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Il guardiano interiore
Ciao,
quella che segue è una visualizzazione per incontrare il tuo guardiano interiore.
La visualizzazione è tratta dal libro di Miranda Gray “Luna Rossa“, un testo molto utile che parla di come capire e usare i doni del ciclo mestruale e che io ho leggermente adattato per tutti, uomini e donne.
(Sto parlando molto dell’Archetipo del principio femminile in questi ultimi post, non a caso, giacchè con l’approssimarsi del 2012 stiamo assistendo ad un risveglio dell’energia femminile che investe tutti, indipendentemente dal genere di appartenenza, ma ne parlerò più nel dettaglio nel prossimo articolo).
L’incontro con il guardiano interiore, custode delle nostre potenzialità, ci permetterà di accettare la nostra forza e di riappacificarci con il corpo, accettandolo e prendendone consapevolezza.
E’ pertanto un esercizio di risveglio del nostro potenziale che va a lavorare per incrementare il senso di fiducia nelle nostre capacità interiori.
Come si sa, ciò che più si teme non sono le nostre falle, le nostre mancanze, ma il nostro potenziale, che è illimitato.
Accettarlo e benederilo costituisce uno step preliminare per sprigionare le energie inespresse ed assopite.
Prima di leggere e poi seguire la visualizzazione ti suggerisco di fare tre bei respiri profondi (inspirando con il naso gonfiando l’addome ed espirando con la bocca sgonfiando l’addome) per rinvigorire l’energia del corpo.
Bene.
Partiamo!
“Rilassati e poi visualizza te stesso in piedi in un prato, nella calda luce del sole.
Resta così per un po’, notando la sensazione dell’erba sotto i tuoi piedi nudi, l’aria profumata, il grado di calore del sole e la stagione.
Di fronte a te c’è l’albero della Vita e mentre cammini verso di esso noti gli effetti della stagione che hai scelto sulla sua chioma.
Una leggera brezza muove le foglie e, guardando su, tra i rami, chiedi al Guardiano di apparire. Abbassando lo sguardo vedi il Guardiano di fronte a te.
Osserva bene il suo aspetto.
Avverti in lui un’aura di potere, mentre, in silenzio, ti porge qualcosa.
Vedi che è una costruzione in miniatura a forma di croce con al centro una cupola d’oro con intricati disegni e tempestata di gemme.
Sei meravigliato per la sua bellezza e per la precisione dell’esecuzione, e, mentre il Guardiano solleva la piccola cattedrale, vedi che è una scatola che contiene un calice.
Il calice è d’oro all’esterno e d’argento all’interno ed entra comodamente nella scatola.
Dentro al calice vedi una piccola quantità di liquido rosso che ricopre quasi completamente un anello con un rubino quadrato.
Il Guardiano solleva il calice dalla scatola e te lo offre dicendoti che se toccherai l’anello il vino ti avvelenerà, se invece berrai prima il vino potrai prendere l’anello senza problemi.
Tu sollevi il calice portandolo alle labbra e bevi il vino, gustando il suo aroma fortemente speziato.
Mentre prendi l’anello dal calice e te lo infili al dito, senti che qualcosa di importante sta avvenendo.
Percepisci un calore al basso ventre e una forza interiore che ti dà sicurezza e ispirazione.
(…)
Accetti il tuo corpo e ti fidi della sua natura, sapendo che fai parte sia del mondo interiore che di quello esteriore.
Con l’accettazione e la fiducia viene uno stato di grazia e , mentre riprendi coscienza del tuo corpo fisico, porti quella grazia e quella forza dentro di esso.
Il contatto con il tuo Guardiano interiore può essere riattivato ogni volta che preferisci attraverso la visualizzazione dell’albero della vita, così come l’hai immaginato nel tuo stato di rilassatezza.
Trovo questo esercizio particolarmente significativo perchè funziona molto bene per la legittimazione del nostro potenziale che, non solo è spesso temuto dal suo portatore, ma a volte condannato socialmente.
Come ti senti dopo aver fatto pace con il tuo potenziale?
Al post non ho associato nessuna immagine che potesse suggerire la figura di un “guardiano interiore” perchè non volevo condizionare la visualizzazione.
Come era fatto il tuo guardiano?
Che sembianze aveva?
Era giovane/vecchio…donna/uomo… vestito in maniera regale/umile?
