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Il 2012 e l’Età dell’Intuizione

terzoocchio

Ma che diamine sta succedendo?” – Sento sempre più spesso ripetermi in giro.

Precarizzazione nei rapporti sociali, relazioni sentimentali che procedono a singhiozzo, intermittenza lavorativa, surplus informativo, instabilità umorale, crollo dei vecchi paradigmi, certezze che si sgretolano da ogni dove, caos sociale, economico e politico.

Tutto ciò che prima sembrava certo, stabile e duraturo sembra ora cedere il passo ad una liquidità dell’esistenza. Ciò che ieri era valido sembra non esserlo più oggi e nessuno sa se lo sarà anche domani.

Le informazioni da recepire, elaborare ed apprendere sono sempre troppe ed il tempo per aggiornarsi sul veloce mutare dei tempi appare insufficiente.

Se senti che nella tua vita stai assistendo ad uno crollo delle certezze allora ti dò il mio Benvenuto nell’Età dell’Intuizione.

:-)

Ciò a cui stiamo partecipando, secondo Penney Peirce è il passaggio dall’Era dell’Informazione (nella quale si accumulano dati ed esperienze di vita) all‘Età dell’Intuizione nella quale, dopo aver attraversato questa fase transitoria di apparente caos, potremo accrescere le nostre facoltà intuitive e attingere energia dalle nostre riserve naturali di illuminazione.

L’Età dell’Intuizione si sta affacciando ora e quando il processo d cambiamento sarà del tutto concluso, ci sentiremo completamente connessi agli altri e al campo unificato della realtà. Questo farà sì che potremo percepire la realtà non più come caotica e frenetica ma, ricca di senso e profondamente piena.

Quando l’Età dell’Intuizione sarà pienamente reale per tutti potremmo allora dire:  “prima tutto mi accadeva. Ora sono io che accado a me stesso“.

Questo passaggio (dall’Era dell’Informazione all’Età dell’Intuizione) è spiegato brillantemente  da Penney Peirce nel suo libro: Frequency. Il potere delle vibrazioni personali.

Devo confessarti che tra tutto ciò che ho letto sinora a proposito del 2012 e del cambiamento di coscienza, questo è indubbiamente il libro che pù mi è piaciuto, con cui rientro in perfetta risonanza e che mi convince fino in fondo.

Il libro della Peirce è davvero straordinario perchè aiuta ad allinearci con le vibrazioni del pianeta che stanno mutando e non è azzardato dire che è uno di quei testi che ti cambia la vita.

Quando leggi Frequency sperimenti immediatamente un innalzamento della tua frequenza vibratoria perchè entri in relazione con l’alta vibrazione del testo e subito ti sintonizzi ad essa.

L’autrice spiega che anche se questi tempi appaiono caotici, in realtà celano delle grandi opportunità di cambiamento positivo per tutti.

Cito le sue parole in proposito:

Avete senza dubbio notato che viviamo tempo caotici, ma straordinariamente potenti. Come animali irrequieti che preavvertono un terremoto in arrivo, anche voi potreste sentire il fremito di un grande cambiamento.

E’ difficile non accorgersi che oggi tutto è labile come acqua che bolle. Il lato positivo è che la volatilità ci sta riscuotendo e spingendo a sperimentare noi stessi in un modo totalmente nuovo, non tanto come corpi fisici solidi separati da uno spazio vuoto quanto come esseri energeticamente vibrazionali che vivono in interdipendenza con altri esseri vibrazionali in un mondo vibrazionale”.

Come vivere allora in armonia con le nuove energie del processo evolutivo che ci porterà da un identità fondata sulla paura ad una basata sull’amore e l’interrelazione?

Penney Peirce individua diversi esercizi da fare per insegnarci ad adattarci al nuovo scenario vibrazionale, naturalmente non posso elencarli tutti, e mi limiterò a riportare le sue considerazioni più interessanti.

