Archivio di luglio 2011

Il 2012 e l’Apocalisse

ultimo sigillo

Oggi recensisco il libro di un caro amico e prezioso studioso, Paolo Portone che si è interrogato sul termine “Apocalisse” e sul suo concetto che ha avuto fortuna in diverse epoche e che oggi pare rispolverarsi sotto gli echi finemondisti.

Lo storico Portone ne “L’ultimo sigillo. La fortuna dell’apocalisse” in particolare, sottolinea lo iato tra il significato originario del termine Apocalisse (Rivelazione delle cose future) e quello utilizzato nel gergo comune (apocalisse, come sciagura, catastrofe, fine del mondo).

In questa distanza lessicale e concettuale si consuma tutto il fraintendimento postmoderno tra coloro che vedono nel 2012 la fine del mondo e chi intravede in questo anno il sorgere di un’epoca rivelatoria e disvelante di verità prima (e a lungo) celate.

Ma cosa ha prodotto questo fraintendimento? – si chiede Portone – senza dubbio la sua scarsa conoscenza, specie in ambito cattolico, tradizionalmente poco avezzo ai testi sacri; la scarsa familiarità con lo scritto profetico attribuito a Giovanni ha avuto un peso decisivo come, d’altro canto, alla sua comprensione non hanno giovato nè la ridotta utilizzazione nella liturgia romana, per non parlare di quella ortodossa, dove è addirittura assente, nè le questioni esegetiche, originate dal linguaggio oscuro tipico degli oracoli, e la congerie di interpretazioni che ne sono derivate, spesso in contrasto tra loro.

All’origine dell’uso improprio dell’Apocalisse sarebbe dunque la natura stessa, ambigua e sfuggente, dell’opera profetica, sulla quale si sono esercitati gli ingegni dei Padri della Chiesa e d’interpreti di varia estrazione dottrinale, cattolica ed evangelica, senza giungere a un modello universalmente accettato di lettura“.

Sebbene quindi siamo lontani dalle paure millenariste che hanno accompagnato i nostri padri allo scadere dell’anno mille, altri timori si affacciano.

Chi scambia l’apocalisse con la fine del mondo compie quindi  un errore non solo di consapevolezza, ma anche  esegetico.

Chi ha studiato i vaticinii degli antichi popoli circa il sopraggiungere della data dicembre2012, sa che essi fanno riferimento alla fine di un ciclo cosmico (e non all’estinzione dell’umanità) e coincide inoltre con l’inizio di una nuova era chiamata di volta in volta: Epoca D’oro, Quinta Dimensione, Ascensione etc.

L’apocastasis sarebbe quindi il ritorno al punto zero, l’età dell’oro e dell’innocenza, il ritorno ad un’esistenza quiete, armoniosa e basata sull’uguaglianza.

I timori per una presunta fine del mondo sono pertanto infondati e riflettono una sorta di angusta voglia di liberazione da quanto si esperisce nel vivere sociale.

Come lo spauracchio della fine del mondo veniva agitato dinanzi a popoli impauriti dall’insorgere di guerre e pestilenze, così oggi si anela ad un nuovo stato sociale che libererebbe dalle ingiustize e dalle disuguaglianza.

Questo “tendere a…” però difetta di una cosa ed ha parentele assai strette con il mondo giudaico-cristiano che postula la felicità in avanti, in un futuro che ancora deve accadere, allontanandoci così dal vivere qui ed ora.

Invocare il 2012, come la fine di tutti i mali e vivere protesi in avanti ci porta lontano dal momento presente e ci preclude la possibilità di godere delle gioie di adesso.

Un’altra retorica newage che rivisita il concetto di fine del mondo poi, vuole che ci sia una sorta di premio (l’ascensione) per le anime evolute spiritualmente; per le altre anime non evolute invece spetta un altro giro di giostra nella realtà densa e piena di contrasti che ancora oggi esperiamo tutti.

Quest’idea però non fa che replicare il modello escatologico di radice giudaico-cristiana, secondo cui ci sarebbe un mondo di “giusti” ed un mondo di “sbagliati”. Ciò è quanto di più distante ci sia dall’epoca d’oro della consapevolezza che postula un’esistenza priva di separazionismo e di dualismo.

Detto in altri termini, l’idea che esista una giustizia che separi i buoni dai cattivi è quanto di più lontano ci sia dalla consapevolezza che mira all’unità e non concepisce la distinzione  tra il bianco ed il nero.

Queste sono solo alcune concettualizzazioni che solleva Portone a proposito del tema dell’apocalisse e che risultano valide tanto per coloro che attendevano l’anno Mille tanto per i contemporanei che attendono l’avvento del 2012 per scampare da ogni male.

Prendendo a spunto le parole dell’autore:La fantasia distruttiva che non potendo trasformare il mondo e chi lo abita, ne postula la totale estinzione, risulta svantaggiosa perchè così facendo inviamo la vibrazione di non accettazione del tempo presente, demandando ad un futuro prossimo (ma ancora da venire) la felicità che, viceversa, è a portata di mano nell’unico tempo reale che conosciamo ovvero il qui ed ora.

