Archivio di aprile 2010

Come cavalcare l’onda della fortuna

surfing fortune

Mi piace l’idea di scrivere questo post di lunedì, giorno in cui comunemente si torna a lavoro dopo un weekend di festa e/o di relax.

L’idea di come prolungare il clima di spensieratezza di un felice fine settimana, me l’ha suggerita il famoso libro di Vadim Zeland, “Reality Transurfing. Come Scivolare attraverso la realtà. Lo spazio delle varianti” (un libro complesso e ricco di spunti interessanti, best seller in Russia che spiega come surfiamo letteralmente tra diverse realtà possibili e percorsi di esistenza contigui).

Nel libro l’autore postula l’esistenza di vere e proprie onde della fortuna ovvero una congiunzione favore di circostanze che, a cascata, ne procura altre ed altre ancora (se riusciamo a cavalcarle senza farcele sfuggire).

Ebbene come fare per restare aggrappati a tale periodo d’oro?

Riporto la risposta di Zeland:

Bisognerebbe alimentare sempre dentro di se’ il focherello della festa, cullare questa bella sensazione, osservare come la vita cambia per il meglio, afferrarsi ad ogni pagliuzza di gioia, cercare in tutto segni positivi.

(…)

Gioite di tutto quello che avete in questo momento. Non si tratta di un vuoto appello a essere felici a priori. A volte le circostanze si sviluppano in modo tale che è difficile essere contenti.

Tuttavia, da un punto di vista puramente pratico esprimere insoddisfazione è controproducente. Infatti, non volete forse capitare sulle linee dela vita dove vi va tutto bene? Ma come potete capitarci se la vostra emissione è piena di insoddisfazione? Al contrario, la frequenza di una simile emissione corrisponde pienamente a quelle linee dove tutto va male.”

E allora come riconoscere le linee buone?

Le linee si differenziano per il fatto che in esse vi sentite bene e i vostri pensieri sono pieni di gioia e di soddisfazione.

(…)

Occorre notare ogni cambiamento positivo anche se minimo e vezzeggiarlo amorevolmente, premurosamente. Esso infatti è messaggero dell’onda della fortuna.

Non appena avete avuto notizia di cambiamenti promettenti, seppur minimi, non dimenticatevele come facevate prima, ma al contrario assaporatevele, analizzatele, indagatele; esaminate queste novità da tutti i punti di vista, gioitene, fate piani futuri, mettetevi in attesa di ulteriori miglioramenti.

Così facendo pensate alla frequenza dell’onda della fortuna e vi sintonizzate sui suoi parametri. Le buone notizie diventeranno sempre di più. La vita diventerà più bella.

(…)

Gioite a bella posta degli insuccessi, provate a cercare in essi un vantaggio, anche se minimo, vedrete che è sempre possibile.

(…)

In questo modo l’uccello della fortuna resterà nelle vostre mani e per accattivarvelo non avrete che da trasmettere intorno a voi energia positiva.

Ciò significa essere non solo un ricevitore positivo, ma anche un positivo trasmettitore.

Ne seguirà che il mondo intorno a voi cambierà in meglio.

Vi troverete a scivolare in leggerezza su delle linee della vita ancor più favorevoli finchè incontrerete l’onda della fortuna che vi prenderà con sé e vi farà velocemente ascendere sulla sua cresta, dritti al successo”.

Buona fortuna a tutti!

Una cornucopia di cose belle!

Simona

:-)

Protetti e felici

Ti senti protetto? Al sicuro? Hai fiducia negli altri?

Se hai risposto no alle tre domande di cui sopra, allora questo articolo fa per te.

Viceversa se senti che non c’è nulla da cui tu debba difenderti, allora puoi anche non leggere ulteriormente e goderti la vita che già sai apprezzare.

:-)

Una frase – tormentone che si ascolta molto spesso  in giro (sopratutto in relazione a temi di natura amorosa) è la seguente: “Io devo difendermi. Perchè poi..cioè..mica posso apririrmi..è un meccanismo di autoprotezione…Io devo proteggermi“.