1) Per prima cosa suggerisce di sentirci pienamente degni di amore, amati e amorevoli, ciò aiuterebbe a dissolvere le ultime barriere che ci impodiscono di risvegliarci del tutto al nostro vero Se’ e alla percezione dilatata

2) In secondo luogo consiglia di familiarizzare con l’ascolto della nostra anima ed ascoltare l’intuito personale che è un richiamo  contenente messaggi universali (a differenza del perdere energia e tempo nel chieder a destra e manca opinioni sul da farsi)

3) Sentirsi in pace con il tutto, maturando la consapevolezza che si è parte del tutto

4) Sviluppare un atteggiamento neutrale e abbandonare l’idea che si è vittime perseguitate dalle ingiustizie

5) Riconoscere nell’altro il proprio Se’

6) Essere nel presente

7) Incrementare la compassione, l’empatia e la piena fiducia ovvero esperire un sentimento di comunanza

8 ) Scegliere ciò che ci sta scegliendo ovvero dire sì alla vita, consci che ciò che si sta per ricevere è esattamente quello di cui abbiamo bisogno

9) Non pensare a se stessi o agli altri in modi che riducono la nostra magnificenza o il nostro potenziale

10) Scegliere una vita semplice

Naturalmente l’autrice non fa un decalogo, ti ho sintetizzato i punti che ritengo più utili nel libro ed ho stilato questo prontuario per l’innalzamento delle vibrazioni.

Ti saluto con affetto

La Luce che in me conosce e ama la Luce che è in te“.

A presto.

Simona

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femminile

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Ciaoooooooooo,

come stai?

Io molto bene. Proprio ieri si è tenuta la conferenza online gratuta “Donne e 2012. Il risveglio del potere femminile

(http://www.poterefemminile.com/teleconferenze/teleconferenza_donne2012a.html) mentre il weekend scorso ho registrato un audioform sull’insicurezza al femminile per conto de “La compagnia de Talenti” che sarà a breve online.

Come sai, anche dal vivo, mi occupo di consapevolezza femminile, attraverso seminari e corsi che tengo in giro per l’Italia (il prossimo autunno terrò un incontro anche in Inghilterra), questo perchè il tema dei diritti delle donne mi sta a cuore da sempre.

:-)

Lo sa bene chi è iscritto alla ma pagina web www.simonavitale.com e chi ha scaricato il mio e-book, edito da Macroedizioni: “Come Diventare una Dea. Tre passi per essere Divina“.

Il prossimo incontro avrà una cornice eccezionale, perchè organizzato grazie alla collaborazione di MacroEdizioni, azienda da anni impegnata nel settore del benessere personale e della crescita spirituale.

Il seminario dal titolo “Risveglia la Dea che è in te. Riappropriars del potere femminile si svolgerà il 18 giugno e durerà un’intera giornata.

Insieme lavoreremo con gli archetipi del sacro femmineo, attraverso la storia perduta delle donne, recupereremo un sapere antico appartenente all’epoca del Paleolitico in cui la donna era celebrata come cosa sacra. Faremo inseme delle esercitazioni individuali e di gruppo per lo sviluppo della consapevolezza. Indagheremo sulle specificità femminili attraverso le rappresentazioni della donna nei miti e nelle fiabe. Lavoreremo ancora con l‘argilla con la quale ognuna di noi costruirà la sua personale mmagine della donna e della femminilità. Ci rilasseremo infine con delle meditazioni guidate.

Non vedo l’ora di incontrarti dal vivo per percorrere un pezzetto d strada assieme!

:-)

Di seguito ti scrivo come si svolgerà la giornata (che è pensata solo per donne, ma presto organizzeremo incontri anche al maschile) nel dettaglio:

Programma

10:30: Accoglienza
11:00: Storia e culto della Dea, dal Paleolitico all’età del Bronzo, intervento
12:00: Come individuare i propri obiettivi e raggiungere i traguardi, esercitazione
13:00: Meditazione della Dea, pratica di rilassamento guidato
14:00 PAUSA PRANZO
15:30 Come migliorare la comunicazione interpersonale e gestire i problemi di coppia, intervento
16:30 Esercizi per sviluppare la creatività: la lavorazione della creta. Realizzazione di una statuetta di piccole dimensione ad immagine della Dea, così come raffigurata nelle culture antiche
17:30: Meditazione della luce bianca, pratica di rilassamento guidato
18:30: Mitologia e storia delle dee:
- La Dea oltraggiata: il caso della tredicesima fata e della Dea della discordia.
- Da Dea a Strega: Il caso di Baba Yaga e della matrigna di Biancaneve.
- Esercizio sui compiti affidati a Psiche da Afrodite.
- Il mito della mela l’acquisizione della conoscenza: la storia di Eva, Lilith, Barbablù, Pandora e Le mille e una notte.
19:30: Saluti

