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Protetti e felici
Ti senti protetto? Al sicuro? Hai fiducia negli altri?
Se hai risposto no alle tre domande di cui sopra, allora questo articolo fa per te.
Viceversa se senti che non c’è nulla da cui tu debba difenderti, allora puoi anche non leggere ulteriormente e goderti la vita che già sai apprezzare.
Una frase – tormentone che si ascolta molto spesso in giro (sopratutto in relazione a temi di natura amorosa) è la seguente: “Io devo difendermi. Perchè poi..cioè..mica posso apririrmi..è un meccanismo di autoprotezione…Io devo proteggermi“.
E così sono tutti lì a proteggersi dagli altri e non si sa il perchè. Chi erige palizzate, chi si nasconde dietro cortili recintati, chi indossa armature, chi si addestra per la lotta, chi costruisce elmetti e scudi di diffidenza.
Siamo un esercito pronto all’attacco, l’un contro l’altro armato.
Siamo pronti per la guerra, ma la guerra non c’è.
A me fa un pò ridere l’immagine di tutti questi uomini e queste donne post-moderni che, prima di uscire di casa, indossano le loro metaforiche tute mimetiche fatte di sfiducia e di aggressività pronta ad emergere.
A parte l’aspetto comico, la mancanza di fede nella bontà altrui è controproducente.
Ma lo è sempre? Anche quando le persone sono “cattive” e ci hanno fatto del male in passato? – qualcuno potrebbe domandare.
Si, è sempre controproducente pensar male della gente ed essere diffidenti. E poi, le persone per così dire “cattive”, in senso assoluto, non esistono.
Ma allora dovremmo essere degli sciocchi, dei creduloni, degli ingenui che si fidano degli altri? – qualcun altro potrebbe chiedere.
Aver paura degli altri e di ciò che potrebbero farci, temere il loro giudizio, credere che gli altri ci faranno soffrire, rischia di attrarre (per la pluricitata legge dell’attrazione) proprio quelle situazioni di disagio interpersonale che tanto temiamo. E questo sì che è sciocco.
Facciamo un esempio.
IL PARADOSSO DELLA DETERRENZA BELLICA
Mi hanno raccontato che il Mondo è un posto pericoloso, abitato da gente che vuol fregarti e farti del male e che per vivere su questo pianeta bisogna armarsi e sparare prima che lo facciano gli altri.
Con queste lezioni circa il mondo e con tale indottrinamento su come comportarsi, decido di uscire di casa armato di una pistola.
Non ho motivo di sparare, nessuno mi ha provocato, non c’è ragione di ferire alcuno, ma mi aspetto che altri lo facciano, così sono munito di un’arma che, all’occorrenza, mi difenderà e mi preserverà dal soccombere.
Anche tutti gli altri sono stati formati con le medesime raccomandazioni e le stesse esortazioni su come difendersi ed essere pronti all’attacco, ergo, anche loro escono di casa muniti di pistola.
Cosa accade allora? Scorgi un passante armato, per difenderti metti mano alla fondina e il passante, credendo in un tuo attacco, spara un colpo.
e..BANG E SEI MORTO…
Sembra una storiella surreale, ma è precisamente ciò che capita alle persone diffidenti. Sostituisci l’arma da fuoco con parole pungenti, attacchi verbali, critiche, silenzi prolungati e avrai provocato un ferito a morte seppur metaforicamente.
E’ ciò che accade alle persone che temono costantemente di essere feriti dagli altri, i quali richiamano o fraintendono parole, comportamenti e situazioni che poi finiscono per ferirli davvero.
Disarmiamoci allora dalla paura degli altri che innesca solo equivoci e disagi immotivati.
Usciamo senza scudi e senza elmetti perchè forse il braccio proteso verso di noi vuole cingere semplicemente i nostri fianchi in un abbraccio e non in un colpo mortale.
Scrive Roberto Re in “Smettila di incasinarti” a proposito delle protezioni di cui ci copriamo:
Per ironia della sorte questo meccanismo di difesa, invece che proteggerci, alla lunga ci impedisce di crescere e quindi, in ultima analisi, ci mantiene deboli e in balia delle circostanze, poichè l’unica protezione nella vita è la nostra crescita personale.
Infatti, è solo crescendo e sviluppando la nostra autostima che possiamo gestire meglio le nostre emozioni, vivere positivamente la critica altrui, affrontare serenamente le difficoltà, sentirci OK anche quando sbagliamo, rapportarci positivamente con il mondo esterno o assumerci con entusiasmo le responsabilità.
Ma per crescere dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort, affrontare ciò che ci crea disagio ed essere in grado di convivere con l’insicurezza che naturalmente proviamo quando affrontiamo una situazione nuova o difficile.
Non c’è nessun lì fuori che vuole farti del male, nessuno ha il potere di farlo, solo tu puoi permetterglielo, associando al suo comportamento un valore negativo.
Solo chi si protegge da qualcosa avrà infatti qualcosa da cui proteggersi: un nemico immaginario, un gesto, una frase letti come un affronto.
Lì fuori non ci sono nè nemici, nè cattivi, ma solo altri esseri umani a volte impauriti, altre volte desiderosi di condividere con te un tratto di vita in comune.
Con affetto da Simona non schermata.







