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Senso di colpa? No, grazie

Io ho un sogno: mi piacerebbe debellare definitivamente “il senso di colpa immotivato” dalla Terra.
Quando parlo di “senso di colpa immotivato” intendo un sentimento spiacevole che non si riferisce ad un evento ben preciso verso il quale si provano delle responsabilità, ma ad un stato dell’essere che ci fa sentire macchiati ed indegni laddove c’è solo purezza e candore.
Il senso di colpa immotivato (ma bisognerebbe verificare se esista un senso di colpa costruttivo) è depotenziante, limitante e provoca un blocco nell’azione.
A proposito del senso di colpa ho letto di recente queste parole di Lise Bourbeu, nel libro “Chi sei“:
“Praticamente tutti, sulla Terra, potrebbero scrivere un libro sull’arte di sentirsi colpevoli senza esserlo realmente. Gli umani sono degli specialisti del senso di colpa, per ogni minima inezia; ci sentiamo colpevoli senza neppure verificare se sia il caso”.
E’ indubbio che la cultura cattolica abbia contribuito notevolmente a diffondere un senso di colpa generalizzato, innescando (consapevolmente o no) delle strane patologie.
Anni fa, ad esempio, conoscevo una ragazza (era una studentessa di un mio corso all’Università) che come coazione a ripetere ( tipico è l’esempio di chi si lava le mani continuamente) aveva l’abitudine di confessarsi più volte alla settimana perchè si sentiva perennemente in colpa nonostante la sua vita fosse limpida e l’anima cristallina.
Questa giovane viveva nell’angoscia di aver commesso un peccato (che poi si traduceva nell’aver risposto malamente a qualcuno o nell’aver pronunciato una parolaccia) e anelava alla purezza totale che vedeva però lontana ed irraggiungibile.
Più si penava per la mancata realizzazione spirituale e più stava male. Più stava male, più grande era il bisogno di confessarsi, in un circolo vizioso, dal quale ora, fortunatamente è uscita del tutto.
Ora, la patologia di quella ragazza era estrema e per fortuna non tutti hanno dei sensi di colpa così radicati, ma la cultura da cui proveniamo ha dato sicuramente una mano all’idea che non siamo altezza delle situazioni in cui siamo coinvolti perchè imperfetti e meritevoli forse di qualche castigo.
Questa idea non agisce sempre a livello consapevole ma è sotterata nei meandri del subconscio che è spesso imbottito di convinzioni secondo cui “sotto sotto” siamo sbagliati.
Ricorda Lise Borbeau:
“La nostra società è stata costruita sul senso di colpa. Già da bambini ci hanno raccontato la storia di Adamo ed Eva e del peccato originale; abbiamo appreso di essere stati creati nel peccato, che la vita era fatta per soffrire, per espiare, per pentirci in continuazione, e se non abbiamo una valida ragione per sentirci colpevoli, siamo abilissimi nel trovarcene rapidamente una.
Se per esempio una persona che amiamo ha l’aria triste, incominciamo a chiederci – Che cosa ho mai fatto, perchè sia così di cattivo umore? Che potrei fare perchè si senta meglio?-“
Ti è mai capitato? Ti è accaduto di recente?
L’insidia del senso di colpa è che è paralizzante. Blocca l’energia dell’amore in una auto-punizione inutile e dannosa.
Invece di chiederci quindi: “cosa abbiamo appreso da una data situazione?” ci fustighiamo con parole di disprezzo sul nostro conto che non vanno a vantaggio di nessuno.
Forse nessuno ci ha detto che siamo esseri liberi e che possiamo fare tutto, siamo perfetti e meritevoli di tutte le gioie e l’amore di questo mondo.
Siamo perfetti così come siamo. Non dobbiamo mondarci, purificarci, ripulirci dai difetti perchè siamo esseri di Luce e la Luce non ha colpe, la Luce è e basta.
La prossima volta che ti sentirai in colpa per qualcosa invece di annegare nel biasimo per te stesso, domandati onestamente se avevi l’intenzione di nuocere coscientemente.
Se sì, chiedi scusa o usa la tecnica hawaiana dell’ho’oponopono (ripeti la sequenza “Ti amo, Scusami, Grazie, Mi dispiace“) e poi non rammaricartene più.
Se no, non ci pensare e goditi la vita con la leggerezza nel cuore, nell’anima e nella mente.