Per partecipare al corso Risveglia la Dea che è n te. Riappropriarsi del potere femminile“  puoi prenotarti da QUI

Alla pagina indicata troverai altre informazioni sul semnario oppure puoi chiamare il numero verde (gratuito) dove effettuare la tua prenotazione:

800 089 433

Se sei interessata, puoi anche inviarmi una mail e ti fornirò tutti i  supporti informatvi su come arrivare, dove mangiare..etc…

Una sola raccomandazione: abbigliamento comodo: dobbiamo divertirci e star bene, indossa qundi ciò che più ti fa sentire a tuo agio!

:-)

Ti aspetto il 18 giugno a Cesena!

Che tu sia la manifestazione del potere della Dea!

Ogni bene!

Simona

:-)

PS

Per chi si iscrive al seminarioRisveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femminile entro il 7 giugno ci sono delle agevolazioni.

PS2

Il motore del cambiamento per una Nuova Era di pace e di uguaglianza passa per noi. Riconoscere, accettare e praticare il tuo potere di donna è il compito che ti è stato affidato.  Il tuo ruolo è determinante per condurre l’umanità verso una nuova consapevolezza.

:-)

banner_eventi_SIMONA

Come calmare la mente-scimmia

Ciao!

:-)

Oggi parliamo di come dar sollievo ad una mente esausta da pensieri, preoccupazioni, critiche interiori, incessante chiacchiericcio.

Abbiamo più volte detto di quanto sia logorante il continuo dialogo interno che ci conduce lontano dal vivere nel “qui ed ora” e ci porta in una dimensione di inconsapevolezza.

Proporrò quindi un esercizio tratto dal libro “Lo zen e l’arte di innammorarsi” utile per tutti e privo di controindicazioni che ti darà una mano a concentrarti meglio nelle tue cose e ti donerà maggiore lucidità nelle scelte.

L’esercizio consiste nel far acquietare la mente che, come una scimmia impazzita, saltella da un pensiero all’altro, da un desiderio all’altro, da un’emozione all’altra.

Scegliamo allora di scendere dalla giostra e di abbandonare (perlomeno momentanemanete) ogni attività frenetica a favore di una partecipazione sensoriale più vivida ed una presenza più piena nelle nostre azioni.

Questa pratica nella disciplina Zen si chiama zazen e non ti dirò che sarà semplice, perchè richiede impegno, ma alla fine dell’esercizio ti sentirai rinato.

Allora, vuoi calmare la mente-scimmia scatenata?

Se sì, tutto quello che devi fare è sederti a terra su di un cuscino, trovare una posizione comoda, far aderire per bene la schiena ad una supporto che la sostenga e guardare in basso.

Sembra facile?

Non propriamente.

Ciò che richiede impegno è il non muoversi per nessuna ragione al mondo. Non risponderai al telefono, non ti gratterai se ti verrà prurito, non cambierai posizione, non andrai al bagno se ti scapperà, resterai in quella posizione e con gli occhi bassi per tutta la durata dello zazen.

Ora, gli studenti quando praticano lo zazen nello zendo (il luogo dove si impara l’arte dello Zen) non sanno quando l’esercizio terminerà poichè esso finisce con il suonare di una campana che il maestro sceglie di volta in volta quando attivare.

Poichè non abbiamo a disposizione un maestro zen, potremmo iniziare la pratica facendola coincidere con l’inizio della musica qui sopra caricata e terminare l’esperienza con il termine dei suoni riprodotti nel video.

E’ superfluo dire, che sarebbe  auspicabile staccare i telefoni e praticare zazen quando si è soli a casa oppure avvertire gli altri abitanti dell’appartamento di non disturbarci.

E’ anche ovvio ribadire che per tutto il  tempo non dobbiamo sbirciare l’orologio (sarebbe meglio toglierlo e tenerlo distante) nè guardare il video.  Ogni sforzo altrimenti sarebbe vano.

Quando avremo preso familiarità con lo zazen potremmo spingerci in un passo successivo e decidere di praticarlo in assoluto silenzio (è sempre consigliabile perchè ancora più efficace e rigenerante).

Se siamo fortunati potremmo chiedere la collaborazione di qualcuno in casa disposto a chiamarci dopo un tempo X deciso a sua discrezione.