Fammi sapere, lasciandomi un messaggio qui sotto!
Un abbraccione!
Simona
PS
Il libro “Luna Rossa” è un’ottima lettura anche per i maschietti che vogliono scoprire qualcosa in più a proposito del rito sacro del ciclo mestruale
La vera storia della Befana

befana
Ciao,
mentri intingi le mani nei dolciumi della calzetta che ti ha portato la Befana, ti racconto la sua storia.
Mentre la leggi puoi anche continuare ad immergerti in piaceri zuccherosi e cioccolatosi, sarò contenta di essere in compagnia di un uditore dal palato dolce!
La Befana ha origini antiche e parentele assai strette con il mito della strega. Con questa condivide un aspetto ossuto e vecchio, la capacità di volare a cavallo di una scopa, doti magiche e la sua indole ambigua: buona/cattiva, ma sempre giusta ed equa.
Ne “La strega e il crocifisso” Paolo Portone, fine conoscitore degli aspetti antropologici, storici ed etnografici della strega, ha suggerito un’analogia tra la Befana ed una figura mitica del folklore mitteleuropeo chiamata Perchta nella Germania meridionale ed Holda nella Germania del Nord.
Con questi due nomi – riporta Portone -
“Era conosciuta prima dell’avvento del cristianesimo una divinità femminile della vita e insieme della morte, associata alla latina Diana/Ecate dea della vegetazione, e quindi della fertilità, guida dell’esercito furioso o caccia selvaggia, cioè della schiera dei morti anzitempo, che percorre di notte implacabile e terribile, le vie dei villaggi, mentre gli abitanti sbarrano le porte in cerca di protezione“.
La strega non è nient’altro che una variazione sul tema della Dea primigenia, creatrice del Tutto, il cui culto fu smembrato con l’avvento della società patriarcale che diede vita ad una galleria di dee (si veda il pantheon egizio, quello ellenico o anche quello celtico) e poi ancora diluito nella venerazione delle sante e della Vergine Maria con la diffusione del Cristianesimo.
La Dea celebrata dal periodo del Paleolitico fino all’Età del Bronzo conserva caratteri sia maschili che femminili, sia positivi che negativi, è sia creatrice che distruttrice giacchè ella è Utero e Tomba del Tutto che qui genera e qui decompone, in un alternarsi ciclico ed eterno.
Ella è accogliente e divoratrice, non conosce il concetto di dualità, nè di categorie dicotomiche (si/no, bianco/nero, buono/cattivo, bello/brutto, giovane/vecchio e così via).
La dualità non era conosciuta ai tempi in cui si celebrava il culto della Grande Dea Madre, l’approccio alla realtà era olistico e si faceva fatica a prendere familiarità con il concetto di Separazione giacchè, in quel tipo di pensiero (erroneamente definito primitivo) Tutto era connesso al Tutto.
Questo tipo di deità al femminile era inevitabilmente connesso tanto al principio di vita quanto a quello di morte (che allora non era vissuto come un tabù, ma come un elemento inestricabile dell’esistenza, la quale fluisce sanamente laddove c’è morte e rigenerazione continua).
Il Cristianesimo, che è tuttora permeato da elementi pagani e dell’antiqua religio, ha epurato dalla numinosità al femminile l’aspetto distruttivo e legato alla morte.
Secondo Portone:
“Sembrerebbe che la sopravvivenza della divinità pagana nella società cristianizzata sia stata possibile solo a condizione di una sua inversione simbolica e di una sua metamorfosi in grottesco spauracchio.
Parafrasando Propp, gli spiriti femminili, archetipi delle divinità della fertilità politeiste, subirono, nel passaggio dal politeismo al monoteismo, una radicale trasformazione di significato che li tramutò in autentica diavoleria, non diversamente da quanto era accaduto, nella transizione del Paleolitico al Neolitico, quando: la madre e signora degli animali diventa una strega che s’impadronisce dei bambini per divorarli non simbolicamente“.
Ecco perchè nell’immaginario cristiano la divinità al femminile ha soltanto i caratteri positivi legati alla creazione, ma non alla distruzione. Questi ultimi sono stati demonizzati e relegati in figure malvagie come quelle delle strega.
La strega come la befana ha in serbo ancora la duplicità che contraddistingue la Grande Dea Madre.