Vai bene così come sei, e se c’è un giudice severo a condannare i tuoi sbagli quello sei solo tu.
Ti voglio bene.
Simona
PS
Se non conosci la tenica dell”ho’oponopono ne parla Joe Vitale in Zero Limits
PS2
Recentemente ho pubblicato due articoli sul blog di Ricchezzavera.com
Puoi vederli qui:
- Vadim Zeland: Come guadagnare con le proprie passioni
- Feng Shui e ricchezza: come attrarre la prosperità in casa
Il fruscio delle stelle del mattino

Questo articolo trae spunto dal best seller di Vadim Zeland: Il fruscio delle stelle del mattino, per l’appunto, il secondo volume della trilogia “Reality Transurfing“.
Sin da subito ho trovato il titolo del libro molto suggestivo e poetico, sebbene la mente razionale non riusciva a coglierne il senso.
Ma come si fa a mettersi in ascolto del fruscio delle stelle del mattino?
Le stelle mica hanno un suono- diceva la mente – e, ammesso che lo emettano, noi siamo troppo distanti per riuscire a coglierlo.
Ed infine - borbottava la mente- se non riusciamo a sentire il suono delle stelle..come potremmo poi accorgerci del loro fruscio?.
Ovviamente “il fruscio delle stelle del mattino” è una metafora e sta indicare il segnale che emette la nostra anima quando vuole seguire la sua strada.
Affinare la capacità di ascolto de “il fruscio delle stelle del mattino” significa quindi – a detta di Vadim Zeland- prestare attenzione a quanto farebbe gioire, come ad una festa, la nostra anima.
Secondo Zeland, l’anima sa precisamente cosa vuole e cosa non vuole, cosa è in linea con il proprio cammino evolutivo e cosa non lo è, viceversa quello che non sa fare è comunicare con il linguaggio della mente razionale.
Come fare allora per decifrare i suoi desideri?
Essere vigili, presenti, lucidi. Evitare l’effetto zombizzante del tran tran quotidiano, in un’unica parola: vivere con consapevolezza.
Chi non è avezzo a vivere nel qui ed ora, potrebbe cominciare a sperimentare questo stato dell’essere, ponendosi durante il giorno, di tanto in tanto le seguenti domande: Dove sono in questo momento? cosa c’è intorno a me? a cosa sto pensando? che emozioni sto provando in questo momento?.
E’ un esercizio semplice che aiuta a prendere familiarità con il presente e riduce notevolmente l’effetto ipnotico e ammaliante della vita postmoderna (si pensi al solo intorpidimento dovuto al massiccio consumo di tv e videogiochi).
Crescere in consapevolezza comporta molti vantaggi tra cui una maggiore concentrazione, una maggiore efficienza e produttività e una riduzione degli stati emotivi negativi.
Dice Vadim Zeland a proposito: “Tanto più profondamente dormiamo da svegli, tanti più errori commettiamo“.
(…)
“Abbiate cura di voi stessi con sollecitudine, rivolgetevi a voi stessi con partecipazione e attenzione. Allora la vostra anima si riscalderà e potrà dispiegare le sue ali“.
Dinanzi ad una grossa decisione o di piccolo rilievo, cerca di fare silenzio interiore recuperando la connessione con il momento presente e chiediti semplicemente “Anima, cosa desideri?”
Anche se non ce l’hanno mai insegnato, la vita è una festa, è un banchetto, una dimensione in cui sperimentare creativamente le molteplici sfaccettature del nostro essere.
Permettiti quindi di essere ciò che vuoi, ciò che fa vibrare la tua anima all’unisono con l’Universo, sii audacemente te stesso, e se non sai semplicemente cosa vuoi dalla vita rispondi solo alla seguente domanda: “Cosa trasformerà la mia vita in una festa?“.
Ognuno conserva in tasca la chiave per la felicità, alcuni non sanno di possederla, altri ancora sbagliano porta, altri non sanno che bisogna appena girarla nel chiavistello.
Acquisire un udito capace di ascolare il fruscio delle stelle del mattino ci mette tutti nella condizione di trovare la porta d’accesso per realizzare la nostra vocazione e le aspirazioni più profonde.
Con amore.
Simona
2012..che fare?