Ti consiglio in tal caso di parlarne solo con chi sai che ti capirebbe fino in fondo, altrimenti la sua presenza seppur silenziosa nello zazen potrebber essere causa di disturbo e distrazione.

Il massimo sarebbe riuscire a trovare un compagno/ una compagna che condivida pienamente le nostre intenzioni a cui poi potremmo rendere il favore qualora volesse sperimentare lo stato di zazen.

Prima che inizi la pratica, ti anticipo che ti troverai faccia a faccia con i tuoi pensieri e ti renderai conto che tu non sei loro, puoi gestirli con calma, viverli, sostituirli oppure riporli completamente.

Come è scritto nel libro “Lo zen e l’arte di innammorarsi“:

…in assenza di ogni fonte di distrazione, contattiamo e vediamo quello che è continuamente in atto dentro di noi. Le porte della consapevolezza si sono socchiuse, e possiamo rimanere davvero stupiti da ciò che vediamo

oppure ancora, si legge in un altro passo:

Nel mondo moderno, stare seduti senza muoversi e senza prendere la fuga, e fare semplicemente una silenziosa conoscenza con noi stessi, può essere considerato folle e pericoloso, e addirittura una sorta di autocompiacimento. Dal punto di vista dello Zen è invece di basilare importanza: è l’attività fondamentale di cui abbiamo bisogno prima di gettarci nella vita.

Senza di essa le nostre azioni rischiano di essere azioni confuse, scombinate e affrettate, alla ricerca nel mondo esterno di ciò che già abbiamo al nostro interno”.

Quando avrai finito la pratica dello zazen noterai che sarai più presente ed ogni azione che seguirà sarà celebrata ed onorata come sacra. Tributerai maggiore rispetto alle cose, alle persone e a te stesso/te stessa.

Come dice l’autrice del libro, Brenda Shoshanna:

Iniziando davvero a stare seduti diventiamo calmi e centrati, e per la prima volta possiamo incontrarci e apprezzarci.

Se prima non incontriamo noi stessi, è impossibile incontrare realmente l’altro.”

Buon appuntamento con te stesso!

A presto!

:-)

Simona

Il Serpente di Luce ed il 2012

Mi appresto a scrivere un post su Il Serpente di Luce ovvero la Kundalini della Terra, suggestionata da un testo omonimo (Il Serpente di Luce. Oltre il 2012) scritto dal ricercatore Drunvalo Melchizedek.

Cercherò di usare parole semplici per illustrare concetti a volte complessi che riguardano il cambiamento geologico-spirituale in corso.

Che gli angeli mi ispirino chiarezza.

:-)

Dunque la Terra è in perfetta simbiosi con l’uomo ed il corpo di luce dell’essere umano è connesso con la Merkaba del pianeta.

In analogia con l’uomo, portatore della Kundalini, così la Terra possiede dentro di sè un potente Serpente di Luce il quale ogni 13 mila anni si sposta da un luogo geografico all’altro comportando un mutamento globale in termini sia fisici che spirituali.

Ogni volta che il Serpente di Luce cambia dimora, ci conduce su di un sentiero spirituale più elevato.

Inoltre la nuova collocazione della Kundalini terrestre provoca il rapido risveglio delle popolazioni stanziate nei pressi di quel luogo ed invia al contempo una frequenza alle griglie elettromagnetiche disposte intorno alla Terra.

A partire dal 2002-2003 il Serpente di Luce risiede tra le altitudini delle Ande Cilene.

Prima dimorava tra il Tibet e l’India dove ha terminato il processo di alimentazione e diffusione di Luce (nella cultura tibetana e indiana il progetto è stato compiuto) il quale ora è in atto tra il Cile ed il Perù.

La sua presenza avrà ripercussioni non solo sulle zone limitrofe ma sui cuori di tutta l’umanità.

Attualmente il Serpente di Luce si sta rafforzando ogni giorno che passa attraverso la sua connessione con il centro della Terra. Ciò che ci attende è un nuovo ciclo di luce nonostante le apparenti brutture in corso facciano pensare a tutt’altro.

Ora lo spiego meglio con le parole di Drunvalo Melchizedek:

Giusto per vostra informazione, il Serpente di Luce è stato messo in questo mondo dai più alti livelli di coscienza per rispondere alle vostre domande sulla sopravvivenza, la rigenerazione e l’ascensione.