E così sono tutti lì a proteggersi dagli altri e non si sa il perchè. Chi erige palizzate, chi si nasconde dietro cortili recintati, chi indossa armature, chi si addestra per la lotta, chi costruisce elmetti e scudi di diffidenza.

Siamo un esercito pronto all’attacco, l’un contro l’altro armato.

Siamo pronti per la guerra, ma la guerra non c’è.

A me fa un pò ridere l’immagine di tutti questi uomini e queste donne post-moderni che, prima di uscire di casa, indossano le loro metaforiche tute mimetiche fatte di sfiducia e di aggressività pronta ad emergere.

A parte l’aspetto comico, la mancanza di fede nella bontà altrui è controproducente.

Ma lo è sempre? Anche quando le persone sono “cattive” e ci hanno fatto del male in passato? – qualcuno potrebbe domandare.

Si, è sempre controproducente pensar male della gente ed essere diffidenti. E poi, le persone per così dire “cattive”, in senso assoluto, non esistono.

Ma allora dovremmo essere degli sciocchi, dei creduloni, degli ingenui che si fidano degli altri? – qualcun altro potrebbe chiedere.

Aver paura degli altri e di ciò che potrebbero farci, temere il loro giudizio, credere che gli altri ci faranno soffrire, rischia di attrarre (per la pluricitata legge dell’attrazione) proprio quelle situazioni di disagio interpersonale che tanto temiamo. E questo sì che è sciocco.

Facciamo un esempio.

IL PARADOSSO DELLA DETERRENZA BELLICA

Mi hanno raccontato che il Mondo è un posto pericoloso, abitato da gente che vuol fregarti e farti del male e che per vivere su questo pianeta bisogna armarsi e sparare prima che lo facciano gli altri.

Con queste lezioni circa il mondo e con tale indottrinamento su come comportarsi, decido di uscire di casa armato di una pistola.

Non ho motivo di sparare, nessuno mi ha provocato, non c’è ragione di ferire alcuno, ma mi aspetto che altri lo facciano, così sono munito di un’arma che, all’occorrenza, mi difenderà e mi preserverà dal soccombere.

Anche tutti gli altri sono stati formati con le medesime raccomandazioni e le stesse esortazioni su come difendersi ed essere pronti all’attacco, ergo, anche loro escono di casa muniti di pistola.

Cosa accade allora? Scorgi un passante armato, per difenderti metti mano alla fondina e il passante, credendo in un tuo attacco, spara un colpo.

e..BANG E SEI MORTO…

Sembra una storiella surreale, ma è precisamente ciò che capita alle persone diffidenti. Sostituisci l’arma da fuoco con parole pungenti, attacchi verbali, critiche, silenzi prolungati e avrai provocato un ferito a morte seppur metaforicamente.

E’ ciò che accade alle persone che temono costantemente di essere feriti dagli altri, i quali richiamano o fraintendono parole, comportamenti e situazioni che poi finiscono per ferirli davvero.

Disarmiamoci allora dalla paura degli altri che innesca solo equivoci e disagi immotivati.

Usciamo senza scudi e senza elmetti perchè forse il braccio proteso verso di noi vuole cingere semplicemente i nostri fianchi in un abbraccio e non in un colpo mortale.

Scrive Roberto Re in “Smettila di incasinarti” a proposito delle protezioni di cui ci copriamo:

Per ironia della sorte questo meccanismo di difesa, invece che proteggerci, alla lunga ci impedisce di crescere e quindi, in ultima analisi, ci mantiene deboli e in balia delle circostanze, poichè l’unica protezione nella vita è la nostra crescita personale.

Infatti, è solo crescendo e sviluppando la nostra autostima che possiamo gestire meglio le nostre emozioni, vivere positivamente la critica altrui, affrontare serenamente le difficoltà, sentirci OK anche quando sbagliamo, rapportarci positivamente con il mondo esterno o assumerci con entusiasmo le responsabilità.

Ma per crescere dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort, affrontare ciò che ci crea disagio ed essere in grado di convivere con l’insicurezza che naturalmente proviamo quando affrontiamo una situazione nuova o difficile.