Molti mi scrivono in privato e mi chiedono più o meno cose simili alla frase che segue:
“Ok il 2012 è un anno indicativo, in realtà dobbiamo vivere nel qui ed ora, ma nel frattempo..adesso… che dovrei fare?”
Altra domanda che mi si pone è la seguente:
“Si..si andrà tutto bene…ma all’approssimarsi del 2012 io scorgo intorno a me cambiamenti di grossa portata e un pò ne temo l’impatto..allora che fare?
Questo post è dedicato a quanti si interrogano con quesiti simili e a loro dedico le sagge parole di Kryon, l’entità angelica (che ci aiuta ad elevare la vibrazione del nostro pianeta) canalizzata da Lee Carroll nonchè da Angelo Picco Barilari (è nel video in alto) in Italia.
Io Kryon, con il mio Servizio
Magnetico ho elevato l’energia di
questo pianeta stendendo tutto intorno al
pianeta una griglia energetica, dei circuiti
energetici per stimolare l’Energia del Pianeta.
“Questo può comportare dei cambiamenti e i cambiamenti possono portare timore.
Tuttavia se sei consapevole di te stesso, di colpo ti scompare ogni paura, ogni ansia, sei a casa tua, ovunque tu sia.
Se invece continui ad identificarti con i possessi materiali, emotivi, mentali, ebbene continuerai a farti del male.
Se invece ti saldi sempre di più all’Essere Spirituale che tu sei, tutti gli attaccamenti scompaiono e finalmente fluisci attraverso l’esistenza e, in quel momento, ciò che tu chiami Dio si può riversare dentro di te.
Quando tu fluisci e sei scomparso, diventando un tutt’uno con l’esistenza, diventi, per usare un’immagine della tradizione hindu, lo Shiva danzante, la danza di Shiva, colui che continua a ballare e a muoversi beato nell’universo, senza mai fermarsi.
Diventi la testimonianza dell’Energia stessa che si muove. Ebbene quando tu diventi questo gesto, a quel punto sei in contatto con Dio e la tua vita diventa facile, ogni paura scompare.
Dunque Kryon in “Rivelazioni sul 2012 e la Nuova Era” suggerisce di restare centrati, nell’armonia del cuore, nell’equilibrio del proprio Essere in ogni momento, così facendo ci si immerge in uno stato di pace e di lucidità, qualunque siano le circostanze intorno.
Così facendo si ottiene inoltre un doppio risultato positivo che si riversa beneficamente sugli altri perchè -dice sempre Kryon – :
“La tua vibrazione comincia ad espandersi verso gli altri e aiuti gli altri con il cambiamento, senza fare praticamente niente.
“Arriverai ad un punto in cui basterà la tua presenza in una stanza, in un posto, a cambiare l’Energia di Dio o di quello che tu chiami Dio.
Questo processo di Energia migliorerà così tanto dentro di te che tutto ciò che è attorno ne sarà ricolmo e, a sua volta, si riverserà dentro di te perchè non ci sarà più separazione, ci sarà solo ed esclusivamente unità con coscienza e di coscienza.
Questo aiuta la trasformazione, aiuta il pianeta, aiuta l’umanità in questo passaggio ed è per questo che io Kryon, ho molta fretta di renderti consapevole.
Come abbiamo visto, dunque, pensare al proprio benessere e alla propria evoluzione spirituale è tutt’altro che un comportamento egoico bensì costituisce un atto preliminare per il sostegno di altri fratelli i quali, come di riflesso, si illuminano della Luce che da noi sprigiona.
Kryon ci spiega la ragione di questo fenomeno:
“Tu sei legato alla vita di ogni Essere Umano, ogni Essere Umano è interdipendente ed è legato ad un filo sottile con gli altri esseri umani, i quali a loro volta sono legati a fili energetici sottili di Entità di Luce.
Se ogni Essere Umano eleva la propria Energia, la propria luce, per la legge universale della corrispondenza (puoi chiamarla anche Legge di Attrazione), si eleva ad unirsi con Entità a lui consone.
Ci stiamo dirigendo verso un’epoca in cui sempre più ci sarà l’integrazione tra il cuore e lo spirito, tra la polarità maschile e femminile, tra l’emisfero destro e quello sinistro poichè stiamo trascendendo la dualità caratterizzante l’era dei Pesci.