Tutto andrà bene per noi. Anzi, più che bene.

Per favore non preoccupatevi, piuttosto abbiate fiducia nella Vita, poichè è perfetta.

C’è un DNA cosmico che sta facendo accadere gli eventi del mondo proprio secondo il sogno originario della Coscienza Una.

Questa realtà si chiarisce mano a mano che i vostri occhi diventano singoli, mentre vi spostate dalla coscienza dualistica alla Coscienza dell’Unità ed entrate nel cuore del Serpente di Luce“.

Entro il 21 dicembre 2012 le vecchie modalità di controllo della vita umana cadranno ed un bilanciamento dell’energia maschile e femminile riporterà in equilibrio le polarità di genere (attualmente sfasate).

Il ruolo delle donne (come sottolineato più volte) sarà determinante in questo passaggio.

Esse cesseranno di avere paura del proprio potenziale e aiuteranno gli uomini e  la Terra a vivere nel cuore e non più nella mente.

Ora, ci si potrebbe domandare: “Ed io cosa posso fare?”

Ti rispondo, ancora una volta con le parole di Drunvalo Melchizedek:

E’ facile – abbandonate la vostra mente e i vostri pensieri ininterrotti e tornate al vostro cuore.  Al suo interno c’è un luogo microscopico, in cui risiede ogni forma di conoscenza e saggezza.

Qualunque cosa di cui abbiate bisogno, a qualsiasi livello della vostra esistenza, potete trovarla lì.

Se vivrete all’interno del cuore la Madre Terra si prenderà cura di voi con il suo tenero e magico amore, lo stesso che creò questo intero pianeta sul piano fisico.

Ricordate chi siete veramente, abbiate fiducia in voi stessie aprite gli occhi sulla nuova bellezza di una nuova Terra che si rivela a ogni nostro respiro.

(…)

Un giorno vi guarderete indietro e vi renderete conto che tutta la paura e il patimento erano solo un sogno creato dalla confusione della fine di un ciclo e dell’inizio di un altro.

(…)

La Vita eterna senza sofferenza vi appartiene da sempre”.

E allora…non mi dire che hai ancora paura della venuta del 2012?

:-P

Il guardiano interiore

ALBERO VIOLACiao,

quella che segue è una visualizzazione per incontrare il tuo guardiano interiore.

La visualizzazione è tratta dal libro di Miranda GrayLuna Rossa“, un testo molto utile che parla di come capire e usare i doni del ciclo mestruale e che io ho leggermente adattato per tutti, uomini e donne.

(Sto parlando molto dell’Archetipo del principio femminile in questi ultimi post, non a caso, giacchè con l’approssimarsi del 2012 stiamo assistendo ad un risveglio dell’energia femminile che investe tutti, indipendentemente dal genere di appartenenza, ma ne parlerò più nel dettaglio nel prossimo articolo).

L’incontro con il guardiano interiore, custode delle nostre potenzialità, ci permetterà di accettare la nostra forza e di riappacificarci con il corpo, accettandolo e prendendone consapevolezza.

E’ pertanto un esercizio di risveglio del nostro potenziale che va a lavorare per incrementare il senso di fiducia nelle nostre capacità interiori.

Come si sa, ciò che più si teme non sono le nostre falle, le nostre mancanze, ma il nostro potenziale, che è illimitato.

Accettarlo e benederilo costituisce uno step preliminare per sprigionare le energie inespresse ed assopite.

Prima di leggere e poi seguire la visualizzazione ti suggerisco di fare tre bei respiri profondi (inspirando  con il naso  gonfiando l’addome ed espirando con la bocca sgonfiando l’addome) per rinvigorire l’energia del corpo.

:-)

Bene.

Partiamo!

Rilassati e poi visualizza te stesso in piedi in un prato, nella calda luce del sole.

Resta così per un po’, notando la sensazione dell’erba sotto i tuoi piedi nudi, l’aria profumata, il grado di calore del sole e la stagione.

Di fronte a te c’è l’albero della Vita e mentre cammini verso di esso noti gli effetti della stagione che hai scelto sulla sua chioma.

Una leggera brezza muove le foglie e, guardando su, tra i rami, chiedi al Guardiano di apparire. Abbassando lo sguardo vedi il Guardiano di fronte a te.