Come ricorda ancora Portone:
“La protagonista della notte dell’Epifania manteneva una duplice personalità: di dispensatrice premurosa di doni ai bambini buoni ma anche di severa castigatrce dei monelli, sebbene le sue punizioni si limitassero al carbone, quello vero“.
In questo contesto mi piace riabilitare la figura delle streghe che:
“dopo la grande censura dell’immaginario operata da cattolici e protestanti, continuano, sebbene in grotteschi simulacri a rivivere nella familiare figura della nonnina dispensatrice di doni“.
Con una strizzata d’occhio alla nostra storia più antica della quale amo riappropriarmi sempre, ti abbraccio e ti auguro una felice notte della befana!
Simona
PS
Se non l’hai ancora fatto e ti interessa approfondire la storia del Culto della Grande Dea Madre iscriviti alla mia pagina:
PS2
Grazie a Paolo Portone per il suo libro “La strega e il crocifisso. Radici Cristiane o Cristianizzate?” e per averci raccontato una storia in parte perduta, in parte volutamente omessa.
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Esercizio per guarire il cuore

Ciao,
oggi parliamo di come guarire le ferite del cuore e lo facciamo con un esercizio energetico tratto dall’ultimo libro di Monica Amarini Colosimo: “D O N N E CHE RITROVANO IL CUORE“.
L’esercizio che segue non è rivolto però solo alle donne e non serve semplicemente a guarire le ferite d’amore, ma tutti i dolori che il cuore ha dovuto sopportare fino a questo momento (traumi, ferite passate, sentimenti negativi legati ad eventi spiacevoli ecc.).
Il libro di Monica Colosimo propone davvero tanti esercizi su come fortificare il nostro cuore e liberarci dai pesi dell’anima ed è stato per me difficilissimo sceglierne uno piuttosto che un altro.
Sono esercizi che sul piano simbolico, eterico (e di conseguenza anche fisico) agiscono da grande stimolo per la ricarica energetica e per la rigenerazione.
Li ho provati sulla mila “pelle” e devo dire che sono potentemente benefici.
Avrei voluto raccontarli tutti, e dedicare spazio a descrivere nel dettaglio quali sensazioni ho provato per ogni esercizio, ma ne sarebbe uscito fuori un articolo troppo lungo e forse illeggibile.
Sono davvero tante le strade che indica Monica per rialzarsi quando il cuore è andato a pezzi, come ad esempio dedicarsi allo sviluppo della propria creatività attraverso la pratica della scrittura, ovvero scrivere di sè, scrivere e basta, liberarsi, esternare i propri stati d’animo, raccontare la propria storia e (perchè no) farla diventare un racconto.
Dedicarsi a questa pratica ritagliando uno spazio sacro per noi stessi, fa fluire il dolore dall’interno, traspone ciò che si muove dentro e lascia liberi.
Ho anche molto gradito le pratiche del danzare da soli sulle note della propria musica preferita smuovendo l’energia rintanata e rinnovandone le riserve.
Ma più di ogni altro esercizio, quello che ho apprezzato maggiormente è ciò che mi appresto a riportare, ringraziando Monica, per quanta amorevolezza ha immesso in queste parole:
IL BAGNO DELLA DEA O DEL DIO
“Trova un momento per stare in tranquillità. E respira profondamente con calma, ascoltando i rumori interni. Poi afferma:
- Ora riprendo il mio cuore nelle mie mani e lo salvo -
Appoggia una mano sotto al cuore, con il palmo rivolto verso l’alto. Con l’altra mano sempre all’altezza del cuore, mima il gesto di aprire un rubinetto.
Immagina che tutto il buio sepolto nel tuo cuore esca come un liquido di inchiostro. Fiumi di liquido sgorgano dal tuo cuore, anneriscono la conca della tua mano, accarezzano la pancia e scivolano giù, fino a raggiungere una pozza di acqua cristallina, piena di diamanti: una pozza d’acqua magica che trasforma istantaneamente il buio in trasparenza. Chinati a raccogliere quell’acqua immaginaria, che ora pulisce anche le tue mani, il tuo corpo.
Usala per lavare le tue ferite emotive, portala sulle gambe, sulla schiena, sino al capo.
Compi i movimenti percorrendo il tuo corpo, dappertutto, con le mani sempre colme di acqua fantastica; continua a farlo per qualche minuto.
