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Considerazioni sul 2012

Le concezioni millenaristiche e avveneristiche ci sono sempre state ed hanno continuato a susseguirsi nel tempo.

In molti luoghi e in diversi periodi storici si è urlato alla “Fine del Mondo“, ma poi nessuno squillo di trombe e nessuna Apocalissi è mai sopraggiunta.

Lo screditamento di tali teorie finemondiste, non ha però ostacolato l’insorgere e l’insinuarsi di altre idee circa un’imminente tramonto della razza umana.

Quasi tutti sanno che nel 99 d.C. si riteneva che il Mondo stesse per spegnersi con l’avvento dell’Anno Mille.

Poi, la data per la presunta Fine della civiltà umana è stata di volta in volta spostata sempre più in là, secondo gli echi e i vaticini di tale o tal’altro profeta.

In mezzo ai due millenni camminavo per la strade di una Londra impazzita per il millenium bag, ovvero quella presunta catastrofe annunziata come la fine di un mondo informatizzato.

Ancora ricordo la febbricitante attesa allo scoccare della mezzanotte di gente euforica ed impaurita sotto i rintocchi di un Big Ban imperturbabile, a cavallo tra il 1999 ed il 2000.

A ripensarci oggi, viene da ridere credere che milioni di persone abbiano creduto che l’ingresso nel nuovo millennio avesse potuto provocare il black out totale nel Mondo, poichè i pc non avrebbero riconosciuto la data con il 2 ed il tre zeri a seguire.

Naturalmente i computer non sono andati in tilt e la gente ha continuato ubriaca a festeggiare in strada.

Ma quella notte c’èra un desiderio inespresso, una voglia indicibile, un’aria frizzantina affinchè la fine di un’era arrivasse.

Assieme al timore di perdere i documenti elettronici e la comodità di una società digitalizzata, si affacciava anche il desiderio inconfessabile di catapultarsi in uno scenario inconsueto e “primitivo”.

C’era insomma la celata voglia di bruciare il passato e ricominciare tutto daccapo. Ripartire da zero.

Ricostruire una nuova forma di società. Un mondo migliore, sgombro dalle brutture del presente.

Poi nulla è cambiato e la data dell’Apocalisse è stata spostata in avanti di 12 anni.

Ancora oggi mi pare di scorgere quell’aria “friccicarella” negli animi di quanti vorrebbero farla finita con gli orrori del presente ed invocano il 2012 come l’anno salvifico dell’umanità.

Beh, questo atteggiamento non è il più auspicabile. Così facendo rischiamo di non vivere il presente ed il buono che esso ha da offrirci.

Demandiamo ad un momento futuro la nostra gioia/liberazione quando essa è qui, a portata di mano.

Il 2012 inteso come cambio di coscienza, come passaggio verso una consapevolezza maggiore, è qui. E’ adesso.

Ma se siete troppo protesi verso il futuro rischiate di non accorgervi di esserne già immersi.

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