Osserva bene il suo aspetto.

Avverti in lui un’aura di potere, mentre, in silenzio, ti porge qualcosa.

Vedi che è una costruzione in miniatura a forma di croce con al centro una cupola d’oro con intricati disegni e tempestata di gemme.

Sei meravigliato per la sua bellezza e per la precisione dell’esecuzione, e, mentre il Guardiano solleva la piccola cattedrale, vedi che è una scatola che contiene un calice.

Il calice è d’oro all’esterno e d’argento all’interno ed entra comodamente nella scatola.

Dentro al calice vedi una piccola quantità di liquido rosso che ricopre quasi completamente un anello con un rubino quadrato.

Il Guardiano solleva il calice dalla scatola e te lo offre dicendoti che se toccherai l’anello il vino ti avvelenerà, se invece berrai prima il vino potrai prendere l’anello senza problemi.

Tu sollevi il calice portandolo alle labbra e bevi il vino, gustando il suo aroma fortemente speziato.

Mentre prendi l’anello dal calice e te lo infili al dito, senti che qualcosa di importante sta avvenendo.

Percepisci un calore al basso ventre e una forza interiore che ti dà sicurezza e ispirazione.

(…)

Accetti il tuo corpo e ti fidi della sua natura, sapendo che fai parte sia del mondo interiore che di quello esteriore.

Con l’accettazione e la fiducia viene uno stato di grazia e , mentre riprendi coscienza del tuo corpo fisico, porti quella grazia e quella forza dentro di esso.

Il contatto con il tuo Guardiano interiore può essere riattivato ogni volta che preferisci attraverso la visualizzazione dell’albero della vita, così come l’hai immaginato nel tuo stato di rilassatezza.

Trovo questo esercizio particolarmente significativo perchè funziona molto bene per la legittimazione del nostro potenziale che, non solo è spesso temuto dal suo portatore, ma a volte condannato socialmente.

Come ti senti dopo aver fatto pace con il tuo potenziale?

:-)

Al post non ho associato nessuna immagine che potesse suggerire la figura di un “guardiano interiore” perchè non volevo condizionare la visualizzazione.

Come era fatto il tuo guardiano?

Che sembianze aveva?

Era giovane/vecchio…donna/uomo… vestito in maniera regale/umile?

Fammi sapere, lasciandomi un messaggio qui sotto!

Un abbraccione!

Simona

:-)

PS

Il libro “Luna Rossa” è un’ottima lettura anche per i maschietti che vogliono scoprire qualcosa in più a proposito del rito sacro del ciclo mestruale

Sul caso Sakineh

sakineh_mohammad_ashtiani

C’è una foto da diversi  giorni a questa parte che compare in giro.

E’ un primo piano di una donna con intorno al viso un velo nero. Il suo nome è Sakineh Mohammed Ashtiani ed è condannata a morte per adulterio ed omicidio.

La vicenda si svolge in Iran, ma il caso ha toccato l’opinione pubblica mondiale ed in diverse città si sono svolte proteste per far sospendere la sua lapidazione.

Perchè?

A prima vista perchè un reato di adulterio punito con la lapidazione sembra una sanzione sociale troppo barbara ed incivile per i popoli “democratici e occidententali”. E questo senso di empatia transnazionale ha mobilitato e sensibilizzato persone molto distanti tra loro.

Ma ad uno sguardo più approfondito c’è qualcosa che non torna sul caso Sakineh.

Perchè mobilitarsi proprio per lei?

Perchè non farlo per altre donne che con il medesimo reato (vero o presunto) di adulterio sulle spalle vanno incontro alla stessa condanna?.

Quanti casi del genere vengono tenuti fuori dai circuiti dell’informazione?

Sulla sua vicenda c’è stata un’inflazione di informazione, perchè invece c’è un’assoluta assenza di comunicazione su altri casi simili?

Se volessimo farci sedurre da una tesi cospirazionista potremmo addirittura supporre che il caso Sakineh sia un pretesto messo in piedi dal governo americano per diffondere l’immagine dell’Iran come paese arretrato nel quale vengono violati i diritti civili.

Quale migliore occasione allora per esportare un po’ di sana “democrazia americana“?

Del resto l’attacco all’Iran era già stato abbondantemente preannunciato, ma mancava una buona scusa per “democratizzare il paese” alla maniera U.S.A.

