Archivio di luglio 2009

Influenza suina e tamiflu

Oggi scrivo un post di quelli che farebbero impazzire i teorici del complotto ed i fan di David Icke

Internet serve anche a questo, ad informare laddove l’informazione è lacunosa nei media tradizionali.

Tra le tante rivoluzioni sociali apportate dall’era di Internet c’è ne è una che è sotto gli occhi di tutti: l’ampliarsi delle fonti di informazione e la possibilità di crearsi una zona di dibattito pubblico svincolata dalla voce dei media generalisti.

Internet ha insinuato il dubbio. Il dubbio che l’informazione proveniente dalla tv, dalla radio e dai giornali potesse essere non vera.

Un tempo si diceva che una cosa era vera perchè l’aveva detta la tv.

Oggi la legittimità di un’informazione non è data dal fatto che è veicolata dalla tv, anzi, a volte, quella stessa provenienza fa vacillare la veridicità di un fatto.

Internet ha aumentato le voci, ha dato a tutti un microfono grazie al quale poter dire la propria, spesso in contrasto con gli organi istituzionali.

La Storia con la esse maiuscola, quella ufficiale si frantuma in tante storie, in tante interpretazioni, quanti sono i fruitori e costruttori dell’informazione stessa.

Internet ha così anche creato il suo maggiore paradosso: ad un aumento delle voci aumenta anche la confusione dell’informazione.

Più democrazia, più fonti, più caos nell’orientarsi nel mare magnum dell’informazione.

E’ il paradosso della Torre di Babele. Se tutti parlano si rischia di non capire più chi sta dicendo e che cosa.

Qualora si volesse credere alle tesi della manipolazione dell’informazione, questo rubinetto sempre aperto di immagini e di suoni che è il panorma multimediale in cui siamo immersi gioverebbe alla causa dei signori del complotto e per una ragione precisa.

Maggiori fonti comunicative non producono maggiore informazione necessariamente. Anzi. Se le informazioni sono contradditorie è come non produrre affatto informazione o produrla falsificata.

Mistificare un fatto o raccontare tesi contradditorie sul fatto stesso provoca il medesimo stato di ignoranza.

Dall’altra parte però grazie ad Internet, il teatrino che ha messo in piedi lo spettacolo dell’informazione unilaterale (calata dall’alto e presa per buona così come è) sta mostrando il suo dietro le quinte.

Lo show orchestrato ad arte appare più come fiction che come rappresentazione della realtà.

La grande narrazione che tiene unito l’Occidente postmoderno (contro magari un sedicente Oriente premoderno) non è più legittima. Appare come una favola.

Il colossale film dell’attacco alla civilità democratica per antonomasia è passato attraverso internet come un film per l’appunto e non come un documentario giornalistico.

Aumenta da un lato la criticità ed il livello di consapevolezza dei fruitori delle informazioni, dall’altro aumenta la confusione di questi, sempre più immersi in un continuum comunicativo dove notizie importanti ed inezie si mescolano senza alcun principio di causa-effetto.

Lì dove non aumenta il senso critico rispetto agli eventi raccontati dai media, allora aumenta il disagio nel dover elaborare una massa informe e troppo estesa di dati che pervengono ogni giorno da fonti diversissime e innumerevoli.

Nel secondo caso, aumenta allora l’indifferenza dovuta all’incapacità di dover gestire un quotidiano calderone di informazione  senza senso .

Ci sono allora quelli a cui non interessa affatto se Bin Laden esiste o meno, se la crisi economica sia stata pianificata a tavolino, se la febbre suina sia una bufala, o che cavolo fanno in Iraq le nostre truppe.

Il mondo è divenuto troppo complicato per loro, preferisco perdersi nel chiacchiericcio vacuo e rassicurante di una conversazione effimera, che ha la stessa tenuta di una messa in piega, ma è tanto rassicurante e non mette in crisi un sistema di credenze sempre più autocentrato e individualistico.

Poi ci sono quelli che, consapevoli della manipolazione dell’informazione (e degli intenti che i registi di questo film proiettato nelle sale collettive) abbracciano le armi della parola e spargono fiumi di inchiosto (o di bit presumibilmente) contro il Sistema (sempre con la esse maiuscola).

Personalmente consiglio di non inveire contro i signori della manipoalzione, nè rinchiudersi in un atteggiamento snobistico e rinunciatario di riflessione critica degli eventi che passano, ma di costruire assieme un nuovo paradigma dell’informazione non più basato sull‘occultamento (come prima) nè sul bispensiero (come adesso), un sistema fondato sulla chiarezza e la trasparenza, in un’unica parola molto retrò e quasi tabù: la verità.

A proposito dello smettere di raccontarci frottole, per l’influenza suina i governi spingono ad utilizzare il farmaco tamiflu (già ampiamento promosso per l’aviaria mentre poi si è verificato ininfluente su tale malattia) che provoca i seguenti effetti indesiderati:
Nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, mal di testa.
Rari: epatite, eruzioni cutanee, reazioni allergiche tra cui anafilassi e sindrome di Stevens Johnson.
Altri: necrolisi epidermica tossica, aritmia cardiaca, sequestro, confusione, aggravamento del diabete e colite emorragica.

Effetti neurologici: difficoltà di coscienza, allucinazioni, delirio, comportamento anomalo, autolesionismo.

A parte questo è un buono farmaco O______O

I 7 specchi esseni

Il video che ti propongo oggi è davvero ben fatto e sono contenta che qualcuno l’abbia relizzato con pazienza e amore, nonchè messo in circolazione (oltre questo ne seguono altri  che troverai su youtube).

