel vostro sè di tutti i giorni.

Quando vi avrà risposto, ringraziatela.

Adesso è il momento di andare via, ma non vi sentite tristi perchè sapete che la Dea è con voi in ogni momento e vi potete mettere in contatto con lei ogni qualvolta lo desideriate.

Vi preparate ad intraprendere il viaggio per tornare nel mondo fisico.

Iniziate lentamente a ritornare nella vostra stanza, nel momento presente, nel luogo dove siete. Diventate consapevoli di dove siete con il corpo, muovete lentamente le gambe, le braccia e la testa. Aprite lentamente gli occhi e riportate la vostra coscienza nella vostra stanza…

La meditazione è terminata.

Spero sia stata gradita.

:-)

Auguri Dee!!

Un abbraccio luminoso.

Simona

PS

Felicia di www.felicementericca.com ci ha fatto un regalo bellissimo.

:-)

Ha inciso questa meditazione ed ha creato un prodotto audio a dir poco favoloso.

E’ scaricabile gratuitamente a questo link:

http://www.4shared.com/file/246023447/88fdb7a3/DEA.html

Grazie Dea Felicia!

<3





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