Poi preparati un bagno dove immergerai dei cristalli (vanno bene le pietre che hai in casa: quarzi acquemarine, tormaline, quello che vuoi).
Pronuncia questa frase:
- Tutto in me ora è luce splendente -
Quando esci dalla vasca dopo il bagno, asciugati e descrivi l’esperienza, le emozioni, le sensazioni che provi”
Il bagno della Dea o del Dio celebra la tua rinascita.
Aribenvenuto/a al Mondo!
Quando ho provato l’esercizio sentivo che dal cuore insieme all’inchiostro uscivano anche pezzetti di carne anneriti dal tempo, aborti della coscienza, malformazioni dell’anima, abbozzi e tentativi mal riuscitivi di stare su due piedi nel Mondo, tumori e tumefazioni dell’organi deputato ad amare.
Tale parto indolore mi ha lasciato una sensazione di leggerezza e benessere indescrivbile ed avevo piacere a condividere quest’esperienza con te!
Un abbraccio sincero.
Simona
Vadim Zeland: Reality Transurfing vol. 3
Ciao!
Oggi parliamo dell’ultimo libro della saga di Vadim Zeland “Reality Transurfing” e più precisamente del suo terzo volume “Avanti nel passato“.
In questo libro lo scrittore Zeland finalmente ci spiega come muoverci nello spazio delle varianti (le linee della vita) attraverso degli esercizi energetici che qui andrò a riproporre.
Dopo tre libri e centinaia di pagine, il fisico russo ci suggerisce delle pratiche per rinforzare i nostri centri energetici disponendoci ad accogliere meglio le linee della vita a noi più congeniali.
Riuscire a sintetizzare il pensiero di Zeland è, come sempre, cosa non facile, perchè è probabilmente il più cervellotico tra gli autori che si occupano di risveglio della coscienza e sviluppo della consapevolezza.
Nonostante Zeland spieghi concetti complessi in modi altrettanto complessi, le sue riflessioni mi sono sempre sembrate giuste ed in sintonia con il mio modo di intendere le cose.
I concetti che a me risultano più cari riguardano l’importanza ed il fluire delle cose.
Zeland ritiene che è proprio l’importanza a generare malessere, malintesi e tensione. Al diminuire dell’importanza attribuita alle cose diminuirebbe anche la tensione ad essa associata con un miglioramento in termini di relax ed una maggiore capacità di attrarre ciò che desideriamo.
Il concetto di desiderio per Zeland andrebbe pertanto concepito come una ferma intenzione piuttosto che come un bisogno che, viceversa, indurrebbe a emanare frequenze di penuria e carenza.
Per ciò che riguarda il fluire delle cose, Zeland invece ci ricorda che per vivere armoniosamente dobbiamo riporre le armi della lotta, smettere di nuotare controcorrente e seguire morbidamente il flusso non come chi si lascia trascinare dagli eventi, ma come chi li gestisce con orchestrazione dall’alto o partecipazione esteriore.
Danzare nel flusso è diverso che buttarsi come un pesce morto nella corrente…significa infatti ballare a ritmo della musica…se la musica cambia..noi cambiamo ritmo..ma è con essa che danziamo e non ci opponiamo al cambio di canzone (in analogia con il cambiamento di situazione che la vita comporta).
La metafora del danzare con la musica è mia e spero renda bene l’idea del muoversi nel flusso che intende Zeland.
Ora, i concetti di importanza, intenzione e flusso erano già stati esposti nei primi due volumi e vengono ripresi nel terzo libro che chiude la saga: “Avanti nel passato“.
Ciò che c’è di nuovo in questo volume sono gli esercizi energetici di cui parlavo sopra e che aiuterebbero ad attivare i chakra.
Zeland ci ricorda dell’importanza di sentire il proprio corpo abituandoci ad affinare l’ascolto della sua presenza, così facendo attingiamo all’energia Universale che è illimitata e rigenerante.
Di seguito riporto le sue parole che descrivono un procedimento semplice per familiarizzare con la sensazione di presenza dell’energia intorno al corpo:
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“Mettetevi in piedi, diritti come vi è più comodo e sciogliete le tensioni muscolari.