Ecco allora un’occasione d’oro per innescare il vecchio processo che ha sempre funzionato in ambito di politica internazionale e che va sotto il nome di : PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.

Ora, lasciando le teorie complottiste (per quanto ne potremmo sapere Sakineh potrebbe anche non esistere affatto come Bin Laden, malaticcio e barbuto che comanda un esercito terrorista da un bunker sotterraneo sperduto chissà dove) c’è un fenomeno reale ed innegabile ed è la disparità di trattamento riservata ad alcune donne.

Ed il caso Sakineh  (reale o artificioso che sia) ha dimostrato una grande sensibilità di massa verso questa tema.

Ora però la strada per cambiare le cose non può ridursi al tam tam di pubblicazioni e replicazioni dell’immagine di una donna presa a simbolo della mancanza dei diritti civili.

Non andremo molto lontano  se ci limitiamo a condividere  link con l’immagine di Sakineh sul nostro profilo Facebook.

Per quanto siano encomiabili gli intenti di sospendere la sua lapidazione, sovrapponendo la sua immagine a quella del nostro profilo privato nei social network che frequentiamo, continueranno a sussistere casi del genere se non alimentiamo una nuova forma pensiero che non tolleri più differenze di genere.

Detto in altri termini, io non voglio condividere un link per fermare una lapidazione (ammesso che questo cambi le cose) voglio diffondere una forma mentis capace di non concepire più l’associazione adulterio-lapidazione.

E’ a monte che andrebbe pensato il cambiamento, non a valle.

Voglio che si formi una massa critica sufficientemente ampia da rendere impossibile il concepimento di pensieri di disuguaglianza di genere.

Sembrano sogni impossibili, ma Gregg Braden insegna con la teoria della centesima scimmia che un cambiamento di pensiero  se riesce ad essere sufficientemente divulgato può raggiungere una sorta di quorum, di massa critica necessaria per modificare le regole del gioco.

Per quanto posso, mi sto impegnando ad innestare un pensiero di equità e di pace, di confronto dialettico tra i generi attraverso un progetto chiamato

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo

Qui sotto

troverai il manifesto del progetto:

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” è volto alla costruzione di una massa critica sufficientemente ampia per diffondere una forma-pensiero di effettiva equità nei generi sessuali.

Per il recupero di un modo di pensare pacifico e rispettoso della terra, il ruolo del femmineo è determinante. E’ un movimento che promuove iniziative concrete per la divulgazione di nuove rappresentazioni sociali della donna che tengano conto della sua specificità di genere.

E’ inoltre rivolto al recupero della dignità di genere attraverso il confronto su tematiche al femminile.

Per intenderci, non ci limiteremo a pubblicare notizie su casi di mancata emancipazione e violazione dei diritti della donna  ma  lavoreremo con l’impegno affinché un nuovo paradigma di pensiero non permetta mortificazioni e denigrazioni dell’essere donna.

Per fare ciò saranno previsti workshop, seminari dal vivo e materiale audio/video da far circolare.

Per iscriverti al progetto e creare un circuito virtuoso di donne che perseguono le medesime finalità, basta registrarsi qui in basso:

http://simonavitale.com/

Grazie per aver aderito a quest’iniziativa.

Ogni bene!

Simona

:-)

Senso di colpa? No, grazie

gattino

Io ho un sogno: mi piacerebbe debellare definitivamente “il senso di colpa immotivato” dalla Terra.

Quando parlo di “senso di colpa immotivato” intendo un sentimento spiacevole che non si riferisce ad un evento ben preciso verso il quale si provano delle responsabilità, ma ad un stato dell’essere che ci fa sentire macchiati ed indegni laddove c’è solo purezza e candore.

Il senso di colpa immotivato (ma bisognerebbe verificare se esista un senso di colpa costruttivo) è depotenziante, limitante e provoca un blocco nell’azione.

A proposito del senso di colpa ho letto di recente queste parole di Lise Bourbeu, nel libro “Chi sei“:

Praticamente tutti, sulla Terra, potrebbero scrivere un libro sull’arte di sentirsi colpevoli senza esserlo realmente. Gli umani sono degli specialisti del senso di colpa, per ogni minima inezia; ci sentiamo colpevoli senza neppure verificare se sia il caso”.

