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Come superare l’insicurezza e la paura del giudizio altrui

donneautostima_coverCiao,

oggi parliamo del “PARADOSSO DI VENERE“.

Sai cosa è? E’ un paradosso che mi ha spinto ad intraprendere il mio percorso per la consapevolezza femminile.

Ora ti spiego cosa è e poi mi dirai se l’hai mai sperimentato sulla tua persona o se l’hai registrato in giro.

Sin da piccola ho osservato donne bellissime e talentuose che si buttavano letteralmente giù.

Ancora oggi (forse ora me ne accorgo più di prima essendo adulta) vedo donne piene di talenti, doti e virtù che non riconoscono il proprio potenziale, non solo, in alcuni casi si disprezzano addirittura.

Il paradosso di Venere avviene proprio quando una donna non riesce a vedere la magnificenza di cui è portatrice e si autodenigra.

Il paradosso di Venere è un vero peccato (in senso ovviamente non cattolico) per almeno due motivi:

1) perchè priva le donne della possibilità di riversare all’esterno i propri talenti (giacchè il senso di indegnità è paralizzante)

2) priva gli altri di poter godere dei frutti delle sue creazioni e della sua audacia (giacchè non agisce a causa del timore del giudizio esterno)

In giro vedo donne eccezzionali, capaci di svolgere in maniera eccellente diversi ruoli: madre amorevole, seria professionista, amante fedele, amica sincera etc., ma che sono frenate dal giudizio esterno.

Si sentono spesso poco (o per nulla) all’altezza delle situazioni ed hanno un’immagine distorta di sè.

La preoccupazione costante dell’approvazione sociale le conduce a stati di ansia e disistima.

Ma perchè perdono la bussola?

Semplicemente perchè la cercano all’esterno. Confidare in sè (ritrovare il centro, essere sicura delle proprie scelte) invece ti mette al riparo da questo sali/scendi emotivo.

Chiunque infatti tenti di accontentare tutti rischia di vivere un’esperenzia perennemente frustrante.

La loro fiducia vacilla sotto il giudizio altrui e, così facendo, il senso di sicurezza salta su e giù come un’altalena sotto le critiche e gli apprezzamenti degli altri.

Per scendere da questa giostra impazzita che manda letteralmente su e giù la stima di sè, ho realizzato un audio gratuito dal titolo:

Insicurezza e paura del giudizio altrui: i 2 nemici della consapevolezza al femminile

(per scaricarlo basta cliccare sul link qui sopra)

Inoltre per chi desidera approfondire il tema della sicurezza al femminile, ho creato un Audioform della durata di più di 2 ore, diviso in 8 tracce, dal titolo:

Donne ed Autostima. Tre passi per sviluppare la consapevolezza femminile

L’Audioform è anche corredato da un workbook, un libro per gli esercizi dove fare pratica, misurare i progressi e testare la propria autostima.

Nelle 8 tracce dell’Audioform, scopri:

  • una pratica che ti consentirà di attestare la tua presenza nel vivere quotidiano
  • cos’è il chiacchiericcio interiore e in che modo lavora contro la tua autostima
  • l’importanza di riappropriarti della femminilità per avere fiducia nel tuo potenziale di donna (e che acquisire confidenza con il tuo ciclo mestruale è un importante passo per riuscirci)
  • chi sono i vampiri energetici e come risucchiano la tua creatività (se pensi di non essere creativa sappi che è praticamente impossibile!)
  • come creare uno spazio sacro ed inviolabile, libero dalle preoccupazioni e dalle richieste di aiuto esterne, in cui rigenerarti
  • l’importanza di “guardare il diavolo negli occhi”, accettando anche le parti ombrose del tuo Io
  • chi è la strega Baba Jaga e come ti aiuterà ad aver fiducia nelle tue scelte e a non aver bisogno di appoggi esterni
  • come trasferire all’esterno la tua nuova immagine di donna autorevole e sicura di sé anche attraverso la postura, la voce, la prossemica

Felice di essere al tuo servizio, ho lavorato per scongiurare questo strano paradosso di Venere.

:-)

E tu l’hai mai notato?

In te stessa (se sei donna) o nelle donne che hai conosciuto?

Fammi sapere, rispondendo con un commento.

Ti lascio un abbraccio e spero di sentirti presto!