La Rivelazione è qui, è sempre stata qui, basta solo accorgersene. Se crediamo che sia all’orizzonte, essa si sposterà in avanti man mano che ci avviciniamo, come chi vuole oltrepassare la linea che divide il cielo dal mare.

Simona

Come superare l’insicurezza e la paura del giudizio altrui

donneautostima_coverCiao,

oggi parliamo del “PARADOSSO DI VENERE“.

Sai cosa è? E’ un paradosso che mi ha spinto ad intraprendere il mio percorso per la consapevolezza femminile.

Ora ti spiego cosa è e poi mi dirai se l’hai mai sperimentato sulla tua persona o se l’hai registrato in giro.

Sin da piccola ho osservato donne bellissime e talentuose che si buttavano letteralmente giù.

Ancora oggi (forse ora me ne accorgo più di prima essendo adulta) vedo donne piene di talenti, doti e virtù che non riconoscono il proprio potenziale, non solo, in alcuni casi si disprezzano addirittura.

Il paradosso di Venere avviene proprio quando una donna non riesce a vedere la magnificenza di cui è portatrice e si autodenigra.

Il paradosso di Venere è un vero peccato (in senso ovviamente non cattolico) per almeno due motivi:

1) perchè priva le donne della possibilità di riversare all’esterno i propri talenti (giacchè il senso di indegnità è paralizzante)

2) priva gli altri di poter godere dei frutti delle sue creazioni e della sua audacia (giacchè non agisce a causa del timore del giudizio esterno)

In giro vedo donne eccezzionali, capaci di svolgere in maniera eccellente diversi ruoli: madre amorevole, seria professionista, amante fedele, amica sincera etc., ma che sono frenate dal giudizio esterno.

Si sentono spesso poco (o per nulla) all’altezza delle situazioni ed hanno un’immagine distorta di sè.

La preoccupazione costante dell’approvazione sociale le conduce a stati di ansia e disistima.

Ma perchè perdono la bussola?

Semplicemente perchè la cercano all’esterno. Confidare in sè (ritrovare il centro, essere sicura delle proprie scelte) invece ti mette al riparo da questo sali/scendi emotivo.

Chiunque infatti tenti di accontentare tutti rischia di vivere un’esperenzia perennemente frustrante.

La loro fiducia vacilla sotto il giudizio altrui e, così facendo, il senso di sicurezza salta su e giù come un’altalena sotto le critiche e gli apprezzamenti degli altri.

Per scendere da questa giostra impazzita che manda letteralmente su e giù la stima di sè, ho realizzato un audio gratuito dal titolo:

Insicurezza e paura del giudizio altrui: i 2 nemici della consapevolezza al femminile

(per scaricarlo basta cliccare sul link qui sopra)

Inoltre per chi desidera approfondire il tema della sicurezza al femminile, ho creato un Audioform della durata di più di 2 ore, diviso in 8 tracce, dal titolo:

Donne ed Autostima. Tre passi per sviluppare la consapevolezza femminile

L’Audioform è anche corredato da un workbook, un libro per gli esercizi dove fare pratica, misurare i progressi e testare la propria autostima.

Nelle 8 tracce dell’Audioform, scopri:

  • una pratica che ti consentirà di attestare la tua presenza nel vivere quotidiano
  • cos’è il chiacchiericcio interiore e in che modo lavora contro la tua autostima
  • l’importanza di riappropriarti della femminilità per avere fiducia nel tuo potenziale di donna (e che acquisire confidenza con il tuo ciclo mestruale è un importante passo per riuscirci)
  • chi sono i vampiri energetici e come risucchiano la tua creatività (se pensi di non essere creativa sappi che è praticamente impossibile!)
  • come creare uno spazio sacro ed inviolabile, libero dalle preoccupazioni e dalle richieste di aiuto esterne, in cui rigenerarti
  • l’importanza di “guardare il diavolo negli occhi”, accettando anche le parti ombrose del tuo Io
  • chi è la strega Baba Jaga e come ti aiuterà ad aver fiducia nelle tue scelte e a non aver bisogno di appoggi esterni
  • come trasferire all’esterno la tua nuova immagine di donna autorevole e sicura di sé anche attraverso la postura, la voce, la prossemica

Felice di essere al tuo servizio, ho lavorato per scongiurare questo strano paradosso di Venere.

:-)

E tu l’hai mai notato?

In te stessa (se sei donna) o nelle donne che hai conosciuto?

Fammi sapere, rispondendo con un commento.

Ti lascio un abbraccio e spero di sentirti presto!

Simona

PS

Che tu possa confidare nelle tue scelte (uomo o donna che sia) consapevole che nessuno ha più valore di te nel sapere cosa è giusto fare.

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"Perchè non ha senso temere la data 2012"



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