;-)

Il video ha per oggetto gli Specchi Esseni, una teorizzazione sui rapporti umani risalente a più di 2000 anni fa espressa in documenti rivenuti nei pressi del Mar Morto nel dopoguerra.

Tra gli studiosi di questa documentazione (tra cui I Rotoli del mar Morto) il geologo Gregg Braden (ne parla nel Best Seller La Matrix Divina) ha colto l’importanza del concetto di “altro” in quanto nostro specchio, nostro riflesso esterno della dimensione interna.

A onor di cronaca, gli Esseni erano un popolo che viveva in Palestina dedito ad una spiritualità molto vicina a quella professata da Gesù Cristo, celibi e vegetariani vagavano per il deserto da soli o in compagnia, proponendo una visione nuova rispetto alla religione di Mosè.

Qualcuno ritiene che Gesù Cristo fosse un esseno, qualcun altro pensa che il Cristo pur non essendolo, conoscesse perfettamente le usanze e la cultura dei maestri esseni.

Ad ogni modo la lezione contenuta negli specchi esseni è essenziale per comprendere quanto il giudizio rechi in sè una separazione e con questa una lacerazione, un piccolo dolore, un allontanamento dal Tutto.

Secondo questa idea tutto ci parla di noi. Il mondo esterno è un’enciclopedia ricca di informazioni su di noi e sui nostri rapporti sociali.

Gli specchi esseni ci forniscono la chiave per interpretare i segni all’esterno e decodificarli per crescere ed evolvere in armonia e pace.

I rapporti umani andrebbero letti per ciò che hanno da comunicarci; andrebbe pertanto analizzata la relazione in se stessa, più che i contenuti veicolati da questa.

Ogni rapporto con gli altri (nella vasta galleria degli individui conosciuti, sconosciuti e cari) contiene un’universo di informazioni preziosissimo su noi stessi e sul modo di intendere il Mondo.

Volendo banalizzare con un linguaggio da test pseudo-psicologico potremmo allora dire: “dimmi chi ti circonda e ti dirò chi sei”.

Prima di entrare nel merito dei 7 specchi esseni, basterà ricordare che siamo tutti gli individui di tutte le epoche e di tutti i luoghi, siamo tutte le vite che abbiamo vissuto e che abbiamo scelto di non vivere, siamo la strada ed il selciato, l’aria che respiriamo dai polmoni ed i polmoni stessi, la goccia di pioggia che bagna il vestito, il vestito stesso e la nuvola sul nostro capo, l’involucro esterno, il contenuto e tutto il pacco assieme.

Ammesso ciò..come posso mai criticare il cielo, la nuvola, mio fratello se..

a) Sono sempre io (quel cielo..quella nuova..quel fratello..).

b) Va sempre bene qualsiasi cosa accada perchè è in quella direzione che si sta dispiegando la bellezza variegata della mia vita tempestata di avventure tutte utili e benefiche per la mia evoluzione.

Tornando agli specchi esseni e precisando che ci riflettiamo in più “stagni” simultaneamente, ecco cosa hanno da dirci le persone che incontriamo e che ci sono intorno.

1) Il primo specchio esseno ci informa su cosa stiamo inviando al mondo esterno nel momento presente.

Se vediamo tutto intorno  gente irata e frustrata forse questi rappresentano il riflesso della nostra rabbia e frustrazione.

Se incontriamo persone liete e radiose forse sono lo specchio del nostro animo raggiante e luminoso.

2) Il secondo specchio esseno ci comunica cosa stiamo giudicando in questo momento. Se siamo circondati da persone che ci irritano per un preciso comportamento, esse potranno rappresentare ciò che stiamo criticando in quel preciso istante.

Se ad esempio mi provoca fastidio il frastuono di una famiglia vociferante e rumorosa forse è quello l’ambito su cui devo lavorare per far scomparire il giudizio.

3) Il terzo specchio ci dice a cosa stiamo rinunciando in questa fase della nostra vita per poter vivere altre esperienze. Questo specchio è rappresentato da individui con i quali sentiamo una strana alchimia, un’attrazione magnetica che anela all’interezza.

4) Il quarto specchio esseno ci mostra noi stessi con le nostre dipendenze. Se vediamo intorno gente che soffre per amore forse ciò rispecchia una nostra dipendenza affettiva, ad esempio.

5) Il quinto specchio è forse il più affascinante. Attraverso il rapporto con i nostri genitori è possibile vedere come ci rapportiamo al principio femmineo e mascolino della divinità.

Un’immagine di Dio severo e giudicante ad esempio potrebbe essere stata tradotta con l’idea di un genitore autoritario ed arcigno.

Un Dio buono e benevolo potrebbe essere il riflesso di un rapporto con i genitori basato sull’altruismo e sul sostegno di questi nei confronti del figlio.

6) Il sesto specchio, chiamato l’oscura notte dell’anima ci mostra la nostra vera essenza. Quando siamo soli, nudi, inermi, spogliati da ogni sovrastruttura, emerge tutta la nostra forza ed è lì che comprendiamo il potenziale della forza interiore.

7) Il settimo specchio è il più impercettibile e lo ritroviamo in ogni rapporto in cui la vita ci mostra che tutte le esperienze sono perfette così come sono..che tutto è giusto così come si svolge…e che c’è solo armonia.

E adesso quale immagine  rimandano i tuoi specchi?

:-)

Per approfondimenti:

Gregg Braden, Il linguaggio della Matrix Divina

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"Perchè non ha senso temere la data 2012"



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