Fate un’inspirazione e immaginatevi che un flusso energetico fuoriesca dalla terra, penetri al vostro interno attraverso la zona del perineo, si muova lungo la colonna vertebrale, esca dalla terra e si disperda nel cielo. Poi espirate e immaginatevi che dall’alto del cielo discenda un flusso energetico che entra nella vostra testa, si muove lungo la colonna vertebrale e scompare nella terra”.
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Mi piacciono molto questi esercizi perchè insegnano a radicarci nella terra nella materialità e, nello stesso, ad elevarci verso il cielo armonizzando le energie e creando uno stato di equilibrio tra la dimensione più fisica e quella eterica.
Di seguito riporto un’altro esercizio descritto da Zeland per fare ginnastica energetica ed aumentare il livello di rilassatezza e benessere:
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“Focalizzate la vostra attenzione sulla superficie del corpo.
Potete immaginarvi quello che volete: che la pelle si riscaldi o che s’informicoli, o che venga scossa da delle cariche energetiche.
L’importante è che sentiate di avere la pelle. E adesso provate a sentire l’energia che si espande per tutta la superficie del corpo, come le striature iridescenti su una bolla di sapone.
In questo momento siete una parte dell’Universo e vi trovate in equilibrio con Esso.
Non dovete sforzarvi di raggiungere sensazioni particolari. Ognuno di noi sente a modo proprio. Non bisogna sforzarsi in nessun modo. Eseguite l’esercizio come “en passant”, tra una cosa e l’altra, ma con decisione.
Se riuscite a cogliere la sensazione integrale della superficie del vostro corpo aperta alle trasfusioni di energia, significa che avete raggiunto proprio quello che si dice uno stato di rilassamento, di equilibrio e di fusione con il mondo circostante.”
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L’ultimo esercizio che riporto favorisce anche questo l’attivazione dei centri energetici e l’incremento della consapevolezza. Nel farlo è possibile sentire una sorta di “click“, di meccanismo che si attiva, segno che l’esercizio è stato ben fatto:
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“Per la veloce messa in azione delle fontane energetiche si può ricorrere ad un metodo molto efficace. Immaginate che dal centro stesso del vostro corpo si dipartano due lancette orizzontali contrapposte: una è direzionata in avanti, l’altra all’indietro.
Le lancette fuoriescono dal corpo ad una distanza di venti-trenta centimetri o anche di più.
Ora mentalmente girate le lancette nello stesso tempo, l’anteriore in su e la posteriore in giù, in posizione verticale lungo la colonna vertebrale.
Sentirete subito che i canali energetici si sono chiaramente riattivati”.
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Hai sentito il “click”?
Se sì, fammi sapere che tipo di sensazioni si sono diffuse lungo il corpo, lasciandomi un commento qui in basso .
Spero che questi esercizi di ginnastica energetica ti siano piaciuti e ti siano utili.
A presto.
Un abbraccio di luce!
Simona
Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina

Ciao,
sono stra-felice di presentare il mio e-book (MacroEdizioni) dal titolo “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina“.
L’e-book è parte del progetto “Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” di cui ho già ampiamente parlato nei post precedenti e costituisce un progetto di recupero delle specificità di genere al fine di diffondere una forma pensiero egualitaria e di pace tra i sessi.
Nel libro si parla della storia del culto della dea dal Neolitico all’età del bronzo. Ci si occupa inoltre del pensare/sentire al femminile. Della questione del ciclo mestruale e dei suoi tabù. Si parla inoltre della storia omessa delle donne, quella che i libri di storia ufficiale hanno censurato.
Il libro, come vedrai, è una sorta di percorso iniziatico che va dal recupero di una storia sepolta (e qui dissotterrata) alla riscoperta delle tre chiavi per far pace con il femmineo:
1) Consapevolezza (in termini di centratura, equilibrio tra le parti del sè, coscienza del proprio essere, lucidità, concentrazione, armonia, presenza nel qui ed ora)
2) Creatività (in termini di riversamento dei proprio talenti all’esterno, sviluppo di curiosità, propensione per il fare e l’agire, dinamismo e tutto ciò che comporta movimento ed esteriorizzazione dei propri sogni)
3) Autorità interiore (in termini di contegno, recupero della dignità, sviluppo del senso della meritevolezza, fiducia nelle proprie scelte, decisione e fermezza d’animo)
Ecco l’indice del testo:
- Chi è la Dea
- Un po’ di storia
- Pensare Ginoide
- Flussi Magici
- L’altra faccia della Dea
- Come diventare una Dea
- Fare pace
- La consapevolezza
- La creatività
- L’autorità interiore
- Conclusioni
- Bibliografia
Quello che segue è un estratto del testo:
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Un po’ di storia
“Quasi tutte le culture antiche adoravano la Dea in una forma oppure in un’altra. Durante l’era paleolitica, dal 50.000 all’8.000 le persone adoravano la Dea come la madre di tutte le cose esistenti. Questi popoli, più di 35.000 anni fa, dipingevano immagini della Dea nelle caverne dove vivevano e costruivano delle statue per renderle omaggio[1]”.