Simona

PS

Che tu possa confidare nelle tue scelte (uomo o donna che sia) consapevole che nessuno ha più valore di te nel sapere cosa è giusto fare.

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femminile

MACRO_eventi-giugno-simona

Ciaoooooooooo,

come stai?

Io molto bene. Proprio ieri si è tenuta la conferenza online gratuta “Donne e 2012. Il risveglio del potere femminile

(http://www.poterefemminile.com/teleconferenze/teleconferenza_donne2012a.html) mentre il weekend scorso ho registrato un audioform sull’insicurezza al femminile per conto de “La compagnia de Talenti” che sarà a breve online.

Come sai, anche dal vivo, mi occupo di consapevolezza femminile, attraverso seminari e corsi che tengo in giro per l’Italia (il prossimo autunno terrò un incontro anche in Inghilterra), questo perchè il tema dei diritti delle donne mi sta a cuore da sempre.

:-)

Lo sa bene chi è iscritto alla ma pagina web www.simonavitale.com e chi ha scaricato il mio e-book, edito da Macroedizioni: “Come Diventare una Dea. Tre passi per essere Divina“.

Il prossimo incontro avrà una cornice eccezionale, perchè organizzato grazie alla collaborazione di MacroEdizioni, azienda da anni impegnata nel settore del benessere personale e della crescita spirituale.

Il seminario dal titolo “Risveglia la Dea che è in te. Riappropriars del potere femminile si svolgerà il 18 giugno e durerà un’intera giornata.

Insieme lavoreremo con gli archetipi del sacro femmineo, attraverso la storia perduta delle donne, recupereremo un sapere antico appartenente all’epoca del Paleolitico in cui la donna era celebrata come cosa sacra. Faremo inseme delle esercitazioni individuali e di gruppo per lo sviluppo della consapevolezza. Indagheremo sulle specificità femminili attraverso le rappresentazioni della donna nei miti e nelle fiabe. Lavoreremo ancora con l‘argilla con la quale ognuna di noi costruirà la sua personale mmagine della donna e della femminilità. Ci rilasseremo infine con delle meditazioni guidate.

Non vedo l’ora di incontrarti dal vivo per percorrere un pezzetto d strada assieme!

:-)

Di seguito ti scrivo come si svolgerà la giornata (che è pensata solo per donne, ma presto organizzeremo incontri anche al maschile) nel dettaglio:

Programma

10:30: Accoglienza
11:00: Storia e culto della Dea, dal Paleolitico all’età del Bronzo, intervento
12:00: Come individuare i propri obiettivi e raggiungere i traguardi, esercitazione
13:00: Meditazione della Dea, pratica di rilassamento guidato
14:00 PAUSA PRANZO
15:30 Come migliorare la comunicazione interpersonale e gestire i problemi di coppia, intervento
16:30 Esercizi per sviluppare la creatività: la lavorazione della creta. Realizzazione di una statuetta di piccole dimensione ad immagine della Dea, così come raffigurata nelle culture antiche
17:30: Meditazione della luce bianca, pratica di rilassamento guidato
18:30: Mitologia e storia delle dee:
- La Dea oltraggiata: il caso della tredicesima fata e della Dea della discordia.
- Da Dea a Strega: Il caso di Baba Yaga e della matrigna di Biancaneve.
- Esercizio sui compiti affidati a Psiche da Afrodite.
- Il mito della mela l’acquisizione della conoscenza: la storia di Eva, Lilith, Barbablù, Pandora e Le mille e una notte.
19:30: Saluti

Per partecipare al corso Risveglia la Dea che è n te. Riappropriarsi del potere femminile“  puoi prenotarti da QUI

Alla pagina indicata troverai altre informazioni sul semnario oppure puoi chiamare il numero verde (gratuito) dove effettuare la tua prenotazione:

800 089 433

Se sei interessata, puoi anche inviarmi una mail e ti fornirò tutti i  supporti informatvi su come arrivare, dove mangiare..etc…

Una sola raccomandazione: abbigliamento comodo: dobbiamo divertirci e star bene, indossa qundi ciò che più ti fa sentire a tuo agio!

:-)

Ti aspetto il 18 giugno a Cesena!

Che tu sia la manifestazione del potere della Dea!

Ogni bene!

Simona

:-)

PS

Per chi si iscrive al seminarioRisveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femminile entro il 7 giugno ci sono delle agevolazioni.

