Autoguarirsi

Questo post è per tutti, ma in particolare è dedicato alle due persone che dimorano nella mia abitazione afflitti in un modo o nell’altro dal binomio malattia/dolore.
Un modo utili per far passare l’uno e l’altro (li uso come sinonimi) non è coprirli con delle medicine, nè ostacolare il loro corso.
Tutt’altro.
Per fare andare via il dolore (sia esso fisico o emotivo) bisogna letteralmente lasciarlo andare. Bisogna ascoltare il dolore sordo, lasciare che comunichi il suo messaggio, accoglierlo nella sua importanza e lasciar andare con amore quel disagio.
Il dolore è nella resistenza, nel trattenere le energie.
Fa male (in senso figurato e non) laddove si contrasta il dolore, non lo si accetta, bloccando il naturale fluire dell’energia.
Un esercizio miracoloso per far evaporare il dolore consiste proprio nel lasciarlo fluire completamente.
Ci viene in aiuto Joe Vitale, che nel best seller The Key – La Chiave spiega un trucchetto efficacissimo per alleviare i mali.
La riporto testualmente:
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1) Piegate la testa in avanti e posate la mano sull’addome o sul petto per aiutarvi a sentire l’emozione
2) Sentite l’emozione nel corpo.
3) Misuratela su una scala da 0 a 10
4) Aumentatela o raddoppiate volontariamente la sua intensità (fa male eh…? stai tranquillo ..è lì che stiamo andando a sbloccare il ristango energetico)
5) Aumentatela ancora, ancora, ancora…
6) Aumentando l’intensità, noterete che si scioglie e inizia a scomparire
7) Misuratela di nuovo da unas cala da 0 10. E’ diminuita’ Se è così, siete sulla strada giusta. Continuate l’esercizio finchè l’intensità dell’emozione scende a zero.
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Il dolore risiede nel voler contrastare il messaggio, non nel messaggio stesso.
Il sintomo doloroso è come il bip bip del cellulare: una volta che il destinatario del messaggio ha letto e interpretato il contenuto della missiva
allora la sofferenza non ha più ragione di presenziare.
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Questo post non ha un valore terapeutico, nè medico.
E’ solo dedicato ai miei.
VVB
Simona




Che bella energia che ha questo post, grazie Simona!
Simone
Bella dedica e bella info!
Una cosa che sicuramente manca in generale come insegnamento e che abbiamo imparato grazie ai trattamenti shia-tsu/reiki che ci facciamo fare è proprio che se hai un messaggio di allarme che tu senti come dolore o fastidio è proprio una energia bloccata che non scorre, magari ti insegnassero questo da piccolo, ora non si dovrebbe lottare per infilare questi file nel cervello……..ma allora le farmaceutiche che oggi imbottiscono la gente di farmaci dove le mettiamo………noi un’idea ce l’avremmo
Ciao
Carissima Simona mi mandi perfavore la mail di ieri per L`iscrizione , ho avuto un po di problemi con il compiuter ,! Grazie Germana!!!
Grazie a te Simone, ha un’ispirazione un pò personale questo post.
Ciao mark..hai proprio ragione… il dolroe non è un nemico da combattere, ma solo un messaggero che dice “ascoltami..ascoltami”.
Una volta ascoltato se ne va.
Invece più non lo si ascolta più sarà insistente.
Conosco una persona che per vari problemi legati a interventi e malattie varie ha sempre mal di pancia e mi dice : “Io odio la mia pancia..prendere un pugnale e la ucciderei”..sono frasi brutte..che fanno male anche a me che le ascolto semplicemente.
Ora sto insegnando a questa persona ad inviare alla pancia amore e di ascoltarla. Ci provo.
Germana, ti ho risposto via email..spero tu abbia risolto.
Simona
Molto tenero il tuo post Simona e pieno d’Amore…spero che le persone a te care alle quali l’hai dedicato lo leggano e ne respirino l’anima…
E’ un messaggio difficile da interiorizzare ma quando ci si riesce la prospettiva cambia e anche il dolore, la malattia e la sofferenza che li accompagna, si vestono di una luce diversa.
E’ sempre una questione d’amore… per noi stessi… e imparare ad ascoltare ed accogliere i messaggi del nostro corpo è il primo passo verso la comprensione e la guarigione.
Un tempo anch’io ignoravo che tutto …ma proprio tutto è sempre e solo dentro di noi…arriva e riparte dallo centro centro.
Oggi ascolto il mio corpo e i messaggi che mi manda…coccolo la parte sofferente, la rassicuro e le parlo come parlassi a un amico, chiedendole di aiutarmi a capire che cosa sto sbagliando e qual è la direzione giusta da prendere perché l’armonia riprenda il suo posto.
Non è sempre facile capirlo subito, spesso preferiamo chiudere gli occhi e il cuore per non vedere e sentire ma se permettiamo a quell’Amore di fluire e guidarci, prima o poi la risposta arriva. E anche la guarigione
Un grande abbraccio piccolina…:)
Anna
Grazie Anna,
le tue parole mi hanno commosso. Le sento autentiche (e Dio quanto benedico i momenti di autenticità) e cariche di affetto.
Grazie..garzie..grazie.
Lo prendo sul serio l’abbraccio.
Buona domenica.
Simona