Nell’epoca dei Pesci infatti la dualità ci è servita per fare esperienza e per apprendere determinate lezioni, ma ora – ci ricorda Kryon -
Sei nell’Era dell’Acquario e l’Era dell’Acquario dice che come puoi sviluppare i tuoi organi di Luce, la tua coscienza, la tua sensibilità, la tua intuizione non è necessario che tu fisicamente vivi un’esperienza negativa per apprendere qualcosa.
Se tu sei vigile, sei attento, sei sensibile, sei centrato non è più necessità di viverla.
Quindi per rispondere alla domanda di cui sopra, “cosa puoi fare per migliorare la tua condizione esistenziale e di conseguenza vibrazionale”?
Pensare a te stesso, concentrarti su ciò che più desideri raggiungere, abbandonarsi all’idea della provvidenza universale, individuare la propria vocazione e seguirla, alimentare un senso di dignità per se stessi.
La dignità è infatti, tra tutte le virtù, la più affascinante e non va intesa come un senso di altezzosità bensì come accettazione e rispetto per se stessi.
A proposito della dignità Kryon dice che:
“Non è un senso fisico, non è la vista, non è l’udito, non è il gusto, non è il profumo, ma è un senso che riguarda lo Spirito, che riguarda l’Anima.
Quando cominci a decidere per te stesso ciò che desideri, inizi ad avere dignità e avendo dignità non permetti più a nessuno, in nessun modo, chiunque esso sia, fosse lo stesso Kryon in persona di poterti mettere i piedi in testa, di poterti sottomettere, in qualsiasi modo, in quasiasi maniera“.
Mi piace moltol’idea dell’Essere di Luce fiero, ma non altezzoso; attento a sè ed altruista; concentrato in ciò che fa, ma con il giusto distacco per non lasciarsi imbrigliare nei tormenti emotivi; traboccante di amore e forte; lucido e ricco di immaginazione creativa.
Se questo è l’uomo della Nuova Era allora stiamo ben messi, direi.
Grazie infinite Kryon per i tuoi scritti, la tua presenza ed il tuo lavoro energetico.
Con amore
<3 <3 <3
Simona
Il senso di meritevolezza e la Legge di Attrazione

Scrivo questo post per tutti coloro ai quali non sempre riesce di padroneggiare la nota Legge di Attrazione.
Un piccolo suggerimento per far lavorare la LOA (Law of Attraction in inglese) a proprio vantaggio consiste nell’innalzare la soglia della meritevolezza ovvero sentirsi adeguati rispetto agli obiettivi sognati.
Il brano che segue è tratto dal mio ebook “Dipingi la tua vita con Legge
dell’ Attrazione” e tratta esplicitamente del concetto di Merito, una chiave formidabile che apre molte porte (se non lo si confonde con la presunzione).
Condizione essenziale per far lavorare la LOA a nostro favore è aumentare il senso di meritevolezza.
Sentirsi meritevoli di ottenere ciò che più desideriamo è un passo obbligato per raggiungere gli obiettivi preposti.
Non si spenderanno mai abbastanza parole sull’importanza del concetto di “merito” e di “adeguatezza”.
Sentiti all’altezza di perseguire i tuoi scopi.
Senti davvero che puoi ottenere tutta la felicità che desideri, perché la meriti.
Sei perfetto e amabile ed ogni tuo singolo capello è degno di essere amato.
Non c’è niente che non vada in te.
L’universo non attende altro momento che l’attimo in cui ti ricoprirà dei suoi doni.
L’universo ha un atteggiamento benevolo nei tuoi confronti e non vede l’ora di prodigarsi per regalarti il meglio.
Ogni cosa posta dinanzi a te è a tuo servizio.
La Natura collabora alla tua felicità.
Il cielo che ti copre la testa ed il profumo dei fiori sono stati posti lì per te.
Non c’è nessun motivo per cui tu non possa godere di ogni situazione, poiché anche la più apparentemente nefasta conserva il suo lato prezioso.
L’unica cosa che può complottare contro il tuo benessere risiede nel tuo percepirti inadeguato.
Ma in realtà non c’è alcun motivo per sentirsi immeritevole di un successo.
Ogni congettura contro il senso di meritevolezza, in realtà è stata costruita e come tale può essere rimossa.
(stralcio tratto da “Dipingi la tua vita con La Legge dell’ Attrazione“)
Ogni giorno imparo un pò di più come l’amore ed il rispetto per se stessi siano una medicina insostituibile per lenire tanti dolori e guarire dal senso di manchevolezza.