PS2

Il motore del cambiamento per una Nuova Era di pace e di uguaglianza passa per noi. Riconoscere, accettare e praticare il tuo potere di donna è il compito che ti è stato affidato.  Il tuo ruolo è determinante per condurre l’umanità verso una nuova consapevolezza.

:-)

banner_eventi_SIMONA

Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina

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Ciao,

sono stra-felice di presentare il mio e-book (MacroEdizioni) dal titolo “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina“.

L’e-book è parte del progetto “Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” di cui ho già ampiamente parlato nei post precedenti e costituisce un progetto di recupero delle specificità di genere al fine di diffondere una forma pensiero egualitaria e di pace tra i sessi.
Nel libro si parla della storia del culto della dea dal Neolitico all’età del bronzo. Ci si occupa inoltre del pensare/sentire al femminile. Della questione del ciclo mestruale e dei suoi tabù. Si parla inoltre della storia omessa delle donne, quella che i libri di storia ufficiale hanno censurato.

Il libro, come vedrai, è una sorta di percorso iniziatico che va dal recupero di una storia sepolta (e qui dissotterrata) alla riscoperta delle tre chiavi per far pace con il femmineo:

1) Consapevolezza (in termini di centratura, equilibrio tra le parti del sè, coscienza del proprio essere, lucidità, concentrazione, armonia, presenza nel qui ed ora)

2) Creatività (in termini di riversamento dei proprio talenti all’esterno, sviluppo di curiosità, propensione per il fare e l’agire, dinamismo e tutto ciò che comporta movimento ed esteriorizzazione dei propri sogni)

3) Autorità interiore (in termini di contegno, recupero della dignità, sviluppo del senso della meritevolezza, fiducia nelle proprie scelte, decisione e fermezza d’animo)

Ecco l’indice del testo:

- Chi è la Dea

- Un po’ di storia

- Pensare Ginoide

- Flussi Magici

- L’altra faccia della Dea

- Come diventare una Dea

- Fare pace

- La consapevolezza

- La creatività

- L’autorità interiore

- Conclusioni

- Bibliografia

Quello che segue è un estratto del testo:

_____________________________________________________

Un po’ di storia

Quasi tutte le culture antiche adoravano la Dea in una forma oppure in un’altra. Durante l’era paleolitica, dal 50.000 all’8.000 le persone adoravano la Dea come la madre di tutte le cose esistenti. Questi popoli, più di 35.000 anni fa, dipingevano immagini della Dea nelle caverne dove vivevano e costruivano delle statue per renderle omaggio[1]”.

Prima dell’insediamento del pensiero patriarcale si riteneva che la Dea si fosse auto-creata (fenomeno che va sotto il nome di partenogenesi) e che da essa poi sarebbe scaturito il Tutto.

“In parecchi libri di storici della religione, mitologi e psicologi la Dea è stata descritta come la Grande Madre che dal proprio ventre dà vita a tutte le cose. Generalmente è raffigurata come le ben note Veneri paleolitiche e come le statuette dell’Europa neolitica e dell’Anatolia o dell’Età del Bronzo cretese[2]”.

Naturalmente il termine “Veneri” per definire queste statuette è improprio poiché il mito di Venere verrà molto tempo dopo con la cultura greca.

Ritrovamenti di statue della Dea sono stati effettuati in tutta Europa, “dalle montagne dei Pirenei, in Francia, sino alle pianure della Siberia. La maggior parte di esse sono di piccola dimensione, raffiguranti donne nude e incinte, immagini della Dea nel suo aspetto di donatrice di vita[3]” (si veda la Dea di Willendorf, rivenuta in Austria nel 1908 e risalente ad oltre 30.000 anni fa).

Molte di esse sono rappresentate senza volto a riprova del fatto che la Dea è l’incarnazione del sacro femmineo, ovvero di tutte le donne.

La Dea concepisce se stessa come connessa al Tutto ed è per questo che vive armoniosamente.

Molti sono i nomi della dea, molte sono le caratteristiche che le sono state attribuite, molti sono gli animali che ad essa si associano: il serpente, la civetta, il gatto (associato alla dea egizia Bastet), il cavallo (associato ad Epona), la scrofa (associata a Demetra), l’orso (associato ad Artemide), la farfalla, il pesce, il toro (quest’ultimo per via del fatto che il suo cranio e le corna ricordano la forma dell’utero).