Non c’è nessun lì fuori che vuole farti del male, nessuno ha il potere di farlo, solo tu puoi permetterglielo, associando al suo comportamento un valore negativo.

Solo chi si protegge da qualcosa avrà infatti qualcosa da cui proteggersi: un nemico immaginario, un gesto, una frase letti come un affronto.

Lì fuori non ci sono nè nemici, nè cattivi, ma solo altri esseri umani a volte impauriti, altre volte desiderosi di condividere con te un tratto di vita in comune.

Con affetto da Simona non schermata.

:-)

Segui la corrente…

corrente

Recentemente ho comprato e letto uno degli ultimi volumi pubblicati dai coniugi Hicks: “La legge dell’attrazione e l’incredibile potere delle emozioni“.

Esther  e Jerry Hicks da anni pubblicano testi scaturiti dalle canalizzazioni di Abraham una serie di entità amorevoli che istruiscono il mondo su come padroneggiare efficacemente la legge dell’attrazione e vivere felicemente.

Amo molto Abraham e quando leggo le sue parole immediatamente mi allineo alla sua potente vibrazione.

Abraham parla attraverso la voce Esther. I suoi insegnamenti sono semplici e alla portata di tutti.

Abraham ci ricorda che siamo destinati ad una’esistenza gioiosa e che meritiamo tutti di realizzare i nostri sogni.

Nell’ultimo libro espone un concetto che ho fatto mio perchè lo condivido in pieno e che aiuta a vivere immersi nella serenità.

Il concetto si potrebbe riassumere nella frase: “segui la corrente e non opporti ad essa. Tira i remi in barca e sii fiducioso che tutto ciò che cerchi non è controcorrente”.

Ogni sforzo, ogni dolore, ogni frustazione infatti nasce dal nuotare (o remare se utilizziamo la metafora della barca) controcorrente ovvero all’opporsi alla realtà, alle situazioni esistenti, ignari che ciò che viviamo è il meglio che ci possa accadere e che ogni cosa è posta lì per la nostra evoluzione.

Questo concetto potrebbe essere visto come l’ennesima variazione sul tema dell’apprezzare il qui ed ora e costituisce un valido insegnamento per ogni aspetto dell’esistenza: lavoro, famiglia, figli, amore, soldi..etc.

Più remiamo controcorrente (ovvero non accettiamo la situazione che stiamo vivendo e cerchiamo di cambiarla con tutti gli sforzi possibili) più la forza che si oppone ai nostri tentativi è dirompente e procura stanchezza.

Dice Abraham:

Quando permettete a voi stessi di lasciarvi trasportare dalla Corrente, senza opporre resistenza, colmando così il divario tra il punto in cui vi trovate in questo momento e ciò che la parte più vasta di voi è diventata, avvertite l’allineamento sotto forma di emozione positiva. Ma se continuate a remare controcorrente, opponendovi alla Corrente naturale della vostra evoluzione, la resistenza al Flusso e a ciò che la parte più vasta di voi è diventata, si manifesta sotto forma di emozione negativa”.

La chiave per la felicità è accettare semplicemente il mondo (le persone che lo abitano e gli eventi che lo animano) così come è, osservarlo e amarlo nel suo meraviglioso e variegato dispiegarsi di forme, colori e situazioni sempre diverse.

Dice ancora Abraham:

“Quando smettete di remare controcorrente – quando lasciate andare i remi e vi rilassate nello stato di Benessere che vi è naturale  – la Corrente, che scorre sempre nella direzione di ciò che siete diventati e di tutto ciò che desiderate, vi porterà verso i vostri desideri”.

Lasciar andare, far fluire, accettare, contemplare, non controllare, non voler cambiare provoca uno stato di sollievo dalla tensione verso ciò per cui si lotta e ci si affanna e ci conduce dritti dritti verso la realizzazione dei nostri obiettivi.

Che tu possa goderti il paesaggio mentra la tua barca costeggia rive verdeggianti, che tu possa essere fiducioso che il viaggio ti sta portando esattamente dove vuoi essere perchè già ci sei.

Un augurio di felice Pasqua e di soprese di amore e ricchezza.

Simona

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