Con amore
Simona
<3 <3 <3
L’arte di far accadere le cose

Sai chi sei veramente?
Sei un Dio che ha dimenticato di esserlo. Sei pura divinità che cammina, ma che ha perduto il ricordo della sua essenza più profonda.
La storia su come abbiamo dimenticato della nostra regalità divina è descritta da Mike Dooley (uno dei tanti autori di “The Secret“) nell’introduzione del suo libro “L’arte di far accadere le cose” di cui riporto la genesi dell’umanità.
“Non molto tempo fa, nelle distese sotto l’Infinito si formò un consiglio di impavidi esploratori - soldati di ventura molto simili a voi – che avevano preso a noia la perfezione, l’immensità e la beatitudine senza limiti.
Potevano possedere qualsiasi cosa volessere possedere. Potevano cambiare qualsiasi cosa volessero cambiare. Potevano diventare qualasiasi cosa volessero essere.
La loro esistenza era diventata così insopportabilmente monotona che ormai facevano fatica a sentirsi i grandi Avventurieri che erano. Non erano abbastanza, convennero tutti: bisognava fare qualcosa. Quindi, essendo quelli che erano, decisero di inventare per la loro realtà una dimensione nuova“.
(…)
Così…”cominciarono ad esplorare le infinite possibilità che improvvisamente si aprivano davanti a loro” arricchendo il loro gioco di nuove sfide ed opportunità.
Inventarono ad esempio LO SPAZIO, giacchè prima erano in tutti i luoghi contemporanamente ed inventarono LA MATERIA.
Ogni pensiero e desiderio prendeva così una forma e la materia cominciò a riempire lo spazio fisico.
Per rendere ancora più stimolante l’esperienza allora gli Avventurieri si nascosero nella Materia e cominciarono a riferirsi a se stessi, da quel momento, come UMANI.
“Questo portò alla necessità di ritrovarsi l’un l’altro nella materia esistente; fu così che finalmente si creò IL TEMPO.”
Gli Avventurieri trascorsero così tanto tempo a giocare ed esplorare le nuove possibilità della creazione che dimenticarono di essere essi stessi delle proprie creazioni e dimenticarono finanche di essere dappertutto, infiniti ed immortali.
“Man mano che il tempo passava, caddero in una trance sempre più profonda che cominciarono a sentirsi intrappolati nei loro corpi, privi di ogni potere all’interno delle loro creazioni.
Non si rendevano più nemmeno conto che erano loro stessi, con i loro pensieri a creare gli oggetti e gli eventi della loro vita e, sebbene rispetto a prima nulla fosse cambiato, iniziarono a considerare quegli oggetti ed eventi come qualcosa da combattere.”
Scaturirono così una molteplicità di emozioni, alcune piacevoli ed entusiasmanti, altre angoscianti e destabilizzanti come LA PAURA.
Dopo un pò scoprirono poi che queste emozioni erano tutte utili per la propria evoluzione e per sperimentare nuove forme di sentire.
Alcuni di essi si risvegliarono dal torpore e continuarono a partecipare al gioco cosmico dell’esistenza con un grado di consapevolezza maggiore ed un maggiore divertimento.
Altri cominciarono a ricordare che “solo smarrendo se stessi e diventando schiavi delle loro illusioni quegli Avventurieri hanno potuto essere condotti emotivamente – grazie ai loro ardenti desideri – a riconoscere e rivendicare la loro profonda divinità.”
Questa storia, narrata da Mike Dooley e da me elaborata e riassunta qui, non è solo una favola, ma ha più analogie con il vero di quanto si possa immaginare.
L’origine del motto, ormai noto in ambito di legge di attrazione secondo cui “I pensieri diventano cose” è da ricercarsi nella nostra genealogia divina e nelle nostre dormienti facoltà di operare sulla realtà.
Qualunque cosa tu stia facendo non dimenticare la parte divina che in te dimora, benedicila e rispettala così come faresti con la divinità che alberga negli altri individui.
Che le tue presenti e future creazioni siano consapevoli ed animate da uno spirito gioioso e gaio.
Che i tuoi pensieri più raggianti possano allinearsi con ciò che il tuo cuore desidera.