L’utero in tempi antichi è stato associato al bucranio (cranio e corna del toro)

Molte sono le storie in cui la Dea è rappresentata da o con un suo animale, simbolo di abbondanza, rigenerazione, morte e vita.

Secondo Propp: “Nelle storie mitiche la donna-dea “conserva il potere sugli animali e dal momento che l’intera vita del cacciatore dipende dall’animale, ella conserva il potere sulla vita e sulla morte dell’uomo[4]”.


[1] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.

[2] Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, Venexia Copyright, Roma, 2008, pag.XVI

[3] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.

[4] Vladimir J, Propp, Morfologia della fiaba. Le radici storiche dei racconti di magia, Ed. Grandi Tascabili Economici Newton, 2006, pag. 197.

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Tratto da “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina

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E’ stato scritto con amore e gratitudine per tutte le donne che ho conosciuto senza le cui storie (come ricordo nelle prime pagine del testo) non avrei potuto scrivere la mia!

:-)

Alla tua felicità!

Simona

Sul caso Sakineh

sakineh_mohammad_ashtiani

C’è una foto da diversi  giorni a questa parte che compare in giro.

E’ un primo piano di una donna con intorno al viso un velo nero. Il suo nome è Sakineh Mohammed Ashtiani ed è condannata a morte per adulterio ed omicidio.

La vicenda si svolge in Iran, ma il caso ha toccato l’opinione pubblica mondiale ed in diverse città si sono svolte proteste per far sospendere la sua lapidazione.

Perchè?

A prima vista perchè un reato di adulterio punito con la lapidazione sembra una sanzione sociale troppo barbara ed incivile per i popoli “democratici e occidententali”. E questo senso di empatia transnazionale ha mobilitato e sensibilizzato persone molto distanti tra loro.

Ma ad uno sguardo più approfondito c’è qualcosa che non torna sul caso Sakineh.

Perchè mobilitarsi proprio per lei?

Perchè non farlo per altre donne che con il medesimo reato (vero o presunto) di adulterio sulle spalle vanno incontro alla stessa condanna?.

Quanti casi del genere vengono tenuti fuori dai circuiti dell’informazione?

Sulla sua vicenda c’è stata un’inflazione di informazione, perchè invece c’è un’assoluta assenza di comunicazione su altri casi simili?

Se volessimo farci sedurre da una tesi cospirazionista potremmo addirittura supporre che il caso Sakineh sia un pretesto messo in piedi dal governo americano per diffondere l’immagine dell’Iran come paese arretrato nel quale vengono violati i diritti civili.

Quale migliore occasione allora per esportare un po’ di sana “democrazia americana“?

Del resto l’attacco all’Iran era già stato abbondantemente preannunciato, ma mancava una buona scusa per “democratizzare il paese” alla maniera U.S.A.

Ecco allora un’occasione d’oro per innescare il vecchio processo che ha sempre funzionato in ambito di politica internazionale e che va sotto il nome di : PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.

Ora, lasciando le teorie complottiste (per quanto ne potremmo sapere Sakineh potrebbe anche non esistere affatto come Bin Laden, malaticcio e barbuto che comanda un esercito terrorista da un bunker sotterraneo sperduto chissà dove) c’è un fenomeno reale ed innegabile ed è la disparità di trattamento riservata ad alcune donne.

Ed il caso Sakineh  (reale o artificioso che sia) ha dimostrato una grande sensibilità di massa verso questa tema.

Ora però la strada per cambiare le cose non può ridursi al tam tam di pubblicazioni e replicazioni dell’immagine di una donna presa a simbolo della mancanza dei diritti civili.

Non andremo molto lontano  se ci limitiamo a condividere  link con l’immagine di Sakineh sul nostro profilo Facebook.

Per quanto siano encomiabili gli intenti di sospendere la sua lapidazione, sovrapponendo la sua immagine a quella del nostro profilo privato nei social network che frequentiamo, continueranno a sussistere casi del genere se non alimentiamo una nuova forma pensiero che non tolleri più differenze di genere.

Detto in altri termini, io non voglio condividere un link per fermare una lapidazione (ammesso che questo cambi le cose) voglio diffondere una forma mentis capace di non concepire più l’associazione adulterio-lapidazione.

E’ a monte che andrebbe pensato il cambiamento, non a valle.