Prima dell’insediamento del pensiero patriarcale si riteneva che la Dea si fosse auto-creata (fenomeno che va sotto il nome di partenogenesi) e che da essa poi sarebbe scaturito il Tutto.
“In parecchi libri di storici della religione, mitologi e psicologi la Dea è stata descritta come la Grande Madre che dal proprio ventre dà vita a tutte le cose. Generalmente è raffigurata come le ben note Veneri paleolitiche e come le statuette dell’Europa neolitica e dell’Anatolia o dell’Età del Bronzo cretese[2]”.
Naturalmente il termine “Veneri” per definire queste statuette è improprio poiché il mito di Venere verrà molto tempo dopo con la cultura greca.
Ritrovamenti di statue della Dea sono stati effettuati in tutta Europa, “dalle montagne dei Pirenei, in Francia, sino alle pianure della Siberia. La maggior parte di esse sono di piccola dimensione, raffiguranti donne nude e incinte, immagini della Dea nel suo aspetto di donatrice di vita[3]” (si veda la Dea di Willendorf, rivenuta in Austria nel 1908 e risalente ad oltre 30.000 anni fa).
Molte di esse sono rappresentate senza volto a riprova del fatto che la Dea è l’incarnazione del sacro femmineo, ovvero di tutte le donne.
La Dea concepisce se stessa come connessa al Tutto ed è per questo che vive armoniosamente.
Molti sono i nomi della dea, molte sono le caratteristiche che le sono state attribuite, molti sono gli animali che ad essa si associano: il serpente, la civetta, il gatto (associato alla dea egizia Bastet), il cavallo (associato ad Epona), la scrofa (associata a Demetra), l’orso (associato ad Artemide), la farfalla, il pesce, il toro (quest’ultimo per via del fatto che il suo cranio e le corna ricordano la forma dell’utero).
L’utero in tempi antichi è stato associato al bucranio (cranio e corna del toro)
Molte sono le storie in cui la Dea è rappresentata da o con un suo animale, simbolo di abbondanza, rigenerazione, morte e vita.
Secondo Propp: “Nelle storie mitiche la donna-dea “conserva il potere sugli animali e dal momento che l’intera vita del cacciatore dipende dall’animale, ella conserva il potere sulla vita e sulla morte dell’uomo[4]”.
[1] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.
[2] Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, Venexia Copyright, Roma, 2008, pag.XVI
[3] Catherine Wishart, Giovani dee, Macro Edizioni, 2004, pag. 15.
[4] Vladimir J, Propp, Morfologia della fiaba. Le radici storiche dei racconti di magia, Ed. Grandi Tascabili Economici Newton, 2006, pag. 197.
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Tratto da “Come diventare una Dea. Tre passi per essere divina”
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E’ stato scritto con amore e gratitudine per tutte le donne che ho conosciuto senza le cui storie (come ricordo nelle prime pagine del testo) non avrei potuto scrivere la mia!
Alla tua felicità!
Simona
Il potere dei cristalli
Ciao,
come stai?
Hai passato un buon 10/10/10?
Io sì, quel giorno sono stata particolarmente felice, energica ed in buona compagnia.
Spero sia accaduto altrettanto (o di meglio) a te.
Per introdurre il tema che affronto oggi, ho scelto di pubblicare il noto esperiemento di Masaru Emoto sull’acqua, il quale dimostra come la composizione cristallina cambi sotto l’effetto di parole e musiche e vibrazioni differenti.
Oggi tratterò appunto di cristalli a cui sono molto legata, per la loro bellezza e per il loro potere naturale.
Lo faccio, ospitando sul mio blog Jonathan Colla, un mio amico che si occupa di Reiki e che ha aperto un negozio online dove vende oggetti Feng Shui (io ho un debole per il Feng Shui, come saprai).