<3 <3 <3
Namastè
Simona
Come cavalcare l’onda della fortuna

Mi piace l’idea di scrivere questo post di lunedì, giorno in cui comunemente si torna a lavoro dopo un weekend di festa e/o di relax.
L’idea di come prolungare il clima di spensieratezza di un felice fine settimana, me l’ha suggerita il famoso libro di Vadim Zeland, “Reality Transurfing. Come Scivolare attraverso la realtà. Lo spazio delle varianti” (un libro complesso e ricco di spunti interessanti, best seller in Russia che spiega come surfiamo letteralmente tra diverse realtà possibili e percorsi di esistenza contigui).
Nel libro l’autore postula l’esistenza di vere e proprie onde della fortuna ovvero una congiunzione favore di circostanze che, a cascata, ne procura altre ed altre ancora (se riusciamo a cavalcarle senza farcele sfuggire).
Ebbene come fare per restare aggrappati a tale periodo d’oro?
Riporto la risposta di Zeland:
“Bisognerebbe alimentare sempre dentro di se’ il focherello della festa, cullare questa bella sensazione, osservare come la vita cambia per il meglio, afferrarsi ad ogni pagliuzza di gioia, cercare in tutto segni positivi.
(…)
Gioite di tutto quello che avete in questo momento. Non si tratta di un vuoto appello a essere felici a priori. A volte le circostanze si sviluppano in modo tale che è difficile essere contenti.
Tuttavia, da un punto di vista puramente pratico esprimere insoddisfazione è controproducente. Infatti, non volete forse capitare sulle linee dela vita dove vi va tutto bene? Ma come potete capitarci se la vostra emissione è piena di insoddisfazione? Al contrario, la frequenza di una simile emissione corrisponde pienamente a quelle linee dove tutto va male.”
E allora come riconoscere le linee buone?
“Le linee si differenziano per il fatto che in esse vi sentite bene e i vostri pensieri sono pieni di gioia e di soddisfazione.
(…)
Occorre notare ogni cambiamento positivo anche se minimo e vezzeggiarlo amorevolmente, premurosamente. Esso infatti è messaggero dell’onda della fortuna.
Non appena avete avuto notizia di cambiamenti promettenti, seppur minimi, non dimenticatevele come facevate prima, ma al contrario assaporatevele, analizzatele, indagatele; esaminate queste novità da tutti i punti di vista, gioitene, fate piani futuri, mettetevi in attesa di ulteriori miglioramenti.
Così facendo pensate alla frequenza dell’onda della fortuna e vi sintonizzate sui suoi parametri. Le buone notizie diventeranno sempre di più. La vita diventerà più bella.
(…)
Gioite a bella posta degli insuccessi, provate a cercare in essi un vantaggio, anche se minimo, vedrete che è sempre possibile.
(…)
In questo modo l’uccello della fortuna resterà nelle vostre mani e per accattivarvelo non avrete che da trasmettere intorno a voi energia positiva.
Ciò significa essere non solo un ricevitore positivo, ma anche un positivo trasmettitore.
Ne seguirà che il mondo intorno a voi cambierà in meglio.
Vi troverete a scivolare in leggerezza su delle linee della vita ancor più favorevoli finchè incontrerete l’onda della fortuna che vi prenderà con sé e vi farà velocemente ascendere sulla sua cresta, dritti al successo“.
Buona fortuna a tutti!
Una cornucopia di cose belle!
Simona
Protetti e felici
Ti senti protetto? Al sicuro? Hai fiducia negli altri?
Se hai risposto no alle tre domande di cui sopra, allora questo articolo fa per te.
Viceversa se senti che non c’è nulla da cui tu debba difenderti, allora puoi anche non leggere ulteriormente e goderti la vita che già sai apprezzare.
Una frase – tormentone che si ascolta molto spesso in giro (sopratutto in relazione a temi di natura amorosa) è la seguente: “Io devo difendermi. Perchè poi..cioè..mica posso apririrmi..è un meccanismo di autoprotezione…Io devo proteggermi“.
E così sono tutti lì a proteggersi dagli altri e non si sa il perchè. Chi erige palizzate, chi si nasconde dietro cortili recintati, chi indossa armature, chi si addestra per la lotta, chi costruisce elmetti e scudi di diffidenza.
Siamo un esercito pronto all’attacco, l’un contro l’altro armato.