Voglio che si formi una massa critica sufficientemente ampia da rendere impossibile il concepimento di pensieri di disuguaglianza di genere.

Sembrano sogni impossibili, ma Gregg Braden insegna con la teoria della centesima scimmia che un cambiamento di pensiero  se riesce ad essere sufficientemente divulgato può raggiungere una sorta di quorum, di massa critica necessaria per modificare le regole del gioco.

Per quanto posso, mi sto impegnando ad innestare un pensiero di equità e di pace, di confronto dialettico tra i generi attraverso un progetto chiamato

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo

Qui sotto

troverai il manifesto del progetto:

Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” è volto alla costruzione di una massa critica sufficientemente ampia per diffondere una forma-pensiero di effettiva equità nei generi sessuali.

Per il recupero di un modo di pensare pacifico e rispettoso della terra, il ruolo del femmineo è determinante. E’ un movimento che promuove iniziative concrete per la divulgazione di nuove rappresentazioni sociali della donna che tengano conto della sua specificità di genere.

E’ inoltre rivolto al recupero della dignità di genere attraverso il confronto su tematiche al femminile.

Per intenderci, non ci limiteremo a pubblicare notizie su casi di mancata emancipazione e violazione dei diritti della donna  ma  lavoreremo con l’impegno affinché un nuovo paradigma di pensiero non permetta mortificazioni e denigrazioni dell’essere donna.

Per fare ciò saranno previsti workshop, seminari dal vivo e materiale audio/video da far circolare.

Per iscriverti al progetto e creare un circuito virtuoso di donne che perseguono le medesime finalità, basta registrarsi qui in basso:

http://simonavitale.com/

Grazie per aver aderito a quest’iniziativa.

Ogni bene!

Simona

:-)

Il ruolo della donna nella Nuova Era

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Ciao,

oggi riprendo a parlare dell’energia femminile che si sta sprigionando da più parti ed anche questo segno di un cambiamento di coscienza dell’umanità e della nostra amata Terra.

Nel precedente post qualcuno mi aveva chiesto di esplicitare in che modo quest’energia femminile si sta diffondendo e cercherò di chiarirlo adesso.

Stiamo andando incontro alla fusione delle nostre polarità yin e yang, dentro di noi si sta verificando il cosiddetto “matrimonio alchemico” ovvero l’integrazione della nostra parte femminile e maschile.

Il divino, del resto, è maschile e femminile e Dio è Padre e Madre allo stesso tempo.

Nei sistemi di pensiero e credenze spirituali più antichi il culto della Dea era molto sentito, si pensi alla storia di Gaia da cui tutto ebbe origine o la venerazione di Iside in Egitto.

Poi, nuove forme – pensiero fallocratiche si sono imposte nella cultura e nell’immaginario collettivo e questo ha fatto sì che la Divinità fosse presentata come monca della sua parte femminile.

Come ci ricorda Saint Germain in “Anime Gemelle. Anime Compagne”:

Per eoni il maschio ha temuto questa mistica che egli non poteva comprendere con la sua mente logica, perciò ha cercato di dominare, sopprimere e perseguitare la donna così da sentirsi più potente. Questo ha portato ad uno squilibrio cruciale nella percezione del maschile e del femminile come generi paritari”.

Ciò che riporto adesso è un brano tratto d un ebook gratuito, scaricabile a questo sito: http://www.purocuorefranoi.com/il%20piano%20divino/il_piano_divino.pdf e dal titolo “Il piano divino per la Terra” che spiega cosa sta avvenendo in termini di cambiamento e di riequilibrio tra il mascolino ed il femmineo.

“È ormai evidente che sulla Terra c’è da tempi remoti una forte tendenza patriarcale. Le qualità innate dello spirito femminile – basate su creatività e intuito – sono state sempre guardate con timore dalla percezione distorta maschile, e così le donne sono state represse, dominate e perseguitate nel corso della storia. Per riportare l’equilibrio in un mondo che ha visto così tanto potere della forza maschile, la maggior parte delle anime dei Servitori hanno scelto di incarnarsi oggi sulla Terra in corpi femminili.

In quanto agenti del cambiamento, questi valorosi emissari del Nuovo Spirito portano sul pianeta una concentrazione davvero alta di energia femminile, che risolverà il problema della tendenza patriarcale una volta per tutte, riportando il necessario equilibrio e l’armonia delle quali beneficeranno tutti nel Nuovo Mondo, donne e uomini.