Lascio la parola a lui e lascio a te un immenso abbraccio di luce!
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Pensi che ci sia differenza tra un Cristallo e una Persona?
Questa domanda posta in questo modo poterebbe sucitare qualche polemica, ma in realtà e che siamo tutti e due esseri di amore e di luce.
Non solo… E’ ormai noto come tutto quello che ci circonda che sia un corpo umano, una pietra, un cristallo una pianta, possiede un campo energetico chiamato Aura.
Grazie al loro magnetismo i cristalli assorbono e scambiano la loro energia con tutto quello che ci circonda creando un armonia nell’ambiente e nella persona.
Essi infatti posseggono la capacità di assorbire la luce nella gamma degli infrarossi e trasformarle in microonde.
Grazie a questa trasformazione, le onde emesse vengono assorbite dall’intero organismo.
Ogni pietra infatti possiede una specifica luce (aura) che occhi poco allenato fanno fatica a percepire ma tramite intuizione creano questa armonia, questa interazione tra uomo e cristallo
Non a caso gli sciamani di tutto il modo utilizzano pietre e cristalli nei loro rituali.
Ogni pietra ha un suo specifico effetto sia a livello psicologico e fisico sul corpo umano.
Nel mio sito www.newageshop.it ho messo una categoria di pietre e cristalli essenziale per poter farli entrare nella nostra vita.
Vi ricordate di Masaru Emoto e i suoi esperimenti nell’acqua, si , no?
Se non ve lo ricordate ve lo ricordo io.
Egli ha documentato, con fotografie come sottoponendo l’acqua a determinati stimoli positivi assumerebbero una forma armonicamente simmetrica o, al contrario, caotica e disordinata, in conseguenza alla “energia” a cui sono esposti, sia essa sotto forma di suono (voce, musica), parola scritta (etichetta applicata a una brocca) o di pensiero o uso delle pietre.
Bene in questa sezione ho voluto proporre un set di vitalizzazione dell’acqua con le pietre caricate energeticamente.
Mettendo queste pietre nell’acqua si crea una armonia e bevendo poi questa viene trasmesso il loro messaggio di amore dentro di noi.
Scusatemi non mi sono ancora presentato:
Mi chiamo Jonathan (alcuni si ricorderanno del mio blog follow the universe).
Sono un operatore Reiki (sto facendo apprendistato Da master) e Cristallo terapeuta.
Questo mio amore per i cristalli ha fatto sì che aprissi un negozio on line dedicato alla Vendita di cristalli, Pietre dure e articoli Feng Shui.
Ringrazio Simona mi ha dato la possibilità di poter inserire un articolo in questo bellissimo blog, dandomi la possibilità farmi conoscere.
Per ricambiare voglio Regalare a tutti gli amici di dicembre 2012 un sconto immediato del 20% per sempre a tutti quelli che si iscriveranno da dicembre 2012 al mio sito www.newageshop.it segnalandomi tramite contatti il codice “promosimona”.
Grazie e tutti un abbraccio di luce e di amore
ciaoooooo
Jonathan
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PS
Se vuoi anche tu segnalare iniziative sul mio blog, scrivimi una mail.
Nel caso i contenuti siano pertinenti con il sito, avrò piacere a pubblicare un tuo articolo. E’ superfluo dire che se vuoi promuovere le tue attività qui, puoi farlo in maniera del tutto free, ma educatamente.
PS2
Hai visto questa pagina?
http://www.simonavitale.com/seminario/
Ti voglio bene!
<3
Simona
Sul caso Sakineh

C’è una foto da diversi giorni a questa parte che compare in giro.
E’ un primo piano di una donna con intorno al viso un velo nero. Il suo nome è Sakineh Mohammed Ashtiani ed è condannata a morte per adulterio ed omicidio.
La vicenda si svolge in Iran, ma il caso ha toccato l’opinione pubblica mondiale ed in diverse città si sono svolte proteste per far sospendere la sua lapidazione.
Perchè?
A prima vista perchè un reato di adulterio punito con la lapidazione sembra una sanzione sociale troppo barbara ed incivile per i popoli “democratici e occidententali”. E questo senso di empatia transnazionale ha mobilitato e sensibilizzato persone molto distanti tra loro.