Siamo pronti per la guerra, ma la guerra non c’è.
A me fa un pò ridere l’immagine di tutti questi uomini e queste donne post-moderni che, prima di uscire di casa, indossano le loro metaforiche tute mimetiche fatte di sfiducia e di aggressività pronta ad emergere.
A parte l’aspetto comico, la mancanza di fede nella bontà altrui è controproducente.
Ma lo è sempre? Anche quando le persone sono “cattive” e ci hanno fatto del male in passato? – qualcuno potrebbe domandare.
Si, è sempre controproducente pensar male della gente ed essere diffidenti. E poi, le persone per così dire “cattive”, in senso assoluto, non esistono.
Ma allora dovremmo essere degli sciocchi, dei creduloni, degli ingenui che si fidano degli altri? – qualcun altro potrebbe chiedere.
Aver paura degli altri e di ciò che potrebbero farci, temere il loro giudizio, credere che gli altri ci faranno soffrire, rischia di attrarre (per la pluricitata legge dell’attrazione) proprio quelle situazioni di disagio interpersonale che tanto temiamo. E questo sì che è sciocco.
Facciamo un esempio.
IL PARADOSSO DELLA DETERRENZA BELLICA
Mi hanno raccontato che il Mondo è un posto pericoloso, abitato da gente che vuol fregarti e farti del male e che per vivere su questo pianeta bisogna armarsi e sparare prima che lo facciano gli altri.
Con queste lezioni circa il mondo e con tale indottrinamento su come comportarsi, decido di uscire di casa armato di una pistola.
Non ho motivo di sparare, nessuno mi ha provocato, non c’è ragione di ferire alcuno, ma mi aspetto che altri lo facciano, così sono munito di un’arma che, all’occorrenza, mi difenderà e mi preserverà dal soccombere.
Anche tutti gli altri sono stati formati con le medesime raccomandazioni e le stesse esortazioni su come difendersi ed essere pronti all’attacco, ergo, anche loro escono di casa muniti di pistola.
Cosa accade allora? Scorgi un passante armato, per difenderti metti mano alla fondina e il passante, credendo in un tuo attacco, spara un colpo.
e..BANG E SEI MORTO…
Sembra una storiella surreale, ma è precisamente ciò che capita alle persone diffidenti. Sostituisci l’arma da fuoco con parole pungenti, attacchi verbali, critiche, silenzi prolungati e avrai provocato un ferito a morte seppur metaforicamente.
E’ ciò che accade alle persone che temono costantemente di essere feriti dagli altri, i quali richiamano o fraintendono parole, comportamenti e situazioni che poi finiscono per ferirli davvero.
Disarmiamoci allora dalla paura degli altri che innesca solo equivoci e disagi immotivati.
Usciamo senza scudi e senza elmetti perchè forse il braccio proteso verso di noi vuole cingere semplicemente i nostri fianchi in un abbraccio e non in un colpo mortale.
Scrive Roberto Re in “Smettila di incasinarti” a proposito delle protezioni di cui ci copriamo:
Per ironia della sorte questo meccanismo di difesa, invece che proteggerci, alla lunga ci impedisce di crescere e quindi, in ultima analisi, ci mantiene deboli e in balia delle circostanze, poichè l’unica protezione nella vita è la nostra crescita personale.
Infatti, è solo crescendo e sviluppando la nostra autostima che possiamo gestire meglio le nostre emozioni, vivere positivamente la critica altrui, affrontare serenamente le difficoltà, sentirci OK anche quando sbagliamo, rapportarci positivamente con il mondo esterno o assumerci con entusiasmo le responsabilità.
Ma per crescere dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort, affrontare ciò che ci crea disagio ed essere in grado di convivere con l’insicurezza che naturalmente proviamo quando affrontiamo una situazione nuova o difficile.
Non c’è nessun lì fuori che vuole farti del male, nessuno ha il potere di farlo, solo tu puoi permetterglielo, associando al suo comportamento un valore negativo.
Solo chi si protegge da qualcosa avrà infatti qualcosa da cui proteggersi: un nemico immaginario, un gesto, una frase letti come un affronto.
Lì fuori non ci sono nè nemici, nè cattivi, ma solo altri esseri umani a volte impauriti, altre volte desiderosi di condividere con te un tratto di vita in comune.
Con affetto da Simona non schermata.