E’ indubbio che la cultura cattolica abbia contribuito notevolmente a diffondere un senso di colpa generalizzato, innescando (consapevolmente o no) delle strane patologie.

Anni fa, ad esempio, conoscevo una ragazza (era una studentessa di un mio corso all’Università) che come coazione a ripetere ( tipico è l’esempio di chi si lava le mani continuamente) aveva l’abitudine di confessarsi più volte alla settimana perchè si sentiva perennemente in colpa nonostante la sua vita fosse limpida e l’anima cristallina.

Questa giovane viveva nell’angoscia di aver commesso un peccato (che poi si traduceva nell’aver risposto malamente a qualcuno o nell’aver pronunciato una parolaccia) e anelava alla purezza totale che vedeva però lontana ed irraggiungibile.

Più si penava per la mancata realizzazione spirituale e più stava male. Più stava male, più grande era il bisogno di confessarsi, in un circolo vizioso, dal quale ora, fortunatamente è uscita del tutto.

Ora, la patologia di quella ragazza era estrema e per fortuna non tutti hanno dei sensi di colpa così radicati, ma la cultura da cui proveniamo ha dato sicuramente una mano all’idea che non siamo altezza delle  situazioni in cui siamo coinvolti perchè  imperfetti e meritevoli forse di qualche castigo.

Questa idea non agisce sempre a livello consapevole ma è  sotterata nei meandri del subconscio che è spesso imbottito di convinzioni secondo cui “sotto sotto” siamo sbagliati.

Ricorda Lise Borbeau:

La nostra società è stata costruita sul senso di colpa. Già da bambini ci hanno raccontato la storia di Adamo ed Eva e del peccato originale; abbiamo appreso di essere stati creati nel peccato, che la vita era fatta per soffrire, per espiare, per pentirci in continuazione, e se non abbiamo una valida ragione per sentirci colpevoli, siamo abilissimi nel trovarcene rapidamente una.

Se per esempio una persona che amiamo ha l’aria triste, incominciamo a chiederci – Che cosa ho mai fatto, perchè sia così di cattivo umore? Che potrei fare perchè si senta meglio?-

Ti è mai capitato? Ti è accaduto di recente?

L’insidia del senso di colpa è che è paralizzante. Blocca l’energia dell’amore in una auto-punizione inutile e dannosa.

Invece di chiederci quindi: “cosa abbiamo appreso da una data situazione?” ci fustighiamo con parole di disprezzo sul nostro conto che non vanno a vantaggio di nessuno.

Forse nessuno ci ha detto che siamo esseri liberi e che possiamo fare tutto, siamo perfetti e meritevoli di tutte le gioie e l’amore di questo mondo.

Siamo perfetti così come siamo. Non dobbiamo mondarci, purificarci, ripulirci dai difetti perchè siamo esseri di Luce e la Luce non ha colpe, la Luce è e basta.

La prossima volta che ti sentirai in colpa per qualcosa invece di annegare nel biasimo per te stesso, domandati onestamente se avevi l’intenzione di nuocere coscientemente.

Se sì, chiedi scusa o usa la tecnica hawaiana dell’ho’oponopono (ripeti la sequenza “Ti amo, Scusami, Grazie, Mi dispiace“) e poi non rammaricartene più.

Se no, non ci pensare  e goditi la vita con la leggerezza nel cuore, nell’anima e nella mente.

Vai bene così come sei, e se c’è un giudice severo a condannare i tuoi sbagli quello sei solo tu.

Ti voglio bene.

Simona

PS

Se non conosci la tenica dell”ho’oponopono ne parla Joe Vitale in Zero Limits

;-)

PS2

Recentemente ho pubblicato due articoli sul blog di Ricchezzavera.com

Puoi vederli qui:

- Vadim Zeland: Come guadagnare con le proprie passioni

- Feng Shui e ricchezza: come attrarre la prosperità in casa


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"Perchè non ha senso temere la data 2012"



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Tre passi per essere divina

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L'intento dell'ebook non è soltanto quello di andare a recuperare una memoria mitica perduta ed in parte rimossa, ma anche quello di fornire le tre chiavi per vivere appieno la femminilità: consapevolezza, creatività ed autorità interiore, nonché di contribuire alla diffusione di una forma pensiero egualitaria, di sostanziale pace tra i sessi e di valorizzazione delle specificità di genere.

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