Ma ad uno sguardo più approfondito c’è qualcosa che non torna sul caso Sakineh.
Perchè mobilitarsi proprio per lei?
Perchè non farlo per altre donne che con il medesimo reato (vero o presunto) di adulterio sulle spalle vanno incontro alla stessa condanna?.
Quanti casi del genere vengono tenuti fuori dai circuiti dell’informazione?
Sulla sua vicenda c’è stata un’inflazione di informazione, perchè invece c’è un’assoluta assenza di comunicazione su altri casi simili?
Se volessimo farci sedurre da una tesi cospirazionista potremmo addirittura supporre che il caso Sakineh sia un pretesto messo in piedi dal governo americano per diffondere l’immagine dell’Iran come paese arretrato nel quale vengono violati i diritti civili.
Quale migliore occasione allora per esportare un po’ di sana “democrazia americana“?
Del resto l’attacco all’Iran era già stato abbondantemente preannunciato, ma mancava una buona scusa per “democratizzare il paese” alla maniera U.S.A.
Ecco allora un’occasione d’oro per innescare il vecchio processo che ha sempre funzionato in ambito di politica internazionale e che va sotto il nome di : PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.
Ora, lasciando le teorie complottiste (per quanto ne potremmo sapere Sakineh potrebbe anche non esistere affatto come Bin Laden, malaticcio e barbuto che comanda un esercito terrorista da un bunker sotterraneo sperduto chissà dove) c’è un fenomeno reale ed innegabile ed è la disparità di trattamento riservata ad alcune donne.
Ed il caso Sakineh (reale o artificioso che sia) ha dimostrato una grande sensibilità di massa verso questa tema.
Ora però la strada per cambiare le cose non può ridursi al tam tam di pubblicazioni e replicazioni dell’immagine di una donna presa a simbolo della mancanza dei diritti civili.
Non andremo molto lontano se ci limitiamo a condividere link con l’immagine di Sakineh sul nostro profilo Facebook.
Per quanto siano encomiabili gli intenti di sospendere la sua lapidazione, sovrapponendo la sua immagine a quella del nostro profilo privato nei social network che frequentiamo, continueranno a sussistere casi del genere se non alimentiamo una nuova forma pensiero che non tolleri più differenze di genere.
Detto in altri termini, io non voglio condividere un link per fermare una lapidazione (ammesso che questo cambi le cose) voglio diffondere una forma mentis capace di non concepire più l’associazione adulterio-lapidazione.
E’ a monte che andrebbe pensato il cambiamento, non a valle.
Voglio che si formi una massa critica sufficientemente ampia da rendere impossibile il concepimento di pensieri di disuguaglianza di genere.
Sembrano sogni impossibili, ma Gregg Braden insegna con la teoria della centesima scimmia che un cambiamento di pensiero se riesce ad essere sufficientemente divulgato può raggiungere una sorta di quorum, di massa critica necessaria per modificare le regole del gioco.
Per quanto posso, mi sto impegnando ad innestare un pensiero di equità e di pace, di confronto dialettico tra i generi attraverso un progetto chiamato
“Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo”
Qui sotto
troverai il manifesto del progetto:
Risveglia la Dea che è in te. Riappropriarsi del potere femmineo” è volto alla costruzione di una massa critica sufficientemente ampia per diffondere una forma-pensiero di effettiva equità nei generi sessuali.
Per il recupero di un modo di pensare pacifico e rispettoso della terra, il ruolo del femmineo è determinante. E’ un movimento che promuove iniziative concrete per la divulgazione di nuove rappresentazioni sociali della donna che tengano conto della sua specificità di genere.
E’ inoltre rivolto al recupero della dignità di genere attraverso il confronto su tematiche al femminile.
Per intenderci, non ci limiteremo a pubblicare notizie su casi di mancata emancipazione e violazione dei diritti della donna ma lavoreremo con l’impegno affinché un nuovo paradigma di pensiero non permetta mortificazioni e denigrazioni dell’essere donna.
Per fare ciò saranno previsti workshop, seminari dal vivo e materiale audio/video da far circolare.
Per iscriverti al progetto e creare un circuito virtuoso di donne che perseguono le medesime finalità, basta registrarsi qui in basso:
http://simonavitale.com/
Grazie per aver aderito a quest’iniziativa.
Ogni bene!
Simona









