Archivio di novembre 2010

Vadim Zeland: Reality Transurfing vol. 3

transurfin2_03Ciao!

Oggi parliamo dell’ultimo libro della saga di Vadim ZelandReality Transurfing” e più precisamente del suo terzo volume “Avanti nel passato“.

In questo libro lo scrittore  Zeland finalmente ci spiega come muoverci nello spazio delle varianti (le linee della vita) attraverso degli esercizi energetici che qui andrò a riproporre.

Dopo tre libri e centinaia di pagine, il fisico russo ci suggerisce delle pratiche per rinforzare i nostri centri energetici disponendoci ad accogliere meglio le linee della vita a noi più congeniali.

Riuscire a sintetizzare il pensiero di Zeland è, come sempre, cosa non facile, perchè è probabilmente il più cervellotico tra gli autori che si occupano di risveglio della coscienza e sviluppo della consapevolezza.

Nonostante Zeland spieghi concetti complessi in modi altrettanto complessi, le sue riflessioni mi sono sempre sembrate giuste ed in sintonia con il mio modo di intendere le cose.

I concetti che a me risultano più cari riguardano l’importanza ed il fluire delle cose.

Zeland ritiene che è proprio l’importanza a generare malessere, malintesi e tensione. Al diminuire dell’importanza attribuita alle cose diminuirebbe anche la tensione ad essa associata con un miglioramento in termini di relax ed una maggiore capacità di attrarre ciò che desideriamo.

Il concetto di desiderio per Zeland andrebbe pertanto concepito come una ferma intenzione piuttosto che come un bisogno che, viceversa, indurrebbe a emanare frequenze di penuria e carenza.

Per ciò che riguarda il fluire delle cose, Zeland invece ci ricorda che per vivere armoniosamente dobbiamo riporre le armi della lotta, smettere di nuotare controcorrente e seguire morbidamente il flusso non come chi si lascia trascinare dagli eventi, ma come chi li gestisce con orchestrazione dall’alto o  partecipazione esteriore.

Danzare nel flusso è diverso che buttarsi come un pesce morto nella corrente…significa infatti ballare a ritmo della musica…se la musica cambia..noi cambiamo ritmo..ma è con essa che danziamo e non ci opponiamo al cambio di canzone (in analogia con il cambiamento di situazione che la vita comporta).

La metafora del danzare con la musica è mia e spero renda bene l’idea del muoversi nel flusso che intende Zeland.

Ora, i concetti di importanza, intenzione e flusso erano già stati esposti nei primi  due volumi e vengono ripresi nel terzo libro che chiude la saga: “Avanti nel passato“.

Ciò che c’è di nuovo in questo volume sono gli esercizi energetici di cui parlavo sopra e che aiuterebbero ad attivare i chakra.

Zeland ci ricorda dell’importanza di sentire il proprio corpo abituandoci ad affinare l’ascolto della sua presenza, così facendo attingiamo all’energia Universale che è illimitata e rigenerante.

Di seguito riporto le sue parole che descrivono un procedimento semplice per familiarizzare con la sensazione di presenza dell’energia intorno al corpo:

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Mettetevi in piedi, diritti come vi è più comodo e sciogliete le tensioni muscolari.

Fate un’inspirazione e immaginatevi che un flusso energetico fuoriesca dalla terra, penetri al vostro interno attraverso la zona del perineo, si muova lungo la colonna vertebrale, esca dalla terra e si disperda nel cielo. Poi espirate e immaginatevi che dall’alto del cielo discenda un flusso energetico che entra nella vostra testa, si muove lungo la colonna vertebrale e scompare nella terra”.

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Mi piacciono molto questi esercizi perchè insegnano a radicarci nella terra nella materialità e, nello stesso, ad elevarci verso il cielo armonizzando le energie e creando uno stato di equilibrio tra la dimensione più fisica e quella eterica.

Di seguito riporto un’altro esercizio descritto da Zeland per fare ginnastica energetica ed aumentare il livello di rilassatezza e benessere:

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“Focalizzate la vostra attenzione sulla superficie del corpo.

Potete immaginarvi quello che volete: che la pelle si riscaldi o che s’informicoli, o che venga scossa da delle cariche energetiche.

L’importante è che sentiate di avere la pelle. E adesso provate a sentire l’energia che si espande per tutta la superficie del corpo, come le striature iridescenti su una bolla di sapone.

In questo momento siete una parte dell’Universo e vi trovate in equilibrio con Esso.

Non dovete sforzarvi di raggiungere sensazioni particolari. Ognuno di noi sente a modo proprio. Non bisogna sforzarsi in nessun modo. Eseguite l’esercizio come “en passant”, tra una cosa e l’altra, ma con decisione.

Se riuscite a cogliere la sensazione integrale della superficie del vostro corpo aperta alle trasfusioni di energia, significa che avete raggiunto proprio quello che si dice uno stato di rilassamento, di equilibrio e di fusione con il mondo circostante.”

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L’ultimo esercizio che riporto favorisce anche questo l’attivazione dei centri energetici e l’incremento della consapevolezza. Nel farlo è possibile sentire una sorta di “click“, di meccanismo che si attiva, segno che l’esercizio è stato ben fatto:

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Per la veloce messa in azione delle fontane energetiche si può ricorrere ad un metodo molto efficace. Immaginate che dal centro stesso del vostro corpo si dipartano due lancette orizzontali contrapposte: una è direzionata in avanti, l’altra all’indietro.

Le lancette fuoriescono dal corpo ad una distanza di venti-trenta centimetri o anche di più.

Ora mentalmente girate le lancette nello stesso tempo, l’anteriore in su e la posteriore in giù, in posizione verticale lungo la colonna vertebrale.

Sentirete subito che i canali energetici si sono chiaramente riattivati”.

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Hai sentito il “click”?

Se sì, fammi sapere che tipo di sensazioni si sono diffuse lungo il corpo, lasciandomi un commento qui in basso .

:-)

Spero che questi esercizi di ginnastica energetica ti siano piaciuti e ti siano utili.

A presto.

Un abbraccio di luce!

:-)

Simona

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