Qui poi c’è una raccomandazione molte utile che viene rivolta alle operatrici di Luce che spesso cadono nel gioco di ruolo infermiera/ammalato con il rischio di sprecare risorse ed energie preziose per la propria evoluzione sprituale.

Tuttavia, nel periodo che porta alla Grande Transizione, essendo ancora l’autorità maschile detentrice del potere globale, i Servitori di sesso femminile continueranno a esperire parte della sofferenza dovuta alla persecuzione collettiva subita da così tante donne nel corso dei secoli. Ma devono sapere che il tanto atteso momento della loro liberazione e della vittoria è ormai prossimo.

I Servitori di sesso femminile spesso sentono un’innata attrazione empatica per compagni che hanno grande bisogno di amore, cura e attenzione personali, ma presentano anche aspetti negativi della personalità che possono anche non includere la sindrome della dominanza maschile. Il pericolo potenziale insito in una simile unione è alto, anche se il programma personale ha spesso la funzione di condurre alcune donne alla diretta esperienza di legami di questo tipo.

Il desiderio cieco di essere utili può portare a dei rapporti personali davvero deleteri, nei quali il Servitore di sesso femminile corre il rischio di essere oscurato e vampirizzato (privati della forza vitale) dal proprio partner a causa di un’interazione dei chakra debilitante e della contaminazione aurica: una donna che tenta con sincerità di aiutare un uomo incapace di ricevere il suo amore. Il male opera senza sforzo e con grandi risultati, attraverso uomini pieni delle caratteristiche del sé inferiore, e l’oppressione è un risultato davvero comune della tendenza a lasciarsi sottomettere mostrata da molti Servitori di sesso femminile, e può apportare gravi danni psico-emozionali. Indugiare troppo a lungo in relazioni di questo tipo che non mostrino miglioramenti può essere fatale per la missione di un Servitore, e molte donne si troveranno costrette a separarsi dal proprio compagno nel corso delle imminenti transizioni.”

So che la tentazione di voler aiutare il proprio uomo è forte, ma contiene in sé un’insidia.

L’insidia è quella di voler controllare e dirigere qualcuno aspettando che cambi e questo (ahimè) non è amore, bensì ossessione.

L’amore è accettazione.

Attenzione quindi a non farsi travolgere da giochetti psicologico intra-coppia che inducono all’autoannientamento a beneficio di qualcun altro.

Se vuoi fare qualcosa per il tuo uomo, cambia te stessa. Se vuoi più amore, amati di più. Se vuoi più attenzione concediti più spazio e prenditi cura di te stessa.

Sei già completa di tuo. Non lasciare che la tua autostima vacilli sotto il giudizio altrui.

Tu sei la tua anima gemella. Quando ti amerai così come vuoi essere amata, attrarrai quell’amore che ora ti neghi.

Come per ogni cosa, parte tutto da noi stessi. Più amore si dà a se stessi, più se ne riceve.  Nessuno può essere salvato da nessun altro poiché la chiave per la felicità nessuno può girarla per noi.

Se vuoi approfondire il tema delle donne che amano troppo ti consiglio l’omonimo e famoso testo di Robin Norwood, “Donne che amano troppo”, oppure i libri di Sherry Argov dal provocatorio titolo “Perché gli uomini sposano le stronze e lasciano le brave ragazze e “Falli soffrire”.

Sulla stessa linea d’onda suggerisco anche il volume di Gerry Stergiopoulos dall’altrettanto provocatorio titolo “Trattali male”.

A dispetto dei titoli, non verrà mai consigliato di maltrattare alcun uomo, ma solo di amare più se stesse.

PS

Se ti interessa approfondire l’argomento delle donne che amano troppo, scrivimi in privato per email.

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"Perchè non ha senso temere la data 2012"



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Come diventare una Dea
Tre passi per essere divina

di Simona Vitale



L'intento dell'ebook non è soltanto quello di andare a recuperare una memoria mitica perduta ed in parte rimossa, ma anche quello di fornire le tre chiavi per vivere appieno la femminilità: consapevolezza, creatività ed autorità interiore, nonché di contribuire alla diffusione di una forma pensiero egualitaria, di sostanziale pace tra i sessi e di valorizzazione delle specificità di genere.

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